
di Ugo Busatti
Leggendo i giornali stamattina in cerca della ispirazione per un articolo, ero in dubbio su diverse possibilitá, dai ridicoli, pretestuosi e pericolosi limiti a 30 kmh, alla voglia di menar le mani degli inglesi, alla cupola di ferro di Trump.
Ma poi mi é capitata sotto gli occhi una chicca. E non me la posso lasciar sfuggire, in quanto é la migliore espressione della arroganza di chi vive molto al di sopra delle possibilitá che il mercato del lavoro gli concederebbe se fosse una persona normale. Parlo di Renzi, che sul Riformista offre un perfetto esempio di vero leader del Regime.
L’articolo nasce dalle dichiarazioni della Meloni relative alla vendita della FIAT ai francesi (un fatto non opinabile) e il commento negativo all’articolo di Repubblica sulle privatizzazioni, in quanto sempre di proprietá degli Agnelli. É importante riportare le parole esatte: “Nessuna antipatia verso la proprietà di Stellantis può giustificare una sgrammaticatura così volgare e insidiosa. In Italia la libertà di iniziativa economica è costituzionalmente garantita. Se io decido di vendere una mia proprietà il Premier non ha diritto di mettere in discussione la mia scelta. Mentre se il Premier decide di vendere un bene pubblico quale le quote di ENI chiunque ha il diritto di criticare. Anche e soprattutto un quotidiano che illustra una legittima posizione di dissenso rispetto al Governo.
È l’ABC della democrazia. Ieri la Meloni ha ferito la libertà.”
É teoricamente vero che in Italia si dovrebbe essere liberi di vendere le proprie aziende, ma il caso cambia quando in vendita c’é una azienda che é stata ampiamente supportata dai soldi pubblici e che rappresenta una importante fetta di PIL. Grazie a questa vendita, come ho riportato in un recente post, l’Italia si é ridotta a produrre la metá delle auto che produceva prima ed ha seriamente compromesso la vita di un settore trainante per l’economia nazionale. Quindi, caro signor Renzi, non potendo sperare sul senso dell’onore di certi personaggi che pensano solo al proprio portafoglio, forse si sarebbe dovuto agire diversamente a livello politico in precedenza, ed é perfettamente legittimo criticare questa vendita, in quanto oltre che immorale, é anche antieconomica per il Paese Italia.
Venendo al secondo punto, ovvero l’articolo di Repubblica, é giusto dire che dovrebbe esistere la libertá di stampa. Ma vorrei ricordare al signor Renzi, che un Paese dove la RAI é lottizzata dalla politica e le testate giornalistiche fanno capo a gruppi di potere, la libertá di stampa é la favola della sera da raccontare ai bambini, che dopo i quattro anni non ci credono neppure piú.
Quindi evitasse di scrivere cose che non stanno né in cielo né in terra. Criticare le privatizzazioni é diritto sacrosanto, anche io le critico (in parte). Ma ricordiamo che servono argomenti giusti, economicamente sostenibili, e non solo odio di parte.
Ma cosa possiamo attenderci in un Paese dove il caso della pasta Rummo fa giurisprudenza?





