Home Opinioni SALARIO MINIMO, E’ UNA SCELTA SERIA, NON E’ UNO STRUMENTO PER LA...

SALARIO MINIMO, E’ UNA SCELTA SERIA, NON E’ UNO STRUMENTO PER LA SOLITA PROPAGANDA

0

di Alessandro Roazzi
“Avete pugnalato alla schiena i lavoratori più’ poveri” e’ la frase più’…alta del concione della Schlein in Parlamento contro la decisione, sbagliata, del Governo di destra di affossare il salario minimo. Immaginare la Meloni che aggredisce coltello da cucina in mano una lavoratrice delle pulizie francamente richiederebbe parecchia fantasia.
In realtà nella ridda di considerazioni sull’argomento due osservazioni potevano essere meglio usate dalle opposizioni invece di dichiarare guerra a colpi di slogan, entrambe pero’ da dimostrare in una evoluzione continua della rivoluzione tecnologica: in primo luogo la spinta in alto che un salario minimo a 9 euro provocherebbe sull’intera struttura salariale a partire da quello che si definisce salario mediano.
Un effetto domino che aumenterebbe salari e stipendi da troppo tempo fermi o insufficienti specie in tempi di ripresa inflazionistica. Avvenne già al tempo dell’autunno caldo un fenomeno simile e l’economia italiana non ando’ in rovina, tutt’altro. Ma allora la spinta venne dai lavoratori e dai settori industriali con un movimento ampio, partecipato, forte sul piano unitario ed in presenza di una struttura industriale sostenuta da grandi gruppi.
In secondo luogo si osservava che la spinta salariale costringerebbe le imprese ad una maggiore efficienza con ricadute positive sia sull’aumento della dimensione che sulla produttività. Certamente effetti non facili da creare senza certezze sul futuro e con le tecnologie che riducono l’esigenza di crescere in dimensione.
Insomma due argomenti di politica economica e industriale comunque da porre sul tavolo che pero’ necessitano da parte dei capi politici delle opposizioni di una visione di politica economica e industriale che non si intravede purtroppo, ma che peraltro esigerebbe un ruolo protagonista dei sindacati e non una pseudo rassicurazione garantista delle forze politiche nei loro confronti, visto che poi sono gli stessi sindacati e lavoratori che se la devono vedere con le imprese e le altre controparti, con non pochi contratti ancora da rinnovare per giunta ed il lavoro irregolare che in tempi come questi non e’ destinato certo a diminuire.
Le opposizioni latitano su questi versanti a mio parere perche’ non hanno più un preciso radicamento sociale mentre la destra rassicura lavoro autonomo e piccole imprese che nulla cambierà. Questo…consociativismo che puntella entrambi gli schieramenti potrebbe essere pero’ letale per il futuro economico. Se almeno le forze, o debolezze, della opposizione si dotassero di un minimo di cultura economica e industriale concreta e collegata al mondo del lavoro…ma sembra un’utopia, meglio qualche frasetta ad effetto senza seguito.

 

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui