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Ucraina, il tabù infranto: le accuse dell’ex portavoce di Zelensky

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Ucraina

Un’intervista dall’ex addetta stampa presidenziale dell’Ucraina, Yuliia Mendel, al noto giornalista americano Tucker Carlson

Premessa e primo apprezzamento valutativo

Nelle redazioni dei media europei e non, sono arrivate come macigni le trascrizioni dell’intervista rilasciata dall’ex addetta stampa presidenziale dell’Ucraina, Yuliia Mendel, al noto giornalista americano Tucker Carlson.

Si parla di Zelensky in connessione a droga, narcisismo, sete di potere, accordi non mantenuti su Donbass, Nato ed altro ancora. Nulla di nuovo, in verità: tutti sapevano tutto da tempo. Basta leggere i libri che sono stati scritti in questi anni da illustri letterati e famosi giornalisti ed… anche da me.

Le reazioni in Ucraina sono state ovviamente immediate: negazione di tutto e discredito totale della figura della Mendel. Ciò che, in verità, mi suscita questa intervista e che mi dilania da anni è il pensare che una guerra in Ucraina, che non sarebbe mai dovuta iniziare, sta provocando milioni di morti, tutte giovani vite; ha distrutto le economie europee, devastato gli equilibri politici, creando altresì una frattura profonda nelle relazioni politico-economiche e culturali tra la nostra Europa e la Russia.

La manipolazione pervicace della verità, senza minimizzare l’invasione russa dell’Ucraina, sempre da condannare senza esitazione, ha determinato l’ostracismo totale della Russia anche sotto il profilo culturale, nelle sue innumerevoli sfaccettature.

Quando tutto avrà fine, certamente non ci verrà detto nulla sull’intera vicenda, ancora prima del 2014, ma il disastro appare così enorme che non potrà essere a lungo nascosto come polvere sotto un tappeto.

Mi chiedo se saremo pronti o realmente interessati a conoscerla.

I punti cardine dell’intervista

L’intervista completa è stata ripresa da numerose testate; in annesso alcuni link in descrizione.

L’Agenzia Nova, tra le tante, testualmente ha dichiarato che l’ex addetta stampa presidenziale dell’Ucraina, Yuliia Mendel, ha concesso un’intervista al giornalista statunitense Tucker Carlson, durante la quale ha rivolto pesanti accuse contro il presidente Volodymyr Zelensky, accusandolo, tra l’altro, di essere stato disposto a cedere il Donbass alla Russia durante i negoziati del 2022 e di “recitare una parte davanti alle telecamere”, nascondendo la sua “mancanza di empatia” e di “controllo emotivo”.

Come affermato da Mendel, il presidente ucraino “non è la persona che si vede in video. È una persona completamente diversa. Cambia maschera di continuo. È emotivamente instabile, spesso isterico, e pensa che ogni persona sia sacrificabile”.

Zelensky “non ha l’empatia che finge di provare. È un attore incredibilmente bravo, e questo ci ha portato molto sostegno nel 2022, ma la sua recitazione è priva di sostanza. E tutto ciò che dice è scollegato dalla realtà. La maggior parte delle cose sono manipolazioni, o fatti estrapolati dal contesto, oppure sono menzogne”, ha aggiunto Mendel.

“Non sono qui per giustificare l’invasione russa. Non sono qui per giustificare Putin. Ciò che l’esercito russo sta facendo in Ucraina equivale a crimini contro l’umanità. Ma questa guerra non è più bianca o nera”, ha osservato l’ex portavoce presidenziale, secondo cui “è quasi surreale ricordare che quasi tutti i leader e le delegazioni occidentali che venivano in Ucraina prima della guerra trattavano Zelensky come un novellino a livello politico. Videro che era poco qualificato e di scarsa profondità. Ma poi, da un giorno all’altro, si è trasformato nel grande volto della democrazia”.

L’ex portavoce ha poi aggiunto che, nel 2019, Zelensky avrebbe promesso a Putin che l’Ucraina non avrebbe mai aderito alla NATO.

“Ero presente al suo incontro con Vladimir Putin nel 2019, a Parigi. C’erano pochissime persone a lui vicine che conoscevano la verità. Ebbe una conversazione privata con Putin in cui gli promise che l’Ucraina non sarebbe mai entrata nella NATO”, ha spiegato Mendel.

Rispondendo ad una domanda di Carlson sul presunto consumo di droghe da parte del presidente ucraino, l’ex addetta stampa ha spiegato che si tratterebbe di “un segreto di Pulcinella”, pur sottolineando di non averlo mai visto assumere nulla e di basarsi solo su indiscrezioni raccolte in Ucraina fra persone, in passato, vicine a Zelensky.

In tale contesto, analizzando l’intera e lunga intervista, un passaggio mi ha particolarmente colpito, quando è stato toccato il tema della gestione della comunicazione presidenziale, perché mi è sembrata la perfetta rappresentazione plastica dell’abilità manipolatoria del leader ucraino, il narcisista guitto di Kiev.

Mendel racconta infatti che, durante una riunione con lo staff, Zelensky avrebbe esplicitamente chiesto una macchina propagandistica “alla Goebbels”. “Mi serve la propaganda di Goebbels. Voglio migliaia di persone che parlino e facciano propaganda come Goebbels”. Alla domanda di Tucker Carlson se il riferimento fosse proprio a Joseph Goebbels, ministro della propaganda del regime nazista, Mendel risponde: “Sì. Restammo tutti scioccati”.

 

https://www.agenzianova.com/news/ucraina-ex-portavoce-presidenziale-mendel-zelensky-era-pronto-a-cedere-il-donbass-alla-russia-nel-2022/

 

Le reazioni in Ucraina

I media ucraini hanno ovviamente reagito immediatamente, negando la validità di qualsiasi affermazione rilasciata dalla Mendel e descrivendo questa intervista, a seconda della testata ucraina, come pura propaganda russa o americana.

Ukrainska Pravda, a caratteri cubitali, testualmente afferma che: “Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha criticato le affermazioni dell’ex addetta stampa presidenziale Yuliia Mendel, secondo cui il presidente Volodymyr Zelenskyy sarebbe stato pronto a cedere il Donbass alla Russia nel 2022, definendole menzogne, manipolazione e sostegno alla narrativa russa. ‘Tutte queste bugie e manipolazioni sono dirette contro gli interessi dell’Ucraina e a sostegno delle richieste e degli ultimatum russi. È vile che individui del genere siano disposti a umiliare il proprio Stato e a prostrarsi davanti alla propaganda russa in nome della fama. In fin dei conti, questa persona non è la prima ad unirsi al club dei lacchè al servizio della propaganda e delle narrazioni russe. Ma è un biglietto di sola andata’”.

The New Voice of Ukraine, nel riportare criticamente il contenuto dell’intervista, nell’ultimo capitolo del lungo articolo riporta il pensiero di Volodymyr Anfimov, specialista in comunicazione strategica e noto conduttore televisivo.

In particolare, Anfimov ha “ammesso che guardare l’intervista di Yuliia Mendel a Tucker Carlson è stato fisicamente difficile e, a tratti, persino disgustoso. Ma non ho potuto fare a meno di guardarlo perché, in quanto specialista in comunicazione strategica, era importante per me ascoltare i messaggi che l’ex addetto stampa del Presidente dell’Ucraina voleva trasmettere al pubblico americano”.

Kiev Independent, da tempo, attacca il giornalista americano Carlson, dedicandogli ampi editoriali e accusandolo di essere un portavoce del Cremlino.

In tale contesto, Interfax Ukraine ha riferito che Yulia Mendel è stata aggiunta con immediatezza nel sito Myrotvorets, il famoso database ucraino, una sorta di pericolosa lista di proscrizione, in cui vengono inseriti i “nemici dell’Ucraina”, le cui azioni presentano segni di crimini contro la sicurezza nazionale dell’Ucraina, la pace, la sicurezza umana e il diritto internazionale.

Tra le ragioni addotte per la sua inclusione nell’aberrante lista, oggetto da tempo di attenzione da parte di ONU e UE, sempre secondo Interfax Ukraine, figurano la partecipazione ad atti di aggressione umanitaria contro l’Ucraina, la diffusione di narrazioni propagandistiche russe, la manipolazione di informazioni di rilevanza sociale nell’interesse dell’aggressore russo, gli appelli alla capitolazione dell’Ucraina agli invasori russi, nonché la partecipazione indiretta alle operazioni speciali di informazione e disinformazione russe contro l’Ucraina da parte dell’aggressore russo e di gruppi di pressione filo-russi negli Stati Uniti.

https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/05/12/8034314/

https://english.nv.ua/nation/ukrainian-professionals-condemn-mendel-s-controversial-remarks-to-a-former-fox-news-host-50607246.html

https://kyivindependent.com/as-tucker-carlson-faces-scrutiny-ukraine-believes-he-works-for-putin/

https://en.interfax.com.ua/news/general/1166982.html

Conclusione

Desidero chiudere questo nostro incontro con la definizione di propaganda della psicologa Nicoletta Cavazza, docente di Psicologia sociale e Psicologia della persuasione presso l’Università di Modena-Reggio Emilia.

“La propaganda è una forma di comunicazione persuasiva generalmente impiegata da un’élite per controllare e modellare gli atteggiamenti ed i comportamenti delle persone e, pertanto, per orientare nella direzione prescelta le loro conoscenze ed interpretazioni degli eventi. Tali repertori interpretativi, veicolati tramite i discorsi pubblici, modellano il modo socialmente condiviso di intendere le relazioni intergruppi, ove la fonte si pone nei confronti degli interlocutori come ‘trasmettitore di verità’. Viene così proposta, tramite slogan, immagini ad effetto e specifiche strategie retoriche, un’interpretazione del mondo convincente e presumibilmente valida per tutti”.

Da https://www.triesteallnews.it/2026/05/ucraina-il-tabu-infranto-le-accuse-dellex-portavoce-di-zelensky/

Autore

  • Stefano Silvio Dragani

    Stefano Silvio Dragani

    Stefano Silvio Dragani già Generale di Brigata dellìArma dei Carabinieri. Laureato in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza, master di II livello in Studi Africani. Ha svolto incarichi operativi in Italia e varie missioni internazionali anche per l'UE. Ha tenuto docenze e seminari in Italia e all’estero, fino ai congressi ONU sul terrorismo globale. È stato Special Advisor del Ministro della Sicurezza della Somalia e delle forze di polizia di Rwanda e Uganda. Autore di quattro saggi.

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