
Niram Ferretti
La senatrice Segre si chiede retoricamente se, a causa di alcuni esponenti giovani di Fratelli di Italia che si sono distinti per commenti antisemiti e tributi fascisti, sarà costretta a lasciare di nuovo l’Italia come negli anni ’40.
Siamo certi che non dovrà farlo, che alle porte non incombono nuovamente le leggi razziali.
Piuttosto c’è da chiederle come mai nessun accenno da parte sua in merito alle proteste contro Israele in numerose università italiane, nessuna condanna degli slogan ferocemente antisemiti, “Palestina libera dal fiume al mare”, nessuna condanna nei confronti di quelle università che hanno interrotto la loro collaborazione con gli atenei israeliani.
Forse la senatrice Segre più che restare affacciata sul passato dovrebbe sporgersi dal davanzale del presente, in questo modo si accorgerebbe che l’antisemitismo maggioritario, quello più pericoloso, non viene da destra, da gruppetti di trogloditi che fanno il saluto romano e inneggiano al Duce, ma dalla sinistra, quella estrema e quella salottiera, quella che parteggia per Hamas e accusa Israele di genocidio, la quale va a braccetto con il radicalismo islamico, per il quale Israele va annientato.
A proposito del gruppuscolo dei giovani esponenti di Fratelli di Italia, dorma sonni tranquilli senatrice, potrà farlo per i prossimi cinquanta anni che le auguriamo, sempre che i sostenitori di Hamas, non di Mussolini, glielo permettano.





