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LA SINISTRA E LA PSEUDO SINISTRA DI FRONTE ALLE ELEZIONI FRANCESI

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di Alessandro Roazzi

Bonaccini è uno dei leader delle opposizioni (non lo definisco di sinistra per timore che qualcuno si offenda, visto che è termine desueto) che rispetto e…capisco di più.

Ma pure lui ci…marcia: prende spunto dalla forzata Unione elettorale in Francia contro la destra di Macron, Melenchon e company per inneggiare all’unità.

Quando la casa brucia è ovvio che non si chiede il DNA a chi prova a spegnere l’incendio. L’avanzata della Le Pen ha poi le caratteristiche di un incendio che potrebbe propagarsi in Europa (in attesa di Trump? Aiuto…).

Anche se probabilmente ha fatto il pieno di voti e ciò incoraggia la desistenza dei suoi avversari per un ballottaggio che può (deve, deve…) fermarla.

La destra ed il nazionalismo in Europa ha anche il vantaggio di poter rivaleggiare con sinistre da salotto, potere e estremismi snob (anche se poi forse soprattutto la paura per il futuro ha tirato a destra).

Se con tutto quello che avviene la Schlein giudica urgente una legge contro la trans omofobia è come barricarsi in…terrazza con tutti i confort s’intende.

Per fortuna le sinistre francesi usano ancora il termine socialismo e quello di sinistra, alleandosi con Macron per fermare la destra senza rinunciare a dette identità.

Un’identità di sinistra che, pur variegata, non assomiglia per nulla agli accrocchi senza identità delle opposizioni presenti in Italia.

La sfida in Francia, a mio modesto parere, riguarda tutti noi, ma non per imitare ricette necessitate dal momento ma per cercare di capire ed affrontare i mali europei, anche se ne discute come se fosse un Paese lontano.

Il nostro provincialismo è davvero insopportabile. Anche perché quella francese non è una sfida che finirà con il ballottaggio.

Se Macron potrà effettivamente continuare a guidare il Paese, su quali compromessi lo farà?

Se dovrà ripiegare su un governo semitecnico quali saranno le conseguenze sugli equilibri europei e sulle questioni sociali in quel Paese?

La destra resterebbe un convitato di pietra non da poco, pronta a ritentare.

Dovremmo allora andare oltre i peana per l’unità e capire come fare a riconquistare consenso vero in Europa. Se non siamo “europei” oggi, rischiamo di non essere liberi domani.

Manifesto di Ventotene dove sei?

 

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