
La strategia dei budget pubblicitari voluta dai monopolisti del mondo della tecno –finanza, sostenuta dagli ottimati cooptati a capo delle istituzioni, nega alla radice ogni principio di trasparenza cercando di imporre mediazioni che sono forme di ricatto, le quali tendono ad imbavagliare libertà collettive ed individuali.
Un fenomeno, questo, che sempre più appare in tutta la sua potenzialità di degrado, specialmente nel mondo della comunicazione: tv, giornali e social.
Il finanziamento attraverso la gestione centralizzata internazionale di budget pubblicitari con impronta monopolistica intende imporre “una camicia di forza” che rappresenta un’ingerenza in molte istituzioni tesa ad operare per depotenziare il diritto di voto del cittadino.
L’esperienza delle istituzioni europee durante la gestione della pandemia rappresenta un esempio negativo eclatante e un precedente che di fatto ha iniziato a delegittimare le istituzioni stesse, proprio per la mancanza di trasparenza e per il metodo, che va sempre più degenerando, dove il livello esecutivo di governo è frutto di giochi di contrattazione che sa sempre più di ricatto. Contrattazione dove entrano spesso in gioco non le priorità di obbiettivi sulla base del principio di un serio “esame di realtà “, ma criteri dove prevale la protervia e in molti casi la censura sistematica .
Una questione, questa, che alla lunga tende a colpire i fondamentali su cui si basa il principio di libertà e di democrazia .
Già a settembre questi elementi emergeranno specialmente in Europa e in molti paesi che la compongono, con effetti sicuramente inquietanti a partire da Germania e Francia .
Le incursioni de paesi extra Ue hanno sempre avuto grande influenza, seppur in modo carsico .
Scriveva qualche giorno fa Silvano Danesi a tal proposito sul Nuovo Giornale Nazionale : “Una delle tante facce della nostra perdita di sovranità… che sta diventando perdita totale, cioè la sovranità monetaria …la sovranità territoriale l’abbiamo persa nel ’45, la sovranità monetaria con l’Euro, la sovranità fiscale con il fiscal compact. Adesso stiamo perdendo anche la sovranità politica… penso che per eleggere qualcuno dovremo vincere le politiche in due o tre paesi del mondo …”
Quello che è certo è che oggi al centro va posta la ridefinizione internazionale consensuale di nuove regole, a cui tutti devono attenersi con convinzione ,anche per contenere una tecno- finanza molto aggressiva e anarchica, che interagisce privilegiando e plagiando il mondo della comunicazione .





