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A DOHA COLLOQUI CON IL FANTASMA

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Da una parte Netanyahu e dall’altra c’è Yahya Sinwar, che gestisce per la prima volta la mediazione da capo politico di Hamas.

Il fatto è che Hamas ufficialmente è assente. I colloqui sono, pertanto, con un fantasma

Dopo l’annuncio di tre giorni fa che il gruppo islamista non si presenterà in Qatar perché “vale l’accordo proposto a luglio da Joe Biden”, Hamas ha ribadito ieri che sarà assente. Ma il messaggio di Sinwar è contraddittorio: da una parte fa sapere che parteciperà se Israele ferma i combattimenti, dall’altra si richiama alle tre fasi del piano Biden, dall’altra ancora presenta emendamenti che vanno dalla liberazione del leader di Fatah, l’ergastolano Marwan Barghouti, ad altri cento detenuti di peso di cui gli Usa si dovranno fare garanti. Al summit promosso dagli Usa, anche con la presenza del capo della Cia William Burns e Brett McGurk, il coordinatore della Casa Bianca per il Medio Oriente, prendono parte anche Qatar e Egitto (e altri dietro le quinte con i telefoni che si parlano sulle scrivanie). Che non siano presenti fisicamente i delegati di Sinwar non sembra scontato.

“Intraprendere nuovi negoziati consente a Israele di imporre nuove condizioni e di utilizzarli per compiere altri massacri”, ha detto il funzionario di Hamas Sami Abu Zuhri a Reuters. Parole, hanno fatto sapere mediatori anonimi, che non escludono la possibilità di progressi poiché il capo negoziatore Khalil al-Hayya, confermato nel suo ruolo alcuni giorni fa proprio da Sinwar, risiede a Doha e ha canali aperti con Egitto e Qatar. L’Iran, dal canto suo, ha smentito attraverso la sua delegazione all’Onu un interessamento ai colloqui, seppur dietro le quinte. Mentre l’agenzia di stampa statale russa Tass fa sapere che il presidente dell’Anp Abu Mazen vorrebbe che anche Mosca prendesse parte al processo di pace. Barnea, Bar e Alon prenderanno l’aereo per Doha, forse porteranno nelle valigette il documento scritto che alla vigilia hanno dato a Netanyahu in cui lo avvisano che “il ritardo e l’insistenza su determinate posizioni potrebbero costare la vita agli ostaggi”, come ha fatto sapere Walla. Mentre Haaretz non crede che l’Iran si tenga fuori da tutto e titola “Biden e Khamenei stanno preparando un accordo. Israele non ha colto i segnali”.

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  • Redazione

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