Home Politica La vera opposizione al Governo sta in Parlamento o sul Colle alto?

La vera opposizione al Governo sta in Parlamento o sul Colle alto?

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Parlamento o Colle alto

Quando viene il sospetto che chi dovrebbe essere super partes in realtà non lo sia

Giorgia Meloni durante il suo intervento all’evento di Gioventù Nazionale annuncia nuove regole sulla scuola e la sinistra parte subito all’attacco accusandola di discriminazione e qualcuno si spinge addirittura ad accusarla di razzismo.

In particolare la Premier ha annunciato l’imminente presentazione in Consiglio dei ministri di un provvedimento normativo riguardante la scuola con l’obiettivo di introdurre divieti per chi indossa burqa e niqab in aula, ma anche per imporre un limite al numero di studenti stranieri nelle classi.

Il divieto di coprirsi il volto in luoghi pubblici è stato introdotto in passato in diversi Paesi europei, tra cui Francia e Belgio e, più di recente, è stato vietato nelle scuole austriache, ma pure la Legge italiana vieta di frequentare i luoghi pubblici con il volto coperto e non ci sono esenzioni per motivi religiosi.

Nel motivare l’iniziativa, Meloni ha criticato la gestione passata del tema, affermando: “Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare. Chiamare tutto questo integrazione è un’altra menzogna, una menzogna comoda per chi vive di ideologia, per chi ci fa la morale dai salotti e poi i propri figli li manda in scuole nelle quali questo problema non esiste”.

Ogni riferimento ai radical chic coi figli nelle costose scuole private  è puramente casuale!

Tra l’altro, in Italia il limite del 30% degli alunni non italiani è stato disciplinato nel 2010 dalla circolare ministeriale dell’allora ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini, rimasta spesso inapplicata a causa delle dinamiche demografiche locali e per problemi logistici nelle periferie delle città.

Ma, al di là della polemica tra contrapposte fazioni politiche che è pur sempre legittima se civile, spicca la presa di posizione del Presidente della Repubblica che è il Presidente di tutti gli italiani e che quando parla è tenuto a farlo non in qualità di persona ma in rappresentanza della più alta Istituzione della Nazione.

Il Presidente della Repubblica, in occasione di un evento ad Amatrice, anche se non esplicitamente, è prontamente intervenuto sulle novità annunciate dal Presidente del Consiglio, dicendo che la scuola deve essere aperta a tutti e non deve creare ghetti né alzare barriere.

Presidente, il Suo intervento è assolutamente legittimo e anche apprezzabile nella sostanza ma se arriva proprio nel mezzo di questa polemica, già alimentata dal solito Cardinale Zuppi, con parole che sembrano andare nella stessa direzione delle critiche della sinistra, è normale esprimere qualche perplessità.

Anche perché Giorgia Meloni ha detto il contrario di quanto vogliono far credere la sinistra e certi Cardinali del Partito Delle parrocchie.

Mettere un limite agli studenti stranieri nelle singole classi serve proprio a evitare che si creino ghetti. Se mettiamo insieme troppi bambini che hanno grandi difficoltà con l’italiano, diventa più difficile per loro imparare e diventa problematico seguire le lezioni per tutta la classe.

A rimetterci sono tutti, italiani e stranieri, ma attenzione si parla di mettere una soglia al numero degli studenti di lingua straniera in ogni classe non certo di chiuderli in una classe separata come qualcuno vorrebbe far credere.  Chiedere ai genitori degli studenti con problemi di inserimento di imparare l’italiano non significa discriminare ma fare in modo che queste persone possano parlare con gli insegnanti, seguire al meglio i propri figli e diventare davvero parte della comunità.

Vietare burqa e niqab nelle scuole non significa alzare barriere ma avere regole che valgono per tutti e dire che a scuola si entra a viso scoperto.

Tra l’altro, come detto, in Italia è vietato stare col volto coperto in pubblico e non ci sono motivi religiosi per derogare a questa norma.

Presidente, si può essere d’accordo oppure no con il Presidente del Consiglio ma non si può far passare come un tentativo di creare ghetti ciò che viene proposto proprio per evitarli anche perché, se ci si documenta, si viene a sapere che fu proprio Lei, in qualità di Ministro della Pubblica Istruzione, ad emanare un circolare, la 250 del 26 luglio 1990 nella quale si raccomanda di non superare il numero di 5 studenti stranieri per ogni classe al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani.

Lo ha fatto notare anche il Presidente del Consiglio ieri sera in una intervista televisiva.

Ora mentre la sinistra attacca il Governo, proprio nel pieno della polemica, arriva prontamente il Suo intervento, con parole che finiscono per sottolineare quelle critiche.

Il Presidente della Repubblica deve essere e apparire il Presidente di tutti, a volte, invece, sembra un baluardo a difesa dell’opposizione e la casistica comincia a essere corposa.

E non dimentichiamo il consigliere del Quirinale che mesi fa evocava la necessità di dare scossoni al governo di Giorgia Meloni.

Per carità, sono sicuramente coincidenze temporali ma, come diceva qualcuno che la politica la conosceva bene: “a pensar male si fa peccato ma…”

Autore

  • Adolfo Tasinato

    Laurea in Comunicazione e Marketing, Master in comunicazione digitale. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti, socio della Associazione Giornalisti 2.0. Scrivo per il Nuovo Giornale Nazionale.

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