Home Opinioni Conte non è una linea politica: è un guardaroba

Conte non è una linea politica: è un guardaroba

0
linea politica -guardaroba

Maestro del trasformismo, si adatta, cambia costume. Schlein lo insegue, ma senza “speranza”

Giuseppe Conte è riuscito nell’impresa che pareva riservata ai trasformisti di professione: fare del trasformismo non un mezzo per arrivare al potere, ma il proprio programma politico.

È nato come il Conte della Pochette, avvocato elegante e un po’ imbalsamato, con il fazzoletto nel taschino e l’aria di chi fosse stato convocato a Palazzo Chigi per errore.

Poi, scoperti i Cinquestelle, si è sfilato la pochette, ha sbottonato la camicia e si è reincarnato nel tribuno del popolo, con tanto di indignazione prefabbricata e voce da comizio.

Una metamorfosi tanto rapida che perfino Gregor Samsa, al risveglio, avrebbe preso appunti.

Il curriculum politico di Conte non è una linea: è un guardaroba. Pochette per l’establishment, camicia aperta per i grillini, gessato per le cancellerie, giubbotto smanicato per il popolo, ecologia quando tirava l’ecologia, pacifismo quando serviva il pacifismo, progressismo quando occorreva contendere alla sinistra il suo stesso vocabolario.

Non governa: si adatta.

Non cambia idea: cambia costume.

La cosa più notevole è che Conte non sembra neppure accorgersene. O, forse, se ne accorge benissimo.

In fondo, la sua politica consiste soprattutto nel contemplare Giuseppe Conte mentre Giuseppe Conte parla di Giuseppe Conte.

Ogni sopracciglio, ogni pausa, ogni modulazione della voce sembra studiata davanti allo specchio. La vanità, in lui, non è un vizio accessorio: è una forma di ideologia.

È l’Alighiero Noschese della politica italiana, ma senza il talento di Noschese e, soprattutto, senza l’umiltà necessaria a riconoscere che si sta imitando qualcuno.

Premier professorale, avvocato compassato, populista di piazza, progressista d’occasione: Conte riesce a essere sempre la copia di qualcosa e, contemporaneamente, a considerarsi l’originale.

E qui viene il mistero.

Come sia possibile che, secondo i sondaggi, ancora l’undici per cento degli italiani dichiari di voler votare per lui è una domanda alla quale neppure la psichiatria elettorale ha ancora trovato risposta.

Undici per cento non è più un incidente statistico: è una comunità di fedeli. Ci sono italiani che, dopo averlo visto cambiare pelle più volte di un serpente, sono ancora disposti a consegnargli una scheda elettorale.

Forse confidano che, al momento del voto, ne indosserà finalmente una adatta al Paese.

Ma, il capolavoro, è un altro: nel cosiddetto campo largo, questo campione del travestimento ideologico viene considerato addirittura più presentabile di Elly Schlein.

E qui, bisogna riconoscerlo, la povera Schlein parte svantaggiata: per quanto politicamente acerba, almeno non ha ancora avuto il tempo di governare con la destra, con i grillini, con Draghi e contro Draghi, di essere, contemporaneamente, europeista, sovranista, pacifista, barricadiera e uomo delle istituzioni. Le manca, insomma, la carriera necessaria per diventare Conte.

Eppure, il centrosinistra, anziché affidarle il campo largo, preferisce l’uomo che ha fatto del cambio d’abito una dottrina politica.

La Schlein, almeno, un posto da rappresentante di classe in un liceo di sinistra probabilmente riuscirebbe a conquistarselo senza particolare difficoltà.

Conte, invece, ambisce direttamente alla presidenza della classe, dell’istituto e, se possibile, del condominio.

Del resto, è questa la grande specialità del personaggio: non avere una vera identità politica e riuscire ugualmente a presentarsi come l’uomo destinato a rappresentare tutti.

Il problema è che, dietro ogni travestimento, alla fine, resta sempre lui.

Giuseppe Conte.

E, forse, è proprio questo che dovrebbe preoccuparci.

Autore

  • Biagio Buonomo

    Biagio Buonomo, napoletano, Dottore di Ricerca in Storia e a lungo professore a contratto di Letteratura Italiana presso l'UNISOB, è stato per ventitré anni notista culturale dell'Osservatore Romano. Scrive saggi di letteratura che pubblica e romanzi che, almeno fino a ora, tiene ben chiusi nel cassetto.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui