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Conoscere se stessi “sconfinando”

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Conoscere se stessi "sconfinando"

L’intenzione, l’unica bussola in grado di farci viaggiare lungo mari sconosciuti

Mia zia, psicologa transazionale (teoria e approccio psicoterapeutico sviluppato da Eric Berne), mi sottopose già a 13 anni ad analisi al fine di portarmi consapevolezza, favorire una comunicazione sana e modificare eventuali comportamenti disfunzionali.

Fui tra i suoi primi pazienti (era all’inizio della professione) sebbene mi sentissi più una cavia da laboratorio.

Nel 1971 già avevo una particolare predisposizione alle materie di confine, tuttavia risultai completamente integrato e sano, almeno così decretò la relazione clinica. Qualche dubbio mi venne, ma si sa, la psicologia non è una scienza esatta e, comunque, fu il mio primo approccio guidato con l’inconscio o zone limitrofe.

Per valutare le arti antiche, astrologia alchimia magia, non basta denunciare gli imbroglioni o l’ingenuità dei creduloni. Bisogna toccar con mano di cosa si tratta, altrimenti si pontifica per partito preso. Conoscere per giudicare.

Da decenni brigo, mi affaccendo, sperimento, verso la scoperta di un nuovo stato della materia, dotato di proprietà misteriose e fondamentali, quello che alcuni chiamano ‘secretum’, che permetterebbe di attraversare i limiti dello spazio e del tempo.

Ho scoperto l’acqua calda, certo, prima del sottoscritto migliaia di persone in ogni tempo e latitudine hanno percorso la stessa strada e raggiunto i medesimi risultati. L’esperienza mi ha condotto a stabilire un diretto contatto con le forze della natura.

La scienza rimane subordinata a questa unità, a questa spontaneità di vedute, che è il sigillo della conoscenza. Ho evitato come la peste una vita banale appiattita borghese, così ho seguito un destino.

Gli incontri con persone straordinarie hanno rappresentato le mie guide, il canale di forze che dispongono di noi che abbiamo scelto la Via, forze superiori anche se spesso misteriose.

Non bisogna frequentare le scuole alte, come dicono a Viterbo, ma captare le influenze cosmiche, intercettare i segni, ascoltare le precognizioni. Si apre l’accesso ad un altro mondo, tangente a questo conosciuto; un mondo parallelo che ci affianca e a volte ‘sentito’ in certi stati speciali di coscienza.

È un mondo delle potenze oscure e di luce.

Ho tentato in questi anni di dire tutto (riservandomi di trasmettere direttamente ad alcuni il secretum) senza circondarmi di segretezza e di mistero. Ho rivelato tutto quello che so e faccio.

Dubito degli Ordini iniziatici e di quei libri che impongono il segreto, carichi di minacce per i profanatori: pretendono di iniziare all’esoterismo senza insegnarlo. Il segreto che si pretende di imporre si fonda su un malinteso.

Chi ce l’ha può solo trasmetterlo a chi ne è degno. Tutto qui. Oltre dogmatismi e interdizioni. Dobbiamo assumerci rischi e responsabilità. Ho capito, dopo anni, che conta l’ispirazione.

L’adepto non agisce, viene indotto ad agire. Primitivismo? I nostri progenitori erano meno ingenui degli attuali scienziati. Un contadino sapeva più cose su Madre natura di un odierno agronomo.

La soggettività ci rende umani e quindi capaci di collegarci alle meraviglie del Creato. Situazioni astrali particolarmente propizie ci indicano luogo e circostanza della presa di possesso della materia. Quindi, luogo e momento unici e validi solo per chi opera.

Allinearsi per attirare le forze cosmiche, richiede costanza e fede. E ogni giorno e posto sono diversi, dinamizzanti e propizi oppure nefasti. Non è scienza, è arte che sfugge alla prova oggettiva e ripetitiva.

Ogni nostra esperienza fa parte della fitta trama, invisibile, dell’interdipendenza universale e quindi chiama in causa un numero di parametri infiniti e indefiniti.

Conosciamo davvero tutte le azioni che possano esercitare a distanza i corpi celesti, tutte le radiazioni, tutte le trasformazioni dell’energia del mondo? Telepatia, chiaroveggenza, psicocinesi, son solo la punta dell’iceberg delle nostre capacità.

Le operazioni magiche, le trasmutazioni alchemiche, ci aprono orizzonti illimitati se solo avessimo il coraggio e la costanza di sperimentarne l’efficacia. Le forze in gioco sono tremende, la minima dispersione può arrestare l’intero processo; riuscita o fallimento sono imprevedibili.

La qualificazione di chi opera è decisiva. Purificazione, preghiera, retta condotta, sono essenziali. Il distacco da interessi è la condizione necessaria. È percorso difficilissimo. Dobbiamo diventare canali staccati da contingenze terrene che ci rendono schiavi.

Riassumendo. Possiamo studiare tutte le dottrine e le tecniche d’Oriente e d’Occidente, ma assimilarle è un’altra cosa. Si ha assimilazione quando la cosa assimilata entra a far parte della nostra vita. Il processo è trasformare la sostanza stessa di cui siamo costituiti.

La Via, in definitiva, ci insegna a vivere secondo intenzione, l’unica bussola in grado di farci viaggiare lungo mari sconosciuti.

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