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UNA FAGLIA OCEANICA TRA KIEV E BERLINO E MESSAGGI IN CODICE A ZELENSKY

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La notizia di mercoledi è che i tribunali tedeschi hanno emesso un mandato di arresto europeo per un uomo ucraino sospettato di essere coinvolto nel sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 nel Mar Baltico nel settembre 2022.

Prima questione: il Nord Stream 1 e 2 è un’infrastruttura che ha nel capitale della società che l’ha realizzata sia la Russia, sia la Germania.

La società che gestisce l’esercizio è la Nord Stream AG (gi North European Gas Pipeline Company), che ha sede a Zugo ed è costituita da: Gasprom 51%, Ruhrgas 15,5%, Wintershall 15,5%, N.V. Nederlandse Gasunie 9%, Engie 9%.

Wintershall è una società operante nel campo Oil&Gas completamente controllata dal colosso della chimica BASF AG, mentre Ruhrgas è la società operante nel settore gas del gruppo E.ON..

A partire dal 2012 Nord Stream poteva trasportare fino a 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

E’ del tutto evidente che stabilire che chi ha danneggiato Nord Stream 1 e 2 è un ucraino è il primo passo importante per determinare il colpevole politico, ma anche il responsabile dei danni a cui chiedere il rimborso.

Per la Germania, dunque, il responsabile è un ucraino.

Interpellata dall’agenzia France-Presse, la Procura federale tedesca, che è responsabile di una parte delle indagini sull’attacco, ha rifiutato di commentare.

Il mandato d’arresto europeo è stato emesso a giugno dalla Procura federale nei confronti di un istruttore subacqueo ucraino che all’epoca viveva in Polonia, non lontano da Varsavia, secondo il canale televisivo pubblico ARD e i quotidiani Süddeutsche Zeitung e Die Zeit.

Il quotidiano svedese Expressen, uno dei giornali che riportano la notizia del mandato, ha fatto nome e cognome del sospettato: Volodymyr Zhuravlov, 44 anni.

I tribunali ritengono che Volodymyr Zhuravlov sia stato coinvolto, insieme ad altri due subacquei ucraini, nel sabotaggio e nella collocazione di esplosivi in profondità nel gasdotto.

Seconda questione: la Polonia lo ha fatto scappare.

In base alle norme europee sull’assistenza giudiziaria reciproca, le autorità polacche avevano 60 giorni per rispondere alla richiesta tedesca e arrestare questa persona. Secondo i media, tuttavia, questo non è stato fatto, per ragioni che non sono state chiarite.

Il ricercato ha preso il volo.

Questo apre un contenzioso importante anche con la Polonia.

Terza questione.

Il Wall Street Journal, da qualche tempo in vena di rivelazioni, sostiene che l’esplosione di una sezione del gasdotto Nord Stream 2, nel settembre del 2022, fu pianificata da un gruppo di alti ufficiali e uomini d’affari ucraini, andando contro gli ordini del presidente Volodymyr Zelensky e della Cia.

Il Wall Street Journal (Wsj) ha ricostruito quello che definisce “uno degli atti di sabotaggio più audaci della storia moderna”.

Dietro il piano, stando a diverse fonti tra alcuni dei partecipanti, c’era l’allora comandante in capo delle forze armate ucraine, il generale Valeri Zaluzhny, rimosso quest’anno dal suo incarico e ora ambasciatore a Londra.

Zelensky, ci dice il WSJ, aveva inizialmente approvato il piano, secondo un ufficiale che ha partecipato e tre persone a conoscenza dei fatti. Ma in seguito, quando la Cia ne venne a conoscenza e chiese al presidente ucraino di rinunciare, il leader di Kiev ordinò di non procedere.

Nonostante ciò, Zaluzhny, che guidava l’operazione, è andato avanti e ha coinvolto ufficiali delle forze speciali che avevano esperienza nell’organizzazione di “missione segrete rischiose” contro la Russia.

Zaluzhny ha dichiarato di non sapere nulla di tale operazione e che qualsiasi supposizione contraria è una “mera provocazione”.

Secondo la ricostruzione del Journal, il patto stretto nel maggio 2022 tra imprenditori e ufficiali militari ucraini prevedeva che i primi avrebbero finanziato e aiutato a realizzare il progetto, perché l’esercito non aveva fondi e faceva sempre più affidamento sul sostegno dall’estero.

Cerchiamo di capire cosa bolle in pentola.

Con il mandato di cattura ad un ucraino per il boicottaggio del Nord Stream 1 e 2 la Germania prende le distanze da Kiev, sia dal punto di vista politico, sia dal punto di vista economico.

Il tutto in perfetta coerenza con le difficoltà interne, economiche e politiche, e con la crescente insofferenza dei tedeschi, soprattutto dell’Est, per il blocco dei rapporti con la Russia e con i conseguenti danni economici dovuti alle forniture di gas.

Chiedendo alla Polonia di arrestare l’Ucraino e incassato il niet dei polacchi, la Germania rende la pariglia a Varsavia che, anche recentemente, aveva ricordato a Berlino che rimaneva in attesa del pagamento dei danni di guerra (la seconda guerra mondiale).

Il messaggio è: cara Polonia stai difendendo un ucraino che ci ha danneggiati, lo fai scappare e occulti le prove. Ergo: ci danneggi.

Il WSJ ci dice varie cose e lancia messaggi in codice.

Anzitutto ci fa sapere che Zelensky era d’accordo con l’operazione e che si è fermato solo dopo che la Cia ha detto no.

Il messaggio è chiaro: caro Zelensky sei stato d’accordo nel colpire la Germania e nel crearle dei danni enormi. Ti si fermato solo perché la Cia ti ha detto di no, ma questo non toglie che ci siano le prove che eri d’accordo.

Inoltre, caro Zelensky, ti facciamo un favore dicendo che è stato Zaluzhny ad andare avanti nonostante il tuo no e con questo mettiamo all’angolo un tuo possibile concorrente. Inoltre indichiamo ai tedeschi chi andare a prendere a Londra, ammesso che gli inglesi siano disponibili ad un’eventuale trasferimento di Zaluzhny in Germania per testimoniare.

Non male anche un possibile scasso diplomatico tra Londra e Berlino.

E ancora.

Caro Zelensky, sei entrato in Russia per forzarci la mano e ottenere il via libera all’uso di armi a lunga gittata contro Mosca. Ti abbiamo detto di no. Tu fai di testa tua, come volevi fare con il Nord Stream 1 e 2, ma sappi che questa volta non ci sarà uno Zaluzhny da incolpare per quanto potrà avvenire a seguito di quel che hai intrapreso a Kurks.

Quindi, stai bene in campana, e cerca di chiudere la vicenda al più presto, perché gli Usa non hanno nessuna intenzione di far entrare la Nato in un conflitto con Mosca.

Se farai di testa tua, la testa sarà tua.

Infine.

L’azione giudiziaria della Germania potrebbe avere conseguenze anche sull’Unione Europea e sulle posizioni bellicistiche dei socialisti e dei liberali.

Portare a galla il sommozzatore non è solo una realtà, ma anche la metafora di possibili emersioni di fatti e di misfatti che potrebbero chiudere la vicenda politica di Zelensky e non solo.

Autore

  • Redazione

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