di Ugo Busatti
Da un lato ci sono armate di persone che vogliono forzare l’entrata in Europa. Le motivazioni sono diverse. C’é chi realmente scappa da una guerra, chi cerca un futuro migliore per sé, chi vuole guadagnare soldi da inviare alle famiglie in patria, chi cerca l’avventura.
Dall’altro ci sono le regole. Le leggi. Sbeffeggiate, appunto, da queste persone. Da quelli che arrivano ovviamente, in quanto una parte di loro muore nel tentativo.
Poi ci sono gli effetti. Quelli che arrivano vengono trattati in modo diverso secondo le possibilitá e le nazioni che li accolgono, ma la costante é che il piano di integrazione é troppo spesso carente, regalando braccia alla malavita non necessariamente per spaccio o altri reati importanti, ma anche per la vendita di prodotti che imitano marchi famosi o che non sarebbero ammessi sul mercato per il non rispetto dei requisiti. Insomma, i nuovi schiavi.
Non entro nel merito di quanto approvato ieri dal parlamento europeo sulla gestione di questo tema. C’é di tutto e di piú. Riconoscimento accelerato dei diritti di asilo, detenzione di fatto, ricollocazione in altri Paesi, fondi per compensare la mancata ricollocazione, e qualunque cosa venga in mente ad una personalitá bipolare, é contenuto nei provvedimenti.
Il fenomeno non si arresterá. I problemi resteranno. Ed é logico che sia cosí. Le vie maestre non vengono rispettate. Se si dice no, dovrebbe essere no. Si dovrebbe attivare un piano di immigrazione controllata, con programmi di accoglienza, di integrazione, in base alle necessitá di ogni stato membro, con visti regolari alla partenza e viaggi in aereo e non su fatiscenti imbarcazioni. Gli altri, quelli non riconosciuti per qualunque motivo non aventi diritto, non entrano e basta.
Se passa, come sta passando, il concetto di accoglienza a tutti i costi, l’invasione continuerá, la mancanza di un piano di integrazione fará vittime, il Ramadam diventerá festa nazionale, e se tutto andrá per il meglio avremo una societá che perderá del tutto la propria identitá culturale. Cosa che grazie al fenomeno dei Woke sta comunque accadendo.
Quello che manca, non sono le leggi, che anzi sono troppe. Manca il rispetto delle stesse, anche se spesso, sono demenziali, come in questo caso.




