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Youssef Siher torna libero

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Youssef Siher torna libero

La GIP Tiziana Landoni ha rigettato la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere. Meloni: “No a convalida arresto Siher decisione vergognosa”

Non è stato convalidato l’arresto di Youssef Siher, ricercatore 30enne italiano di origine marocchina fermato in qualità di amministratore del canale Telegram Movimento 17 ottobre.

Stando a quanto riportato da fonti legali, la GIP Tiziana Landoni ha rigettato la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere, avanzata dal procuratore Marcello Viola e dalla PM Francesca Crupi. Siher ora è libero e può uscire dal carcere.

Giorgia Meloni in un video postato sui social Meloni ha definito il no alla convalida dell’arresto una “decisione vergognosa”.

“Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa – ha detto il presidente del Consiglio – la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram “Movimento 17 ottobre”, cioè la pagina che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano”.

Il ricercatore era indagato per il canale social aperto dopo le devastazioni in centro a Milano di sabato 17 e domenica 18 ottobre.

Il profilo Telegram era arrivato a 11 mila iscritti, mentre quello Instagram a 50 mila followers e secondo gli inquirenti sarebbe stato utilizzato come «presupposto ideologico» per organizzare nuove manifestazioni.

E, di conseguenza, innescare una «dichiarazione di guerra continua» e «incutere un profondo timore nella popolazione e destabilizzare l’ordinario corso della vita civile».

Nei confronti di Siher e della moglie Sarah Hammoud, i PM avevano ipotizzato i reati di istigazione a delinquere con l’aggravante del terrorismo e violenza organizzata in manifestazione di piazza. La PM Crupi aveva perciò chiesto la convalida del fermo e la misura cautelare a San Vittore.

Secondo Landoni, però, non ci sono le esigenze cautelari per trattenere in custodia Siher, ovvero il pericolo di fuga, perché non è dimostrato che la sera prima della perquisizione il 30enne abbia cercato di «rendersi irreperibile».

Inoltre, non ci sarebbero state neanche le ragioni giuridiche per fermarlo dopo una giornata in Questura e portarlo a San Vittore.

La creazione e l’amministrazione del canale del Movimento 17 ottobre non sarebbero inquadrabili come «istigazione a delinquere» aggravata dalla «finalità di terrorismo».

E, secondo la GIP, viene meno anche la fattispecie penale di «violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche», nuovo reato inserito nell’ultimo decreto legge del governo Meloni dopo i disordini avvenuti a Milano.

La decisione della Gip del Tribunale di Milano, Tiziana Landoni, di non convalidare il fermo del trentenne Youssef Siher (amministratore e fondatore dei canali social del “Movimento 17 ottobre”) e di ordinarne la scarcerazione ha suscitato forti reazioni nel dibattito politico.

La giudice ha ritenuto che le dichiarazioni pubblicate online costituissero una dura protesta o critica politica anziché una reale istigazione alla violenza o eversione dell’ordine democratico.

Dalla coalizione di governo giungono critiche severe verso la decisione giudiziaria e la gestione delle proteste di piazza.

Esponenti del centrodestra e della maggioranza sottolineano il rischio di sottovalutare l’estremismo e la violenza verbale sui social media, definendo preoccupante la derubricazione dei messaggi radicali a semplici esercitazioni di critica politica.

Il centrodestra ha ribadito la necessità di mantenere il pugno duro contro i gruppi ritenuti responsabili delle devastazioni e dei disordini scoppiati durante le recenti manifestazioni, contestando qualsiasi sponda politica o giustificazione garantista ai movimenti di protesta radicali.

Dall’area della sinistra si registrano posizioni articolate, tra difesa del diritto di espressione e nette prese di distanza dagli estremismi.

Figure come Ilaria Salis e l’area di Rifondazione Comunista (guidata da Maurizio Acerbo) hanno espresso vicinanza nei confronti di Siher fin dai momenti del fermo, denunciando una presunta “gogna mediatica” e strumentalizzazioni politiche verso l’attivismo pro-Palestina.

Pur difendendo la libertà di manifestazione e il rispetto dei principi dello Stato di diritto stabiliti dalla Magistratura, esponenti dell’opposizione progressista (tra cui Filippo Sensi del PD e Angelo Bonelli di AVS) hanno preso nettamente le distanze da ogni forma di sostegno a organizzazioni estremiste o di inneggiamento alla violenza.

I partiti del centro riformista hanno condannato l’atteggiamento di difesa assunto dalle frange più radicali dell’opposizione. Carlo Calenda ha criticato aspramente la difesa di post o narrazioni che inneggiano a gruppi estremisti o alla violenza, definendola un atteggiamento irresponsabile che scambia l’estremismo con il libero pensiero.

Meloni: “No a convalida arresto Siher decisione vergognosa”

“Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram “Movimento 17 ottobre”, cioè la pagina che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano”.

Così la premier Giorgia Meloni in un video postato sui social.

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  • Redazione

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