
di Giorgio Cattaneo
Aleksandar Vučić, presidente della Serbia: «Tutti parlano soltanto di guerra, nessuno vuole raggiungere la pace. Ormai, “pace” è quasi una parola proibita. Fateci caso: dicono che bisogna vincere, per assicurarsi la pace futura, ma di pace non parla nessuno. Il treno ha già lasciato la stazione, e nessuno può fermarlo. Quelli che abbiamo di fronte sono gli ultimi giorni a nostra disposizione per riconsiderare ciò che sta avvenendo in Ucraina. Se le grandi potenze non faranno nulla, in breve tempo – ne sono quasi certo – ci troveremo di fronte a un vero disastro».
«Se scommetti sul fatto che qualcuno stia bluffando, significa che non hai in mano carte migliori, ma ti limiti a sperare che sia l’altro ad avere le carte più deboli (e non ne sei nemmeno sicuro, perché le sue carte non le hai mai viste). Negoziare? Per farlo, bisogna avere anche l’altro lato del tavolo. Per me, è molto strano che nessuno stia tentando davvero di fermare la guerra. Poi c’è un’altra teoria, che posso capire ma non approvare: l’Occidente pensa di poter vincere facilmente, contro Putin. Vogliono indebolirlo in Ucraina per poi entrare nel suo spazio».
«In quel caso, Putin verrebbe rovesciato: e la Russia attuale, con il suo territorio di oggi, non esisterebbe più. Possibile? Intanto, la Russia si è comunque già indebolita. Ma questo è sufficiente per distruggere la Federazione Russa e rovesciare Putin? Non credo proprio. Il fatto è che, nell’Europa odierna, tutti si comportano come grandi eroi: ma non hanno detto ai loro popoli che pagheranno un prezzo molto alto. I leader europei dovrebbero assolutamente fare di tutto, per fermare qualsiasi tipo di atteggiamento guerrafondaio».
«Perché sto dicendo che ci stiamo avvicinando al precipizio, all’abisso? Analizzate la situazione della Nato e degli Stati Uniti: non possono permettersi di perdere la guerra in Ucraina. Il che significa che la Russia non potrà vincere, e che la situazione geopolitica dell’Occidente si deteriorerà a tal punto, che nessuno sarà più in grado di risollevarla. Inoltre si aprirà un vaso di Pandora, innescando ulteriori movimenti e, in futuro, l’ostilità verso tutto l’Est».
«Consideriamo però l’altro lato: se Putin perde la guerra, la Russia non avrà più la forma di oggi. E quando ci sono due parti così lontane, l’una dall’altra, con i loro desideri e le loro aspettative, allora tutto è davvero in gioco: tutto. Perché nessuno può permettersi di perdere. Ecco perché dico apertamente che ci stiamo avvicinando a una vera catastrofe. Quanto ci separa, dal disastro? Non più di tre o quattro mesi, temo. E c’è il pericolo che la situazione precipiti anche prima».
«Chi è pronto a perdere un milione, due milioni, cinque milioni, dieci o quindici milioni di persone? Domandatevelo. Io non sono disposto a perdere nemmeno uno dei miei uomini. Noi serbi non parteciperemo a questa follia. Noi manterremo la calma. Manterremo la pace e la stabilità, nella regione e nel nostro paese».





