
di Gianfranco Costa.
La nostra intensa storia, dopo averne vissute tante insieme e tutte molto coinvolgenti, è finita. Fa notizia? Ma fatemi il favore. Di storie del genere ne accadono migliaia ogni giorno, non può fare notizia. È come quel famoso detto: fa notizia solo se è l’uomo a mordere un cane, non il contrario.
D’accordo, allora fa notizia se è inconsueto, se si tratta di qualcosa perché non accade spesso? Nemmeno questo credo. Per esempio spesso (anzi di continuo) si fanno campagne elettorali qua e là, scenario sinistramente consueto che tutto fa, meno che notizia. A quel tipo di balle non ci crede più nessuno.
I nordamericani hanno eletto Donald Trump? Beh, questo ha fatto notizia ma solo per i meno attenti ai danni che il suo predecessore ha fatto, perché la massa informe di mass-media qui da noi venduti ai vari regimi ora dominanti, al loro prostrato servizio, hanno servilmente descritto una realtà completamente illusoria. Per esempio Biden ha graziato suo figlio dagli atroci crimini che potrebbe aver commesso per i quali era incriminato (potrebbe? Allora perché è stato graziato?). Ma neanche questo ha fatto notizia, perché quegli stessi mass-media di regime, i venduti di cui sopra, nessuno lo ha sottolineato, anzi.
Dunque, nascondendo cose all’opinione pubblica, accadimenti del genere non possono fare notizia, semplicemente perché, anche ad esempio il fatto in questione, seppure avrebbe dovuto, non assurge alle cronache per questioni di insabbiature varie. Non deve fare notizia.
Anche ammesso che io possa trovare un nuovo lavoro o magari una nuova compagna, di certo neanche questo farebbe notizia. In quanto a Trump, solo farebbe notizia se davvero realizzasse tutto quello che ha venduto in campagna elettorale. Quella sì farebbe notizia: un politico che mantiene la parola. Ma di fatto in questo caso rasentiamo la fantascienza.
Allora, almeno per i più curiosi, ci potrebbe essere qualcosa che non accade spesso, che non è entrato nella routinaria quotidianità, che è credibile ma anche – e soprattutto – che difficilmente si potrà vedere di nuovo e, magari, che potrebbe addirittura stupire.
Credo ci sia solo qualcosa che potrebbe rispondere a questi criteri: i numeri. Sì, perché quelli, se corretti, sono per natura credibili. Certo, nella comune quotidianità l’esistenza stessa è piena di numeri, quindi ce ne vorrebbero alcuni che raramente esprimano concetti consueti, ce ne vorrebbero alcuni in grado di descrivere cose davvero particolari.
Quindi, per prima cosa, dobbiamo partire da una delle nostre più “credibili” convenzioni, quelle che noi esseri umani abbiamo assegnato allo scorrere delle sequenze di orbite del nostro pianeta attorno al nostro sole: quelli che definiamo “anni”.
Va bene, in altri ambiti quello appena iniziato, il 2025, corrisponde ad altri “anni” che in giro per il pianeta o anche in contesti rituali distinti, magari questo è indicato da altri numeri che descrivono la medesima orbita del pianeta.
Però certo, almeno per noi occidentali e fuori da contesti di tipo ritualistico, potrebbe essere sufficiente definire questo in corso come “il 2025” (perché spesso l’esistenza ci condanna di fatto comunque a generare convenzioni).
Mi riferisco al fatto che 2025 è il risultato dell’elevamento al quadrato del numero 45, cioè 45·45=2025. Certo, gli attuali nuovi nati anzi, i più fortunati di loro, forse potranno vedere il prossimo quadrato di un numero, il 2116, perché 46·46=2116. Molto probabilmente, voi no.
Ma questo anno ha altre caratteristiche difficilmente eguagliabili, vediamone alcune. Per prima cosa la somma di tutte le cifre, ovvero 2+0+2+5 fa 9 e anche il numero che elevato al quadrato lo genera, sommando le sue cifre tra loro da sempre 9 (4+5). In certi ambiti la cifra 9 richiama il concetto di “Illuminazione” ma lasciamo questo ad altri contesti; scelgo di rimanere tra le “curiosità” (per ora).
Quest’anno poi ha ancora un’altra caratteristica unica, o meglio il numero che lo identifica qui da noi nei nostri calendari: prendendo in considerazione i primi nove numeri interi positivi ad una sola cifra ed elevandoli al cubo per poi sommarli, si ottiene sempre lo stesso numero: (1)3+(2)3+(3)3+(4)3+(5)3+(6)3+(7)3+(8)3+(9)3=2025.
Neanche i più fortunati tra i nuovi nati, anche assistendo magari allo scoccare del prossimo 2116 potranno elevare nove cifre al cubo per ottenerlo! È qualcosa di riservato solo a noi, una vera rarità.
Una ultima curiosità: elevare al cubo significa moltiplicare il numero per se stesso tre volte. Quest’anno, dal punto di vista dell’attribuzione di significato, oltre al nove (“Illuminazione”) c’è di mezzo anche il tre (la “Perfezione”). Che vogliamo di più? Beh, che questo 2025 realizzi tutte le sue curiose, potenziali possibilità in termini di realizzazione di tutti noi. Se così sarà, allora sì: questo finalmente potrebbe fare notizia.





