
di Nino Orlandi
Chi è dotato di una normale intelligenza ha capito da tempo che:
– l’attuale governo ucraino è frutto di spregiudicate manovre messe in atto da oltre Atlantico;
– bombardare per 8 anni il Donbass causando 15 mila morti aveva come scopo provocare la reazione russa;
– lo scopo della guerra programmata a freddo era ed è quello di separare la Russia dall’Europa Occidentale per impedire ad un’Europa unita dall’Atlantico agli Urali di diventare troppo potente economicamente ed indipendente militarmente;
– l’attentato al gasdotto Nord Stream che ha messo in ginocchio l’economia tedesca (e quindi quella europea) gli ucraini non lo avrebbero eseguito senza il consenso degli Stati Uniti;
– la crisi economica della locomotiva tedesca non riguarda solo la Germania: basta chiediate cosa ne pensano agli albergatori ed ai commercianti di Lignano;
– alla guida delle istituzioni europee sono stati insediati, o reinsediati personaggi graditi alla NATO, cioè agli USA ed in ogni caso privi di qualsivoglia qualità che possa farne dei leader;
– alla testa dei servi suicidi volontari vi è – forse per farsi perdonare comportamenti passati – proprio quella stessa sinistra che per decenni aveva tuonato contro la subalternità dell’Italia agli USA;
– una destra che, proprio per il suo costante passato appoggio alla NATO, potrebbe (come solo Berlusconi ebbe il coraggio di fare) alzare la voce e chiamare le cose con il loro nome, continua a tacere, forse confidando in una prossimo cambio alla Casa Bianca, o in un commissario europeo di rango, ma perdendo una storica occasione di dire per prima, quando è più difficile, ciò che tra un po’ diranno tutti, probabilmente a partire dagli USA.
Capisco che ci sono le clausole segrete del Trattato di Pace, e capisco la prudenza alla luce di ciò che è capitato a Mattei, a Moro, a Andreotti, a De Michelis e a Craxi.
Ad un certo punto, però, o si diventa statisti, cara Giorgia, o non si passa alla storia.





