Home Opinioni RIFLESSIONI POSTFERRAGOSTANE

RIFLESSIONI POSTFERRAGOSTANE

0

di Bruno Chiavazzo

“E anche sto ferragosto ce lo semo levato dalle palle”, la celebre battuta di Riccardo Garrone nel film dei Vanzina brothers, “Vacanze di Natale”, ben si adatta all’attuale spirito dei tempi che stiamo vivendo. Treni in panne, aeroporti presi d’assalto, la mucillagine in Adriatico, non hanno fermato la voglia degli italiani di perpetuare il rito ferragostano.

Io l’ho passato, credo per la prima volta nella mia vita, in città a Roma per una serie di fattori imprevisti. Tutto sommato non è stata una tragedia come prevedevo, a parte l’afa opprimente, bar e supermercati aperti, ristoranti e trattorie, anche se a regime ridotto, funzionano, la sera vedo parecchie finestre illuminate, insomma si sopravvive abbastanza bene.

Detto questo e tornando alla battuta iniziale, dobbiamo prepararci alla ripresa e qui casca l’asino. Il Governo e le opposizioni varie hanno menato il can per l’aia sotto la canicola, polemichette, ius soli, il sesso della pugilatrice algerina, tutte cose che servono a riempire i giornali che anche ad agosto sono rimasti perlopiù invenduti. In televisione abbiamo avuto repliche e contro repliche di programmi insulsi, dei talk show non ne parliamo, per fortuna Netflix e altre piattaforme hanno funzionato e qualche buon film era reperibile.

Ma settembre incombe. Al Ministero dell’Industria, oggi denominato pomposamente del Made in Italy, sono 32 i tavoli attivi di crisi aziendali, quasi 200.000 lavoratori coinvolti che rischiano il posto di lavoro. Timori che si alimentano con i freddi numeri della produzione industriale diffusi dall’Istat: -2,9% ad Aprile nel confronto annuo; -3,3% a maggio; -2,6% a giugno.

Le ore di cassa integrazione sono letteralmente esplose. L’Osservatorio Inps rileva che a giugno sono state 35,3 milioni contro le 29,4 del 2023. Se a questo aggiungiamo le guerre in Ucraina e Medio Oriente, la crisi finanziaria globale, i tassi d’interesse che non calano, l’impressione e che se il Governo non la smette di stare dietro alle “puttanate” di Salvini e cominci seriamente a programmare una politica industriale degna di questo nome, le cose passeranno dalla farsa alla tragedia. Idem per le opposizioni, con i vari “leaderini” pieni di ego e poveri di voti, che invece di mettere in piedi un programma di governo credibile e condiviso, continuano a polemizzare sul nulla cosmico. Noi cittadini, nel frattempo, ci guardiamo il campionato di calcio che inizia domani e confidiamo nei primi acquazzoni. What else?

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui