Chi vincerà fra la riforma che c’è e la riforma che non c’è?
C’è un testo della riforma che è chiaro per quello che dice, c’è una opposizione alla riforma che si basa tutta su quel che non dice, su quel che dirà, forse, una riforma successiva che dipenderà dal non detto ora.
E’ così contorta, sospettosa, questa posizione che in un mondo contorto e che vive sul sospetto, attecchisce su un italiano su due.
Dice, ma se le carriere sono separate, poi i Pm saranno portati alle dipendenze dei politici.
Perché è così ovunque le carriere sono separate.
Non è proprio vero ma sembra vero.
Non c’è scritto, ma quelli del No dicono che sarà scritto, prima o poi. E giù botte.
E siccome i politici stanno sulle balle più dei magistrati, attecchisce.
Ma le carriere sono separate nelle democrazie e sono uniche nelle dittature. Erano uniche anche durante il fascismo. E’ così.
Cioè, le carriere si uniscono quando devono essere rese tutte dipendenti dai regimi.
E’ così ovunque ed è sempre stato così.
In Italia c’è una anomalia.
Questa: le carriere uniche, governate dalle correnti politiche della magistratura, senza responsabilità civile dei giudici, hanno reso fortissimi i magistrati. Fortissimi.
Sono i politici che dipendono da una magistratura fortissima.
Quindi dicono, pensano, quelli in buona fede, se sono meno forte, con la riforma, finirò per essere dipendente.
Quelli non in buona fede sono quelli innamorati del loro strapotere e non vogliono perderlo.
E poi ci sono i politici che pensano che quello strapotere può essere comodo per battere il nemico.
E poi ci sono i giornalisti che si abbeverano alle procure e così creano mostri e fatturato.
Vi sembra un brutto brogliaccio? E’ un brutto brogliaccio. Bruttissimo. E’ l’elica di una barca che si è spezzata e la barca va ondeggiando dove non si sa.
E quindi ognuno dice il contrario di tutto.
E quelli a sinistra che sostenevano separazione delle carriere e sorteggio oggi gridano alla dittatura delle carriere separate, del sorteggio e dell’alta Corte.
E se un imbecille dice che nella riforma c’è scritto che i magistrati nell’Alta Corte devono essere 9 su 15, ma non c’è scritto che devono essere maggioranza, allora i talk imbecilli ci fanno su questa stupidaggine una trasmissione e i giornali i titoli.
E ci sono alti magistrati e professoroni e conduttori televisivi che gridano alla dittatura dei sistemi giudiziari delle democrazie.
Questa onda anomala, questo tsunami del sospetto, queste condutture dell’odio, questo lievitare dell’illogico, deve essere fermato.
Manca un mese.
E non mi importa se vince la Meloni, perché poi la Meloni potrà perdere alle prossime elezioni o a quelle successive.
Ma se perdesse il Si, come dice Barbera, ci terremo questo sistema giudiziario per le prossime generazioni.
E l’onda anomala del sospetto e delle minchionerie si impadronirà di noi.





