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Quanto nazismo c’è nel deep state europeo?

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Nazismo

L’Ordine nero, vera e propria religione, non ha mai smesso di esistere

Uno dei conti con sé stessi che gli europei devono fare fino in fondo, se vogliono liberarsi di un nemico fasullo, che serve solo a garantire ad un’élite cotta e ormai senza un’idea minima di presente e di futuro, è smetterla di sventolare contro la destra l’antifascismo, come fosse un certificato di efficienza politica, per fare invece, davvero e fino in fondo, un’analisi reale con il nazismo, che, a differenza del fascismo, non è un fenomeno solo politico, ma una vera e propria religione.

I nazisti (quelli veri, non i cialtroni neo-nazi che girano con la svastica) sono sopravvissuti e, probabilmente, vivono ben nascosti sotto mentite spoglie nelle società europee, occupando posizioni dirigenti a vari livelli.

La sinistra progressista deve fare i conti con sé stessa per capire quanto nazismo sta coprendo, consciamente o inconsciamente.

I nazisti sapevano che il potere delle idee era più forte del potere delle armi in quanto il nazismo non era solo un partito politico, ma “un culto in piena regola, con un maestro spirituale e una fratellanza di discepoli in uniforme che celebravano i loro riti lontano da occhi indiscreti. […]. Assunto il totale controllo delle SS – scrive in proposito Peter Levenda – Himmler cominciò a trasformarle in un ordine religioso pagano. Il quartier generale del culto era il castello medievale di Wewelsburg, in Vestfalia, nei pressi di Paderborn e Detmold e del sito megalitico di Externsteine, strutturalmente simile a Stonehenge, che sorge nel cuore della selva di Teutoburgo”.[i]

Giorgio Galli, nel suo: “Hitler e il nazismo magico” (Bur), scrive di una “cultura occultista” e cita Emanuele Severino, il quale, nel suo “La bilancia, pensieri del nostro tempo (Rizzoli), scrive: “Anche grandi intellettuali della cultura conservatrice tedesca, a un certo punto si sono resi conto che il nazismo era una sintesi di magia e di tecnologia avanzata e hanno finito col vedere in Hitler non il salvatore dello Stato tedesco, ma un uomo che si serviva di mezzi razionali per fini folli”.

Il Terzo Reich era una realtà governata da principi magici e da un culto che era stato creato per sostituire ogni altra religione. Un culto basato sul concetto di völkisch, si sangue e di razza.

Il concetto di «spirito» per i nazisti era razzialmente determinato: esistevano uno «spirito ebraico» e uno «spirito ariano» Lo spirito era quindi una funzione del sangue.

Inoltre, nella Germania nazista, non esisteva il «sé»; lo diceva lo slogan Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer.

Se non esiste il Sé, non esiste l’individuo e l’essere umano è solo una cellula del Popolo e dello Stato, con la guida di un dittatore.

Al fondo di questa concezione c’è quella hegeliana di Stato etico, che ancora oggi è regolarmente attuata in quelle che continuiamo a considerare democrazie e che, al contrario, sono la continuazione, in altra forma, dell’eghelismo di sinistra (comunismo) e di destra (nazismo).

Lo Stato non è quindi un semplice strumento (come nel contrattualismo di Hobbes, Locke o Rousseau), né una limitazione della libertà individuale: è la realizzazione concreta della libertà razionale.

«Lo Stato è la realtà effettuale dell’Idea etica. È lo spirito nella sua sostanzialità che si sa e si vuole, compiendo ciò che sa.» ((Filosofia del diritto).

Lo Stato è razionale in sé e per sé, non deriva da un contratto, ma è l’espressione storica dello Spirito che si attua nel tempo.

Lo Stato, per Hegel, è un organismo vivente (non una macchina o un contratto artificiale), le cui parti, (individui, famiglie, ceti, istituzioni) esistono solo in relazione al tutto.

La libertà non è arbitrio individuale, ma realizzazione del proprio concetto razionale all’interno dell’universale. Essere liberi significa obbedire alle leggi che si riconoscono come espressione della propria essenza razionale. Lo Stato, pertanto, ha «diritto supremo» rispetto all’individuo, il cui «supremo dovere» è essere membro dello Stato. Lo Stato è la fonte dei diritti, non viceversa.

Di esempi di applicazione della logica dello Stato etico è piena la cronaca italiana, ad esempio, in merito a vicende come quelle della “famiglia del bosco”.

“Il pangermanesimo – scrive in proposito Peter Levenda – prefigurava un’unica entità razziale e nazionale germanica, che avrebbe assorbito in sé e quindi dissolto confini e sovranità nazionali e unificato le genti di lingua tedesca di tutto il continente, ovunque se ne trovassero in numero apprezzabile. Occorreva però inserire questo modello statale monolitico fortemente voluto dai tedeschi in una cornice etica o filosofica che lo giustificasse, trovare qualche precedente per dimostrare che la cosiddetta «Europa» era davvero parte di un più grande Reich germanico, anche se storicamente remoto, o addirittura preistorico. […] Pertanto la superiorità ariana non andava intesa soltanto in senso strettamente darwiniano; gli ariani erano anche gli Eletti, i superuomini tenuti per ordine divino a ingaggiare la battaglia cosmica con i subumani – rossi, bruni, neri e gialli – che rispondevano al comando degli ebrei, dei comunisti e dei massoni: adoratori del demone Jehovah”.[ii]

I nazisti acquisirono alcune loro teorie “dai «colleghi» britannici della Golden Dawn – aggiunge Levenda -, che postulavano l’esistenza di una razza di «capi segreti» (creature superumane che vivevano un’esistenza segreta in questo mondo), e dalla Società teosofica, che riconosceva a certi maestri occulti (La grande loggia bianca) il potere di controllare i destini dell’umanità. La dottrina völkisch predicava che, non appena i tedeschi avessero purificato il pianeta dalla contaminazione delle razze inferiori, questi Maestri occulti, questi superuomini di Thule si sarebbero manifestati e il legame spezzato tra Uomo e Dio si sarebbe ricongiunto”. [iii]

Il mondo non ha voluto capire che il Partito nazista (e le SS in particolare) era ed è un culto e non si attrezzato, conseguentemente, a combatterlo in quanto tale.

L’Ordine Nero, pertanto, ha retto, anche nella sconfitta militare, saldo come nei giorni trionfali. Sono stati predisposti case sicure e trasporti segreti per membri delle SS a cui si dava la caccia in tutto il mondo. Alcuni ufficiali, certi di aver occultato con successo la propria identità, rimasero in Germania e contribuirono a organizzare una rete clandestina.

Skorzeny, ad esempio, era un nazista fanatico che mantenne la sua fede nazista per tutta la vita (morì nel 1975). La sua collaborazione con i regimi di Faruk e Nasser in Egitto produsse addirittura una Gestapo egiziana, composta quasi esclusivamente di ex ufficiali delle SS ed entusiasticamente sostenuta dal direttore della CIA Allen Dulles, che all’epoca progettava con il nazista Reinhard Gehlen un servizio di spionaggio interno per stanare i comunisti dalla CIA.

Da questa collusione tra la CIA e gli ex ufficiali delle SS, i finanzieri nazisti e i medici dei campi di concentramento, prende corpo la tesi che i metodi di controllo psichico dei nazisti siano stati sviluppati con il patrocinio della CIA nei decenni successivi alla guerra.

I commandos creati da Skorzeny per Hitler uscirono praticamente illesi dal conflitto e andarono a costituire quella rete mondiale di SS – finanziata con il denaro nazista occultato in varie tesorerie europee e sudamericane – che ha permesso all’ideologia nazista di sopravvivere fino ai giorni nostri.

Si è stimato che dopo la guerra l’abbiano fatta franca circa settantamila ex ufficiali delle SS, tutti membri dell’Ordine Nero di Himmler, iniziati ai riti nazisti.

“Stando così le cose – commenta Levenda -, è lecito parlare del culto più vasto – e meglio finanziato, addestrato, equipaggiato e «appoggiato» – del panorama moderno, la cui seconda generazione viene addestrata e indottrinata nelle strade di Londra, Berlino, New York, Buenos Aires… in roccaforti segrete come Colonia Dignidad”.[iv]

Alla fine della guerra, ricercato e con una taglia sulla testa, Barbie riuscì a farsi assumere dai Servizi segreti americani in Germania, e precisamente dagli US Counter Intelligence Corps (CIC, Corpi di controspionaggio).

Va considerato che i partiti nazisti del Sudamerica non godevano di una gestione indipendente, nemmeno sulla carta. Erano semplicemente divisioni del grande Partito nazista tedesco, fondate sullo stesso regolamento (in tema di razza, religione e così via).

In nazismo tedesco, quindi, non è mai morto ed ha continuato ad avere un centro di comando.

Tra i vari esempi di nazisti che hanno continuato senza problemi a operare anche in Europa c’è quello di Alfred Six, che fu occupato nella Amt VII dell’RSHA, la divisione di «ricerca ideologica» che si occupava di occultismo, massoneria e culti.

Tra il 1941 e il 1945, l’Amt VII era diretta dal dottor Alfred Six, un SS-Brigadeführer che in precedenza aveva coperto un ruolo di primo piano nel Vorkommando Moskau, la squadra della morte che nel 1941 aveva imperversato nella Russia occupata, uccidendo centinaia di civili, dissidenti ed ebrei.

Six si era unito all’SD nell’aprile del 1935, a ventisei anni; nel 1939 era a capo dell’AMT II dell’RSHA. Un anno dopo, Heydrich lo nominò suo futuro rappresentante in Gran Bretagna, in previsione dell’invasione nazista dell’isola.

Six avrebbe avuto ampie responsabilità nella «pulizia etnica» del territorio inglese se i nazisti avessero avuto successo nei loro piani d’invasione e occupazione. Prima di entrare nelle SS, Six era stato decano di facoltà presso l’università di Berlino e docente di Legge e Scienze politiche, «uno dei più valenti professori della sua generazione»; si era poi iscritto al Partito nazista nel 1930.

Il dottor Six scontò circa quattro anni dei venti che gli vennero comminati per crimini di guerra e tornò poi a lavorare per le «Forze speciali» della Gehlen-Organisation (ex nazisti riciclati come agenti segreti dalla CIA nello spionaggio antisovietico), insieme a un vecchio amico di Rosenberg, il dottor Michael Achmeteli, e al dottor Emil Augsburg, Standartenführer del famigerato dipartimento S-4 di Adolf Eichmann, incaricato del «problema ebraico». Nel 1961 Six era ancora libero e lavorava come agente per la società automobilistica Porsche.

L’intera divisione delle Waffen-SS ucraine – undicimila uomini con relative famiglie – fuggì verso luoghi sicuri del Nordamerica, del Sudamerica e dell’Australia) grazie all’arcivescovo ucraino Ivan Buchko.  Krunoslav Draganović, aiutò i fascisti croati.

Gustav Celmins, membro dell’organizzazione nazista lettone Perkonkrusts e capo delle SS lettoni, divenne un esponente importante della famosa Intermarium, società anticomunista della Chiesa cattolica di Roma, che, oltre a favorire la fuga dei criminali di guerra nazisti, era di fatto un ramo dei Servizi segreti tedeschi.

Con criminali di guerra nazisti disseminati in tutto il mondo – grazie alla connivenza di alcuni membri della Chiesa cattolica e della CIA – il culto del Partito nazista sopravvisse senza molti problemi.

I nazisti non abbandonarono i principi fondamentali del loro credo. Tennero vivo il culto dell’antisemitismo e della superiorità teutonica e su queste basi il resto del mondo continuò a identificarli. In Argentina si dedicarono alla riedizione dei testi storici del nazismo. Da Mein Kampf ai Protocolli dei Savi Anziani di Sion, tutto venne ripubblicato in spagnolo a edificazione delle masse.

I nazisti ebbero peraltro un sostegno americano sin dalle origini.

Il sostegno di Henry Ford all’inizio, ad esempi, fu assolutamente vitale per la sopravvivenza del Partito nazista e rappresentò uno dei motivi di maggior orgoglio per Hitler, il quale premiò, nel 1938, Ford con l’onorificenza nazista più alta che si potesse concedere a un non tedesco: la Grande croce del supremo ordine dell’aquila tedesca.

Henry Ford fu autore di un libretto in 4 volumi dal titolo “L’ebreo internazionale” (“The International Jew: The World’s Foremost Problem”). Il libretto, che descrive il progetto di dominio sul mondo da parte del popolo ebreo, fu ampiamente diffuso in Germania durante il nazismo e fu fonte di ispirazione per Hitler.

Non deve stupire, a questo punto, che una buona parte delle idee naziste, sotto mentite spoglie, si ritrovino, oggi, nell’ideologia woke.

Woke è il passato semplice (Simple Past) del verbo inglese to wake (svegliare – svegliarsi).

Nel contesto originario, soprattutto nella comunità nera americana, “stay woke” era un monito per stare attenti al razzismo sistemico, alla violenza della polizia, alla discriminazione e alle ingiustizie sociali che colpiscono le minoranze.

Successivamente ha guadagnato forza con il movimento Black Lives Matter, guidato e finanziato dal Partito comunista cinese.

Successivamente woke si è evoluto verso una vera e propria ideologia che accomuna chi ritiene di avere una coscienza elevata sulle ingiustizie strutturali (non solo razziali, ma anche di genere, orientamento sessuale, classe, colonialismo, ambiente ecc.).

Essere woke significa difendere politiche identitarie forti: inclusione delle minoranze, diversità, equità (DEI), linguaggio inclusivo, decostruzione di norme tradizionali considerate oppressive; sostenere cause come i diritti LGBTQIA+, il femminismo intersezionale, le riparazioni storiche, la critica al “privilegio bianco”, la lotta alla cultura dello stupro, ecc.; vedere la società come piena di gerarchie oppressive invisibili che vanno smantellate (spesso ispirato alla teoria critica, studi di genere – razza, postcolonialismo); sostenere la cancel culture; sostenere il transumanismo.

Se vogliamo andare oltre e cercare le radici di questo immenso pastone, dobbiamo fare qualche escursione in America, dove troviamo la sopravvivenza del nazismo nelle sue forme tradizionali e conservate quell’insieme di idee che costituiscono una vera e propria religione.

Oggi, gli ideali del Germanenorden, della Thule-Gesellschaft, della Società List e dell’Ordine dei Nuovi Templari sono vivi e vegeti, sia in patria che all’estero e negli Stati Uniti, guarda caso nella progressista California, troviamo quella radice di woke che non è semplicemente il verbo to wake, ma il nome della rivista ufficiale della Abraxas Foundation.

La Abraxas Foundation era un’organizzazione con sede a San Francisco, attiva negli anni ’80, composta da Nikolas Schreck, Boyd Rice, Adam Parfrey e, successivamente, Michael J. Moynihan.

Schreck, Rice e Moynihan erano tutti musicisti, mentre Parfrey era un editore. Il gruppo fu fondato da Rice nel 1987 e prese il nome dal dio gnostico Abraxas.

Il gruppo, autodefinitosi un “think tank occulto-fascista”, promuoveva il satanismo e il darwinismo sociale e aveva stretti legami con la Chiesa di Satana. I materiali del gruppo si concentravano su una varietà di argomenti tabù come serial killer e nazismo occultista, ma anche gnosticismo e mitologia norrena. Gli esponenti del gruppo erano particolarmente interessati a Charls Manson.

Scrive Peter Levenda: “L’Universal Order di James Mason – che ha uno spazio pubblicitario nella newsletter satanica «The Black Flame: International Forum of the Church of Satan» – esibisce una svastica di orientamento «contrario» che sovrasta una bilancia a due bracci. Ricorderete che Charles Manson si era inciso una svastica sulla fronte, ma siccome ci aveva lavorato guardandosi allo specchio ne era venuto fuori un senso di rotazione contrario a quello voluto. James Mason (che si vanta di essere entrato nell’American Nazi Party all’età di quattordici anni) utilizzò quel particolare tipo di svastica anche quando esaltò Manson come il futuro Hitler e «il più grande filosofo vivente della rivoluzione mondiale». La raccolta di scritti di Mason – come i suoi pensieri su George Lincoln Rockwell e sul National Socialist Liberation Front, movimento analogo all’American Nazi Party, ma se possibile ancor più fanatico, s’intitola Siege. Gli inserti pubblicitari su «The Black Flame» la salutano come «Il Mein Kampf degli anni Novanta». Discutibile nota di merito. Nello stesso numero di «The Black Flame» è inserita una intera pagina pubblicitaria della cosiddetta Abraxas Foundation (stessa casella postale della Storm Productions, la società che commercializza Siege).Il logo della Abraxas è ancora una runa, una di quelle che utilizzava nella firma l’Oberführer delle SS Wiligut, e la sua rivista ufficiale s’intitola «Wake».[v]

Simbolo della Fondazione Abraxas

 

 

 

 

Le descrizioni di cosa fosse effettivamente la Fondazione Abraxas variano. Rice la descrisse come un “think tank fascista”, mentre Moynihan la definì un gruppo informale e non una vera e propria organizzazione. Lo studioso Chris Mathews descrisse la cricca come una “rete informale di amici e agitatori sociali”.

I componenti di Abraxas gestivano un brand discografico, la rivista Wake, curata da Boyd Rice e contribuirono a diffondere le opere del neonazista James Mason e a pubblicare il suo influente libro Siege.

L’organizzazione aveva sede a San Francisco e ha cessato di esistere nel 1992.

Tra i fondatori, Rice ha lavorato al progetto musicale NON ed era membro dell’American Front e della Chiesa di Satana. Anche Nikolas Schreck, che affermava di essere il cofondatore, ne era membro.

Chris Schreck era un associato e sostenitore del leader della setta Charls Manson e capo della band Radio Werewolf. Adam Parfrey è stato cofondatore della rivista Exit e in seguito di Amok Press. Nel 1989, fondò la casa editrice Freal House.

Lo scrittore Kevin Coogan ha affermato che l’allora fidanzata di Schreck, Zeena LaVey, figlia del fondatore della Chiesa di Satana Anton LaVey, era anche coinvolta in Abraxas, mentre Chris Mathews ha detto che lavorava “in collaborazione” con Abraxas.

Rice descrisse Abraxas come l’incarnazione di “una visione del mondo precristiana […] in cui il bene e il male sono riconciliati e sfruttati al servizio dell’imperativo evolutivo”, mentre Schreck affermò al contrario che il dio era “un simbolo dell’eterno adesso, uno stato mentale che esiste al di là delle false dicotomie di luce e oscurità, bene e male, giusto e sbagliato”.

Obiettivo della Fondazione Abraxas era quello di eliminare le persone che consideravano deboli e indesiderabili, lasciando solo l’élite.

La Fondazione Abraxas e i suoi membri hanno contribuito a organizzare il Rally dell’8/8/88, un raduno satanista di alto profilo a San Francisco, presso lo Strand Theater, tenutosi l’8 agosto 1988.

Lo scrittore Gavin Baddeley ha descritto l’8/88/88 come “il momento decisivo del satanismo degli anni ’80”, ed è stato, secondo Sunshine, il “momento di maggiore rilevanza” della Fondazione Abraxas.

La Fondazione Abraxas gestiva la rivista Wake (stilizzata come WAKE). La pubblicazione della rivista richiese diversi anni e il suo unico numero uscì nel 1992.

Rice la descrisse come “il primo giornale al mondo dedicato alla barbarie e al darwinismo sociale”; il saggio principale del primo numero era intitolato “Il fascismo eterno della natura”.

“Oggi – scrive Peter Levenda – è risaputo che Susan Atkins, seguace della Manson Family, era anche membro della Chiesa di Satana, e che l’attrice Jayne Mansfield ne eseguiva i riti in casa propria l’anno prima della sua tragica fine. Si sa anche che La Vey aveva fatto da consulente tecnico del film di Polanski Rosemary’s Baby, una storia di satanismo moderno ambientata a New York, e che aveva recitato la parte di Satana. Si può solo osservare a debita distanza, con un senso di leggero stordimento, lo stratificarsi delle coincidenze: perché la moglie di Polanski era proprio Sharon Tate, assassinata dalla Manson Family di cui Susan Atkins – seguace della Chiesa di Satana – era un membro importante”.

Come si può ben vedere siamo in presenza di un darwinismo sociale, di idee eugenetiche, di logiche malthusiane che oggi troviamo realizzati dal progressismo woke, che effettivamente sembra figlio diretto di wake. L’utero in affitto, l’eliminazione dei deboli attraverso un’eutanasia che nulla ha a che fare con il dolore del fine vita, ma con il tentativo di sbarazzarsi di chi è un peso per la società.

La fabbrica dei bambini con l’utero in affitto nelle cliniche in Ucraina fa la pari con l’eutanasia in Canada, bandiera del progressismo.

La legge canadese permette l’accesso a MAiD in casi che includono disabilità gravi e croniche, e questo ha generato forti critiche proprio perché in alcuni casi documentati persone disabili o vulnerabili scelgono (o si sentono spinte verso) la morte assistita a causa di povertà, mancanza di supporti adeguati, housing inaccessibile o cure insufficienti, piuttosto che per il solo dolore fisico insopportabile.

In alcuni casi le persone disabili scelgono MAiD perché il sistema non fornisce adeguati supporti (pensione per disabilità troppo bassa, housing non accessibile, cure domiciliari insufficienti, attese infinite).

Esempi riportati includono persone con sclerosi multipla, sensibilità chimiche multiple, quadriplegia o altre disabilità che hanno chiesto MAiD dopo aver fallito nell’ottenere alloggi adeguati o aiuti sufficienti per vivere dignitosamente. I critici parlano di “morte per povertà” o di un sistema che rende più facile morire che ricevere cure adeguate.

L’ONU nel 2025 ha raccomandato al Canada di abrogare la parte della legge che permette MAiD per condizioni non terminali (la cosiddetta “Track 2”), proprio perché rischia di svalutare la vita delle persone disabili e vulnerabili.

Siamo in presenza di un malthusianesimo applicato che, in forma mascherata, ricorda le eliminazioni naziste di chi non rientrava nello standard fisico voluto dalle SS.

Se passiamo a Margaret Sanger, la fondatrice di Planned Parenthood (originariamente nota come American Birth Control League), era una sostenitrice del controllo delle nascite e aveva opinioni controverse sull’eugenetica (un movimento pseudoscientifico per “migliorare” la popolazione umana attraverso la selezione genetica), che erano comuni all’epoca

L’eugenetica di Sanger influenzò indirettamente idee che i nazisti adottarono (come la sterilizzazione forzata), anche se lei criticò il regime nazista e il suo uso dell’eugenetica.

Margaret Sanger sviluppò stretti rapporti con il movimento eugenetico inglese e con ambienti progressisti britannici durante il suo esilio in Inghilterra (1914 – 1915), fuggita dagli Stati Uniti per accuse di oscenità legate alla diffusione di informazioni sul controllo delle nascite.

Il principale collegamento fu con Havelock Ellis, medico, sessuologo e uno dei vicepresidenti della Eugenics Society (ex Eugenics Education Society) britannica dal 1909 al 1912. Ellis, convinto sostenitore dell’eugenetica “negativa” (prevenzione della riproduzione dei “non adatti” tramite educazione, sterilizzazione volontaria o ritiro di aiuti pubblici), divenne mentore, amante e consigliere di Sanger.

Ellis vedeva nel controllo delle nascite uno strumento eugenetico per migliorare la “razza umana”, limitando la fertilità dei “stocks inferiori” e favorendo quella dei “superiori”. Sanger integrò questi concetti nel suo lavoro, definendo il birth control come “il metodo eugenetico più grande e veramente efficace”.

Come si può ben vedere è lo stesso obiettivo della Fondazione Abraxas, che, come s’è visto, era quello di eliminare le persone che consideravano deboli e indesiderabili, lasciando solo l’élite

Che dire del Tuskegee Syphilis Project, uno dei programmi di eugenetica razziale sviluppati in più di venti stati americani negli anni Trenta e Quaranta

Il Progetto Tuskegee sulla sifilide (ufficialmente noto come Tuskegee Study of Untreated Syphilis in the Negro Male, o più recentemente chiamato dallo CDC Untreated Syphilis Study at Tuskegee) è uno degli esperimenti medici più infami e non etici della storia degli Stati Uniti.

Lo studio fu condotto dal Servizio Sanitario Pubblico degli Stati Uniti (USPHS, precursore di parti dell’attuale CDC) dal 1932 al 1972, in collaborazione con l’Istituto di Tuskegee (oggi Università di Tuskegee) nella contea di Macon, Alabama.

Lo studio coinvolse 600 uomini afroamericani provenienti da aree rurali e povere: 399 con sifilide latente (asintomatica); 201 senza sifilide (gruppo di controllo).

I partecipanti furono reclutati con la promessa di cure mediche gratuite per “sangue cattivo” (termine locale che indicava varie malattie). Vennero offerti pasti gratuiti, esami medici e un’assicurazione per le spese funerarie come incentivi. Tuttavia, non furono mai adeguatamente informati sullo scopo reale dello studio, non diedero un consenso informato e furono deliberatamente ingannati.

L’obiettivo era osservare la progressione naturale della sifilide non trattata nel tempo, anche attraverso autopsie dopo la morte dei partecipanti.

I ricercatori negarono deliberatamente le cure efficaci, persino dopo che la penicillina divenne il trattamento standard, sicuro e ampiamente disponibile per la sifilide a metà degli anni ’40 (e definitivamente alla fine degli anni ’40/inizio ’50).

Molti partecipanti soffrirono gravi complicazioni da sifilide avanzata (danni neurologici, problemi cardiovascolari, cecità e morte) e la malattia fu trasmessa ad alcune mogli e figli.

Si stima che decine di uomini siano morti direttamente o indirettamente a causa della sifilide non trattata durante lo studio.

Lo studio continuò per 40 anni fino al 1972, quando il whistleblower Peter Buxtun fece trapelare le informazioni alla stampa.

Che differenza c’è tra queste pratiche infami e quelle attuate dai medici del nazismo nei campi di sterminio? Nessuna. Come si vede, il nazismo non è mai morto.

Vogliamo parlare del programma MKUltra (in particolare il Subproject 68), finanziato dalla CIA negli anni ’50 – ’60 a Montréal.

La struttura coinvolta era l’Allan Memorial Institute (parte della McGill University), situato sulle pendici del Mount Royal: da qui il nome “Mount Royal Clinic” usato in alcuni libri e blog.

Lo psichiatra scozzese Donald Ewen Cameron (direttore dell’istituto) fu l’artefice principale. L’obiettivo dichiarato era: contrastare le tecniche di “brainwashing” russo-cinesi e sviluppare metodi americani di controllo mentale offensivo.

I metodi usati (definiti “depatterning” e “psychic driving”) includevano: elettroshock massicci (fino a 360 sessioni per paziente); coma insulinico prolungato; somministrazione di LSD e altri psichedelici; deprivazione sensoriale totale; registrazione e ripetizione di messaggi registrati per “ripulire” e “riscrivere” la mente.

Molti pazienti (canadesi, spesso ignari di essere cavie) subirono danni permanenti: perdita di memoria, regressione infantile, incapacità di riconoscere i familiari.

Vari autori, tra i quali Peter Levenda e Marco Sacchi (Il Nazismo Occulto), sostengono che gli esperimenti “ricalcassero pari pari” quelli dell’Ahnenerbe-SS nei campi di concentramento (esempio test con mescalina a Dachau condotti da Kurt Plötner e Walter Neff).

Gli esperimenti di Cameron erano reali e documentati (anche dai tribunali canadesi) ed erano pseudoscienza psichiatrica degli anni ’50.

La domanda, pertanto, è quanto nazismo circola nel mondo e, in particolare in Europa, ben nascosto sotto le mentite spoglie di progressismo?

Se gli europei non fanno davvero i conti con questo mondo che non è affrontabile solo con gli schemi della sociologia e dell’economia, ma con gli strumenti della ricerca che considera il nazismo per quello che è, ossia una vera e propria religione, si continuerà a non capire che un insieme di uomini e di donne  motivati religiosamente e convinti di essere la razza degli Eletti che dovranno, prima o poi, governare un mondo ripulito dalle razze impure, è capace di mascherarsi per continuare a dare vita alle proprie idee anche se confezionate in altro modo.

[i] Peter Levenda, Satana e la svastica – Nazismo, società segrete e occultismo – Mondadori

[ii] Peter Levenda, Satana e la svastica – Nazismo, società segrete e occultismo – Mondadori

[iii] Peter Levenda, Satana e la svastica – Nazismo, società segrete e occultismo – Mondadori

[iv] Peter Levenda, Satana e la svastica – Nazismo, società segrete e occultismo – Mondadori

[v] Peter Levenda, Satana e la svastica – Nazismo, società segrete e occultismo – Mondadori

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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