
E’ una donna il capo dello staff di Donald Trump alla Casa Bianca. Susie Wiles è stata nominata giovedi, prima ad essere nominata del team che seguirà il neo presidente nei suoi quattro anni alla White House.
Il passaggio delle consegne tra Joe Biden e Donald Trump avverrà il 20 gennaio.
Nel frattempo ci saranno alcuni adempimenti previsti dall’iter elettorale.
I rappresentanti degli Stati si riuniranno nel Collegio Elettorale il 16 dicembre per votare formalmente, sancendo l’elezione del presidente. Il Congresso degli Stati Uniti conterà ufficialmente i voti il 6 gennaio 2025. Dopo la conferma da parte del Congresso.
Trump assumerà la carica il 20 gennaio 2025, giorno in cui avverrà il giuramento per il suo nuovo mandato.
Nei giorni che vanno dalla ratifica al giuramento, il presidente uscente, in questo caso Joe Biden, è solito collaborare con il presidente eletto per garantire un passaggio di potere fluido, inclusa la condivisione di documenti e l’accesso a informazioni di intelligence per preparare la nuova amministrazione.
Linda McMahon, ex CEO della World Wrestling Entertainment, e Howard Lutnick, fondatore della società di brokeraggio Cantor Fitzgerald, stanno guidando il processo di transizione.
Giovedì Trump ha effettuato, come detto, la prima nomina: una donna, Susie Wiles, responsabile della sua campagna elettorale, che è stata nominata capo dello staff, come ampiamente previsto.
Wiles gode di un ampio sostegno all’interno del team di Trump ed è stata in particolare chiamata sul palco dal presidente entrante durante il suo discorso di vittoria di mercoledì mattina.
“La chiamiamo ‘la bambina di ghiaccio’… Susie preferisce restare nell’ombra”, ha detto Trump della ferrea 67enne nativa della Florida.
Stratega repubblicana di lunga data, Wiles, così come la dipinge Newmax, è ampiamente riconosciuta, insieme al co-responsabile della campagna Chris LaCivita, per aver condotto la più disciplinata e sofisticata delle tre campagne presidenziali di Trump.
Non è sempre riuscita a impedire a Trump di uscire dal copione, ma ha ridotto al minimo le dannose fughe di notizie dai media, ha lanciato una strategia audace e di successo per conquistare alcuni elettori latini e neri e ha condotto l’ex presidente a una vittoria decisiva.
Wiles ha iniziato lavorando per la campagna di successo del presidente repubblicano Ronald Reagan del 1980.
Ha criticato duramente Trump dopo l’attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio degli Stati Uniti da parte dei sostenitori di Trump.
Sebbene Wiles sia una persona amichevole, è relativamente poco conosciuta ed enigmatica per una stratega politica della sua statura. Raramente concede interviste televisive ed evita impegni da relatrice. Come molti responsabili di campagne elettorali di successo, può essere spietata quando merita.
Questa è la prima delle 1.200 le posizioni amministrative che Trump dovrà ricoprire, previa conferma del Senato.
Mentre nel suo primo mandato Trump si è trovato attorniato di un Partito repubblicano non in linea e da uno staff che spesso gli ha creato problemi, questa volta è assai probabile che le nomine saranno ben calibrate sulla svolta che il neo presidente intende imprimere al Paese.
Svolta che avrà delle conseguenze enormi sull’assetto geopolitico del mondo.
Uno dei primi appuntamenti sarà quello con la guerra in Ucraina e con i rapporti con Mosca.
Il presidente russo, Vladimir Putin, a questo proposito, durante una conferenza stampa organizzata a margine del forum di discussione Club Valdai a Sochi, ha dichiarato di essere “aperto al dialogo” e “pronto ad avere discussioni” con il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, una volta che si sarà insediata la sua amministrazione.
Il presidente russo ha anche aggiunto che il desiderio di Trump di porre fine alla guerra in Ucraina “merita attenzione”. Putin ha precisato di non avere telefonato a Trump, elogiando però il suo comportamento dopo il tentativo di assassinio ai suoi danni avvenuto lo scorso luglio. “Ha dimostrato di essere coraggioso”, ha concluso.
Nelle fotografia Susie Wiles





