Home Opinioni MARIA MADDALENA, UNA STORIA SENZA FINE ALL’ORIGINE DELLE PRIME DINASTIE REGNANTI EUROPEE

MARIA MADDALENA, UNA STORIA SENZA FINE ALL’ORIGINE DELLE PRIME DINASTIE REGNANTI EUROPEE

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di Giorgio Cattaneo

Scrive Diego Marin, accreditando il profilo storico di Maria Maddalena: la donna apparteneva a una famiglia benestante della tribù ebraica di Beniamino, «i cui esponenti erano stati esuli in Giordania presso i Nabatei dai tempi della guerra civile in Israele». Dopo la morte di re Saul, nel 1010 avanti Cristo, i sostenitori di Davide avevano infatti perseguitato i beniaminiti «in quanto devoti (in concomitanza a Yahweh) della dèa Asherah, “colei che cammina sul mare”». Dal 171 avanti Cristo, poi, alcuni di loro furono riammessi in Israele con il beneplacito del sommo sacerdote Onia III: tra questi, appunto, la famiglia di Maria Maddalena.
Le sacerdotesse di Asherah, aggiunge Marin, portavano il titolo di Magdal (letteralmente: “torre”). Viene in mente la Tour Magdala, quella eretta a Rennes-le-Château dal controverso parroco Bérenger Saunière, reso famosissimo da Dan Brown e utilizzato per rilanciare la narrazione del Sang Real, l’ipotetica discendenza “cristica” in Europa dopo il leggendario sbarco in Camargue di Maria di Magdala. Per uno studioso come Riccardo Magnani, la Maddalena avrebbe una funzione essenzialmente simbolica: in realtà indicherebbe l’amigdala, complesso nucleare situato nel lobo temporale del cervello (quello che gestisce le nostre emozioni).
La suggestiva storia delle Tre Marie venute dal Mare, tuttavia, non cessa di suscitare curiosità. Peraltro, sarebbe stata ampiamente utilizzata dai Merovingi per legittimare il loro potere: la stirpe di Meroveo e Clodoveo, la prima a regnare sulla Francia, si considerava erede naturale, per linea di sangue, dei “discendenti di Gesù”, che si pretendeva fossero davvero approdati nel continente europeo, alle Bocche del Rodano, dopo aver lasciato precipitosamente Gerusalemme.
Per inciso: nel saggio “Figli del sangue reale”, gli storici spagnoli Alfredo Ros e Carlos Cagigal dimostrano, prove alla mano, l’origine merovingia dei signori feudali occitanici che, nel XIII secolo, difesero i catari dai loro persecutori, i crociati. Scorreva sangue merovingio nelle vene di Raimondo VI, conte di Tolosa, e soprattutto in quelle di Raymond-Roger Trencavel, giovane visconte di Carcassonne, fatto prigioniero e poi stranamente ucciso dalle truppe cattoliche, all’inizio della Crociata Albigese, nonostante la sua città fortificata si fosse già arresa.
Tornando all’ipotetica Maddalena storica: San Girolamo la descrive come colei che «per il suo zelo e per l’ardore della sua fede ricevette il nome di “turrita” ed ebbe il privilegio di vedere Cristo risorto prima degli apostoli». Il suo villaggio, sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade – scrive Diego Marin – si chiamava al tempo “Tarichea”. Avrebbe preso il nome “Magdala” solo nel secolo seguente, proprio in onore alla propria paesana più illustre.
Nel 44 dopo Cristo, Paolo di Tarso e Lucio Anneo Seneca «complottarono per assumere il controllo della nascente comunità cristiana e per trasformarla in una religione di massa». Quell’anno, aggiunge sempre Marin, fu assassinato il capo della comunità – Giacomo, fratellastro di Gesù – costringendo i discepoli più influenti alla fuga verso Alessandria d’Egitto. «Tra questi vi erano Cleofa (padre di Giacomo), Anna (sorella di Giacomo), Nicodemo, Lazzaro, Joses (fratello di Giacomo), Maria di Betania, Marta (sorella di Maria Maddalena), e ovviamente la stessa Maddalena».
Nell’anno 46 il gruppo avrebbe attraversato il Mediterraneo sbarcando a Napoli, da cui poi si sarebbe mosso ulteriormente verso nord, facendo tappa a Luni (Lucca) per approdare infine a Marsiglia, dove Maddalena avrebbe fatto famiglia con Joses. Da quell’unione sarebbe comparsa una certa “Maria degli Elcasaiti”, regina di Francia e sposa del re visigoto Ataulfo, sul trono dal 410 al 415. «Dal VI secolo – aggiunge infine Marin – dal matrimonio tra la principessa danese Burghilde e il re burgundo Sigismondo (trisnipote di Ataulfo e Maria), la stessa dinastia si insediò in capo al popolo normanno, riuscendo nell’arco di cinque secoli a comandare in Danimarca, Norvegia, Svezia, Russia, Inghilterra, Normandia e Italia meridionale».

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