
di Massimo Carugno
E poi alla fine spunta la magagna che ha il non buono odore della ripicca, se non della ritorsione.
Francesco Lo Voi, Procuratore della Repubblica di Roma, (quello che mise sotto processo Salvini, poi assolto, per la vicenda Open Arms), ha indagato, su denuncia di Lo Gotti, la Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano tra l’altro per peculato per aver rispedito a casa sua il noto torturatore libico con un volo di stato.
Per peculato, si badi bene, il reato che punisce il pubblico ufficiale che si appropria di beni pubblici o inerenti il suo ufficio, per sé o altri.
Sul perché di tale iniziativa, che abbiamo ritenuto improvvida, ci siamo già espressi ipotizzando varie ipotesi.
Ora ne spunta un’altra.
Eccola qui.
L’ha narrata agli italiani il Tg1 che dovrebbe essere molto affidabile.
A gennaio del 2023, Alfredo Mantovano, magistrato e sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per la sicurezza della Repubblica scrive: “In merito alla richiesta di voli di Stato del Procuratore della Repubblica di Roma dottor Francesco Lo Voi sulla tratta Roma-Palermo-Roma, già utilizzati in passato, si delibera di non autorizzare i voli in oggetto”.
O parbleu!
Il dottor Lo Voi non gradisce e, presso l’Ufficio “Voli di Stato” della Presidenza del consiglio, scrive protestando: “L’uso del volo di Stato consente uno spostamento molto più rapido rispetto a quello dei voli di linea, evita la presenza dello scrivente in ambienti e situazioni di facile riconoscibilità personale (aerei e aeroporti) ed evita altresì l’impiego di personale di scorta”.
Dagli uffici di Mantovano si fa notare all’eminente magistrato che: “la maggiore rapidità del volo di Stato non è un argomento in sé decisivo se non per indifferibili esigenze di servizio”.
Sulla comparazione economica, poi, tra l’uso della scorta con un volo normale e quello senza scorta sul volo di stato, fanno presente che il costo di un volo (di Stato) Roma-Palermo è di 13.000 euro, mentre il costo del volo di linea, compresi i due agenti di scorta, è di di 700 euro.
Francesco Lo Voi si è appellato al Consiglio di Stato contro la decisione del sottosegretario Alfredo Mantovano.
Dunque ricapitolando, il Dott.Lo Voi, palermitano ma incaricato a Roma, mette sotto processo per peculato la Meloni e c. e proprio Mantovano, per aver rispedito Almasri in Libia con un volo di stato e lui utilizzava gli stessi tipi di volo per andare e tornare nella tratta casa-lavoro (Roma-Palermo).
No, ditemi che non è vero.
E si incazza pure, protesta, resiste, scrive note e controsservazioni, impugna davanti il giudice amministrativo.
E nessuno dice niente.
E ci dica dott. Lo Voi, utilizzare un volo di stato solo per tornare a casa e non per ragioni di servizio (che potrebbe essere un volo per andare a interrogare un detenuto al carcere di Opera, all’Asinara o dove caspita le pare) non è forse un ipotesi di peculato?
O forse vorrebbe convincerci che gli gnocchi al sugo della domenica, cucinati a casa sua con la mozzarella che fila, sono una importante e pericolosa ragione di servizio?
Ma dai su!
Non facciamo i giudici, non diamo per scontato nulla e soprattutto non pronunciamo sentenze, ma sappia che per questa vicenda un miliardo di motivi, per i quali ella si sarebbe dovuto astenere anche dal solo toccare il fascicolo con la denuncia di Li Gotti (che ha ingenerato tutto ‘sto casino), sarebbero stati motivo di serie, ponderate e profonde ragioni di opportunità.
I motivi di astensione sono codificati nel codice e una ipotesi del genere non è contemplata.
Ma il rispetto delle ragioni di opportunità sono il la bussola che guida il comportamento di un galantuomo.





