Home Politica estera L’ASSALTO AI TIFOSI ISRAELIANI, UN SEGNALE GRAVISSIMO

L’ASSALTO AI TIFOSI ISRAELIANI, UN SEGNALE GRAVISSIMO

0

di Sergio Restelli

L’episodio che ha avuto luogo ad Amsterdam, in seguito alla partita di calcio Ajax-Maccabi Tel Aviv, non è un caso isolato di violenza tra tifoserie, ma un sintomo preoccupante di un antisemitismo crescente in Europa, in particolare in Olanda, poiché si tratta di una violenza che affonda le radici in una serie di dinamiche storiche, politiche e sociali che meritano una riflessione profonda, poiché rispecchiano le difficoltà con cui le società moderne si confrontano rispetto all’integrazione,all’identità e alle divergenze ideologiche legate alla questione israelo-palestinese.

Quello che rende l’incidente particolarmente scioccante non è solo la violenza di per sé, ma la sua natura, poiché non si trattava di una rissa fra tifoserie organizzate o di disordini legati al tifo calcistico, come avviene troppo spesso in diverse competizioni sportive.

Quello che è accaduto è stato un agguato mirato, una vera e propria caccia all’ebreo, condotta da gruppi di giovani musulmani, che hanno preso di mira i tifosi israeliani senza distinzione, identificandoli come ebrei semplicemente per il fatto di sostenere il Maccabi Tel Aviv.

Questi gruppi, mascherati e armati di slogan antisemiti come “Palestina libera”, hanno aggredito e picchiato i tifosi israeliani in una zona centrale della capitale olandese, senza che le autorità locali siano riuscite a prevenire o fermare l’onda di violenza.

L’incidente non è stato solo un episodio di antisemitismo isolato, ma una manifestazione di un sentimento che sembra prendere piede in alcuni settori della popolazione europea, dove la tensione tra le comunità arabe e israeliane, alimentata dalle dinamiche geopolitiche in Medio Oriente, si traduce in violenze tangibili, soprattutto in contesti dove l’odio razziale e religioso può essere facilmente scatenato.

La paura che questo fenomeno possa diffondersi è giustificata,in quanto gli incidenti come quello di Amsterdam si inseriscono in un contesto internazionale dove il conflitto israelo-palestinese e la polarizzazione delle opinioni politiche creano terreno fertile per la crescita di simili manifestazioni di odio.

Un aspetto estremamente preoccupante è la reazione delle autorità olandesi. Le forze di polizia di fronte agli scontri,sono sembrate impreparate e insufficientemente reattive.

Piuttosto che intervenire con decisione, è stato suggerito agli israeliani di non esibire segni evidenti di appartenenza etnica o religiosa, il che rappresenta una sorta di arrendevolezza istituzionale, quasi a voler minimizzare l’entità del problema, lasciando i cittadini vulnerabili all’aggressione.

Questo consiglio implica una sottomissione all’odio e una forma di rassegnazione rispetto a una violenza che non dovrebbe mai essere tollerata, né ignorata. Il fallimento nell’intervenire prontamente rafforza l’impressione che l’antisemitismo, anche quando manifestato in forme così palesi e violente, venga in qualche modo tollerato o sottovalutato, creando un pericoloso precedente.

Il fatto che le forze dell’ordine non siano riuscite a garantire la sicurezza dei cittadini israeliani, pur essendo a conoscenza delle tensioni tra le diverse comunità, segna un pericoloso punto di svolta.

Non si tratta di un episodio che può essere ridotto a una semplice questione di disordini legati al calcio o di un episodio sporadico.

L’episodio di Amsterdam va letto come un sintomo di un antisemitismo in crescita, che ha trovato in Europa un terreno fertile dove risiedono profonde divisioni,alimentate da conflitti geopolitici e da un isolamento morale che lo Stato di Israele ha sperimentato in seguito alle sue risposte alle aggressioni di Hamas e Hezbollah.

L’aumento delle violenze contro i sostenitori israeliani potrebbe essere il risultato di un sentimento anti-israeliano sempre più forte, che si esprime non solo nelle proteste, ma anche in atti di violenza fisica.

L’antisemitismo, purtroppo, sta diventando quasi un fenomeno sdoganato in alcuni ambienti, dove la critica alle politiche israeliane, si mescola con la giustificazione di atti di violenza contro gli ebrei, come se fosse possibile separare la politica dalla persona, l’azione dallo stesso essere umano.

Questo pericoloso fenomeno è amplificato da un crescente supporto per la causa palestinese in alcuni settori, che spesso non riconoscono la legittimità della presenza dello Stato di Israele.

In questi contesti, l’odio non è solo indirizzato verso lo Stato, ma si estende a tutti coloro che sono percepiti come suoi sostenitori, portando a episodi di violenza come quello di Amsterdam.

L’incidente ha suscitato una forte reazione a livello internazionale, con il presidente israeliano Isaac Herzog che ha ricevuto le scuse del re dei Paesi Bassi, Willem-Alexander, che ha riconosciuto che l’Olanda aveva fallito nel suo impegno a proteggere gli ebrei, ricordando i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale.

Tuttavia, le scuse ufficiali non possono cancellare il segno lasciato da questo episodio.

L’Europa, e in particolare i Paesi Bassi,si trovano di fronte a una sfida importante: come affrontare l’antisemitismo in modo efficace e con fermezza, senza cedere a politiche di appeasement che rischiano di legittimare la violenza sotto altre forme.

Questi eventi devono fungere da monito per tutti i paesi europei, affinché si adoperino in maniera concreta nella lotta contro l’antisemitismo e l’intolleranza religiosa, sviluppando politiche di prevenzione, che includano non solo il rafforzamento della sicurezza, ma anche una campagna educativa contro i pregiudizi e l’odio.

Non si può permettere che l’Europa torni ad essere il terreno fertile per l’odio razziale e religioso, che per troppo tempo ha segnato la sua storia.

Quindi l’incidente di Amsterdam non è solo un episodio di violenza locale,ma un campanello d’allarme che sollecita l’Europa ad affrontare in modo serio e tempestivo le sfide legate all’antisemitismo e all’integrità sociale.

Solo con un impegno collettivo contro l’intolleranza e una difesa ferma dei valori democratici sarà possibile evitare che tali fenomeni si ripetano.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui