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La nuova geometria del Nord: dalla Groenlandia al fondale marino

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La nuova geometria del Nord

La trasformazione del dominio subacqueo

La Groenlandia occupa una posizione particolare nella nuova geometria strategica del Nord Atlantico, non è semplicemente un territorio posto fra Europa e Nord America, ma un punto della fascia che collega Nord America, Groenlandia, Islanda, Faroer, Norvegia, Regno Unito ed Europa.

In questa fascia si concentrano rotte marittime, comunicazioni, infrastrutture digitali e collegamenti essenziali alla sicurezza euro-atlantica.

L’Accordo siglato il 22 settembre non consiste soltanto nell’ampliamento della presenza americana, ma nella possibilità di trasformare una geografia immensa, difficile da sorvegliare e caratterizzata da grandi distanze in una rete più articolata di punti di osservazione, accesso e risposta.

Pituffik è già un nodo di questa architettura, Narsarsuaq e Mestersvig possono diventare ulteriori punti di presenza e capacità, mentre l’accordo prevede la possibilità di sviluppare altre Defense Areas e installazioni in funzione delle esigenze future.

Il problema della sicurezza si sta spostando progressivamente dalla superficie del mare al fondale, il sottosuolo marino sta diventando un dominio operativo.

Sotto le acque dell’Atlantico settentrionale e dell’Artico non transitano soltanto cavi per le telecomunicazioni, ma infrastrutture dalle quali dipende la continuità digitale, economica e militare dei Paesi occidentali.

La loro vulnerabilità non deriva necessariamente dalla facilità con cui un singolo cavo può essere danneggiato, ma dalla possibilità che più infrastrutture convergano in aree nelle quali le alternative sono limitate.

È qui che nasce il vero chokepoint infrastrutturale, non necessariamente il punto in cui il cavo è più vulnerabile fisicamente, ma quello in cui la rete dispone di meno possibilità di sostituzione.

La Groenlandia e Svalbard possono essere lette come due nodi di una stessa fascia strategica, a ovest, la Groenlandia si affaccia verso il Nord America e il Nord Atlantico, a est, Svalbard si trova all’interno della fascia artica che conduce verso il Mare di Barents e il fianco settentrionale della Norvegia.

Tra questi due nodi si sviluppa una vasta geometria composta da Mare di Groenlandia, Islanda, Mare di Norvegia e Atlantico settentrionale.

Qui nasce una possibile architettura di sorveglianza che può trasformare un’infrastruttura vulnerabile in un’infrastruttura difendibile. Non guardiamo soltanto chi può danneggiare un cavo, la forza è vedere che cosa sta accadendo intorno al cavo.

È questa la trasformazione più importante del dominio subacqueo, il fondale non è più soltanto uno spazio fisico nel quale sono posate infrastrutture, ma uno spazio da osservare, mappare, monitorare e, in caso di crisi, difendere.

In questo senso la Groenlandia è una cerniera fra Artico, Nord Atlantico, Nord America ed Europa. Ma oggi questa cerniera ha almeno quattro dimensioni: superficie, spazio, sottosuolo marino e rete digitale.

Pituffik acquista un valore che va oltre la sua funzione di installazione militare, la sua posizione consente di integrare capacità spaziali, aeree e marittime all’interno di una regione nella quale la sorveglianza dell’ambiente artico e nord-atlantico sta assumendo un’importanza crescente.

L’accordo con Danimarca e Groenlandia inserisce inoltre questa presenza in una più ampia logica multidominio e di interoperabilità con gli alleati.

La stessa logica deve essere osservata verso est, Svalbard è già inserita nella crescente attenzione alle attività subacquee russe e alla protezione delle infrastrutture critiche dell’Alto Nord.

Il fatto che forze statunitensi, britanniche e norvegesi abbiano recentemente seguito e contrastato un’attività russa nell’area dimostra quanto il dominio sottomarino sia ormai entrato nella pianificazione della sicurezza occidentale.

Groenlandia, Islanda, Faroer, Norvegia e Svalbard non costituiscono necessariamente un unico dispositivo militare, sono una fascia geografica nella quale la sicurezza delle rotte, dello spazio aereo, del mare e delle infrastrutture sottomarine tende sempre più a convergere.

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