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Il regime iraniano vuole l’arma nucleare e minaccerà l’Occidente

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Ma i media mainstream nascondono il pericolo – Mark Twain: “Se non leggi i giornali sei disinformato. Se li leggi, sei malinformato”.

La differenza fra le democrazie e le dittature è tutta nella complicazione di spiegare i perché delle scelte opposta alla facilità di compierle “liberamente”.

Potrebbe sembrare un ossimoro definire liberi i dittatori. Ma la libertà dei dittatori sopravvive con l’oppressione dei popoli. Ma la libertà dei popoli vive con il rispetto dei diritti.

Insomma, per le democrazie è tutto più complicato.

Il consenso alle azioni dei governanti deve quotidianamente essere riconfermato, per essere riconfermato deve essere ben conosciuto, per essere ben conosciuto deve essere correttamente raccontato.

Un circuito che genera… cortocircuiti nel rapporto fra i poteri e nella loro reciproca indipendenza.

Aggiungiamo che le notizie difficilmente circolano nella verità.

False notizie, false informazioni, false professionalità non solo abbondano, sono spesso soverchianti.

Tanto che sembra scritto oggi un famoso aforisma di Mark Twain: “Se non leggi i giornali sei disinformato. Se li leggi, sei malinformato”.

Ancor più difficile, quindi, per le democrazie essere in grado di spiegare. Tutto questo richiede pazienza, competenza, impegno e passione.

Una lotta impari, perché nella società che corre e che non si ferma a riflettere sono le affermazioni che colpiscono, non sono i ragionamenti.

Così, in ogni posizionamento politico, quello che più affascina nell’immediatezza è una risposta ultima, definita e definitiva, senza necessità di appello.

E quanto accade evidenzia come è indistinguibile, secondo le vecchie logiche di schieramento, differenziare i protagonismi.

La fascinazione dell’urlatore sicuro del proprio urlo o dell’intransigente certo del proprio risultato sono le due facce che illustrano la stessa dannosa rappresentazione della politica “duramente schierata!”

Poi, la realtà, che se ognuno di noi tenesse in conto la propria personale esperienza ne troverebbe conferma, non consente con facilità cammini e decisioni lineari e senza ostacoli.

Ma la realtà richiede la consapevolezza di un pensiero piuttosto che l’apparenza di un’impressione.

Già questa lunga premessa compromette quanto si vuole sottolineare.

Il regime iraniano ha ammazzato, per essere semplicemente elegantemente moderati, decine di migliaia di giovani che chiedevano libertà… nessuno ne parla più e per pochissimo è stato raccontato.

Il regime iraniano vuole l’arma nucleare per distruggere Israele, per primo, soggiogare il resto dei Paesi islamici sunniti, per secondo e, infine, stabilirsi minaccia ultimativa per l’intero Occidente… nessuno non solo ne parla più, ma nessun cosiddetto autonominatosi “democratico e benpensante” ne ha mai parlato.

Trump, per colpa della sua arrogante presunzione e di uno stuolo di pessimi collaboratori, è caduto nella trappola di non comprendere che l’Occidente è ed era male informato, che l’Occidente non regge il dovere di sacrificarsi per altri, che l’Occidente nutre pietà per chi può compatire lasciandolo nella disgrazia, che l’Occidente è bravo ad affermare i diritti purché siano per sé e perché già acquisiti.

Insomma, l’Occidente non pensa e non capisce che domani i suoi diritti non esisteranno perché quelli che non li riconoscono stanno permeando la sua società.

È emblematico il disdoro che circonda Israele.

Uno Stato invaso il giorno stesso della sua nascita, uno Stato che ha dovuto subire plurime guerre di aggressione, uno Stato i cui cittadini vivono con la quotidiana minaccia di missili e attentati.

Uno Stato che ha visto uccisi, seviziati e stuprati suoi cittadini e che viene rimproverato per una risposta ritenuta eccessiva.

Che viene accusato di un inesistente genocidio che non esiste perché nemmeno nessuna corte internazionale ha trovato motivo di affermarlo, pur disperatamente, cercando di poterlo fare, ma che, sulle pagine dei giornali, si trova già condannato di simile crimine.

Uno Stato ai cui confini con i soldi della solidarietà fintamente buonista delle organizzazioni internazionali e del più sincero seppur sbagliato sentimento di solidarietà umano, migliaia di milioni di dollari, terroristi fra i più biechi, peraltro ulteriormente ispirati e finanziati proprio dall’Iran, hanno costruito tunnel pieni di armi, missili e quant’altro.

Potremmo continuare un elenco infinito.. di fatti e realtà incontrovertibili… di realtà non raccontate da un’informazione che, nel migliore dei casi, potremmo dire distratta, ma che, nella realtà, manifesta in pieno un altro celebre aforisma, questa volta di Leo Longanesi: “I giornalisti si dividono in due categorie: metà sono venduti e l’altra metà sono comprati”.

E a proposito di comprati, perfino le organizzazioni internazionali sono ricattate perché i suoi dirigenti appaiono sovvenzionati dalle dittature.

Dico appaiono, perché altrimenti non si capisce come sia possibile che l’indicazione dei relatori speciali sia solo ed esclusivamente a favore degli oppressori dei regimi dittatoriali.

Contro di essi, appunto, silenti ed emblematici paladini dell’umiliazione del vero.

E il colmo, anche qui, è quello che le organizzazioni internazionali si reggono quasi esclusivamente con i contributi e i contribuenti dell’Occidente.

Autore

  • Eugenio Baresi

    Eugenio BaresiEugenio Baresu, ex parlamentare, già Segretario della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Autore, antiquario.

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