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HAITI, L’INFERNO DEI BAMBINI

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di Valter Vecellio
 Molti anni fa chi scrive si era associato ad Amnesty International: sostenere in modo nonviolento la causa dei perseguitati dai vari regimi autoritari e violenti nel mondo, cosa di più nobile e giusto?
Il modo di valutare la situazione in Medio Oriente, le accuse allo Stato d’Israele e le vicende relative alla galassia palestinese a un certo punto non coincidevano più con la mia ottica, per cui non ho più dato il mio sostegno ad A.I.; continuo tuttavia a seguire i suoi rapporti e “segnalazioni”.
Quelli relativi a Medio Oriente, Israele, palestinesi continuo a reputarli parziali, non obiettivi; a volte perfino lacunosi, ma è una mia opinione; come tale discutibile, opinabile, contestabile. Quello che non è discutibile è la eco che tali rapporti e “segnalazioni” hanno: ampiamente divulgati dai mezzi di comunicazione e resi “conoscibili”. Buona cosa. Si discute e si ragiona su qualcosa che si conosce.
A.I. elabora e diffonde comunque altri “rapporti”. Per esempio questo, terribile, relativo alla situazione ad Haiti e i suoi abitanti, i bambini in particolare. Mi chiedo perché non abbia la stessa eco, visibilità e possibilità di conoscenza dei rapporti su Israele e i palestinesi. Lo chiedo a chi fa i giornali, ai miei colleghi. Ci sono dolori, sofferenze, crudeltà, morti che sono più dolori, sofferenze, crudeltà, morti di altri? Ovvio che questo è un mio chiederlo retorico.
Ad ogni modo, la sintesi del rapporto è questa:
“Haiti è diventata un teatro di orrori in cui i bambini sono le prime vittime. Reclutati con la forza dalle gang, costretti a spiare, trasportare armi, compiere lavori domestici e subire abusi, vivono in un clima di paura e ai limiti della sopravvivenza. Un nuovo rapporto di Amnesty International getta luce su una realtà devastante: oltre un milione di minori risiedono in aree controllate da gruppi criminali, con il 30-50% dei membri delle bande composto da piccoli, molti dei quali rapiti e brutalizzati. Talvolta, dopo aver assistito a esecuzioni, alcuni ragazzi vengono anche costretti a bruciare i corpi dei defunti. Altri invece sono minacciati: se rifiutano di obbedire, rischiano la loro morte e quella dei familiari. “Le bande hanno il controllo”, ha dichiarato un sedicenne intervistato dall’ONG, “e non c’è nulla che si possa fare al riguardo”. Le ragazze subiscono violenze inimmaginabili. Alcune, vengono violentate da più uomini, e se rimangono incinte non hanno nessun tipo di assistenza medica. Una giovane ha raccontato di aver tentato il suicidio dopo aver partorito un bambino nato da uno stupro. “Sono stata trovata nuda per strada, mi hanno poi coperta con un vestito”, ha confidato un’altra adolescente che ha pure denunciato la totale assenza dello Stato che non è in grado di proteggere i cittadini più vulnerabili. “Non esiste polizia, gli unici capi in città appartengono alle gang”, ha aggiunto una sedicenne rapita e violentata. Nel 2023, sono stati complessivamente uccisi 128 minori, ma il numero reale è probabilmente più elevato. Con oltre 5.600 vittime della violenza Haiti è in pieno caos. Amnesty sollecita un intervento urgente della comunità internazionale e avverte che senza aiuti concreti un’intera generazione rischia di essere travolta dalla criminalità e dalla disperazione”.

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  • Redazione

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