
Tredici ostaggi liberati ieri dal movimento estremista palestinese Hamas sono stati consegnati alle Forze di difesa di Israele (Idf) e allo Shin Bet, che li hanno accompagnati alla base di Hatzerim. Lo hanno reso noto le stesse Idf in una nota.
Nonostante un ritardo di diverse ore che aveva minacciato di far saltare la tregua umanitaria in corso dal 24 ottobre, il movimento islamista palestinese Hamas alla fine ha rilasciato altri 13 cittadini israeliani, insieme a quattro thailandesi, nel secondo giorno del cessate il fuoco. La lista include Shoshan Haran, 67 anni, sua figlia Adi Shoham, 38 anni, e suoi nipoti, Naveh e Yahel, rispettivamente di otto e tre anni. Sono state rilasciate anche Shiri Weiss, 53 anni, e sua figlia Noga, 18 anni, Sharon Avigdori, 52 anni, e suo figlio Noam, 12 anni, e i fratelli Noam e Alma Or, rispettivamente di 17 e 13 anni. Sono state liberate anche Maya Regev, 21 anni e Hila Rotem, 12, quest’ultima rilasciata senza la madre nonostante la richiesta di Israele, oltre a Emily Hand, nove anni.
Hamas aveva motivato il ritardo con il fatto che “Israele non ha attuato gli elementi dell’intesa”, in particolare per quanto riguarda la consegna di aiuti umanitari alla parte settentrionale della Striscia di Gaza. Accusa respinta da Israele che aveva minacciato la ripresa dei combattimenti se gli ostaggi non fossero stati liberati.





