
di Alberto Frau
Lo scontro Romano Prodi-Umberto Nordio
Gli anni ‘80 sono caratterizzati dallo sviluppo di Alitalia con l’espansione della flotta e del network e la compagnia di volo che, nel 1982, raggiunge il suo primato trasportando oltre 10 milioni di passeggeri nel mondo facendo meglio di Air France e Lufthansa.
Si evidenziano, però, le prime incognite del traffico aereo: il regime di monopolio inizia a vacillare sotto i colpi della liberalizzazione e della privatizzazione avviata in USA nel settore e giunta in Europa; i collegamenti internazionali (e interni alla UE) sono regolati da accordi bilaterali tra singoli Stati, con la definizione delle compagnie autorizzate a volare tra due Paesi, che impedisce alle altre (in particolare a quelle straniere) di percorrere le tratte di collegamento fra i due Paesi che hanno siglato l’accordo, e i voli interni appannaggio delle sole compagnie nazionali.
A ben vedere, tutto ciò muta fortemente anche le relazioni sindacali. In particolare, gli scioperi di «Aquila Selvaggia» con i piloti italiani scagliati contro la proposta di nuovi contratti unici di tutti i lavoratori del trasporto aereo e voluto da Cgil-Cisl-Uil creano ulteriori disagi. In un simile contesto, Alitalia non mostra, comunque, segni di cedimento. Umberto Nordio – alla guida della compagnia dal 1972, dapprima come direttore generale, poi come amministratore delegato e quindi come presidente – è, infatti, riuscito a mantenere il #bilancio di Alitalia in attivo con utili costanti crescenti, ad eccezione dei due bienni della crisi petrolifera, 1973-1975 e 1979-1980, quando il prezzo del kerosene avio è salito alle stelle.
Il resto è storia.
In un contesto dai toni nebulosi, nel giugno dell’88, si consumerà (inspiegabilmente) la rottura tra Nordio e Romano Prodi. Un carteggio (“Caro Prodi, Caro Nordio”) metterà, nero su bianco, le divergenze strategiche tra il “Professore”, espressione dell’ingessato capitale di comando a matrice statale, e il manager, deus ex machina e profondo conoscitore della compagnia di bandiera da ben quindici anni.
Lo scontro che vedrà Nordio sfiduciato dal CdA teleguidato da Prodi (sic) e l’arrivo (dalla Svezia) di Carlo Verri – AD di Electrolux e già sostenitore de “La Piramide Rovesciata” di Jan Carlzon, la nuova bibbia del manager nell’era dei servizi – genererà una ventata rivoluzionaria effimera a causa della morte prematura del nuovo top manager e al susseguirsi di figure, al vertice di Alitalia, non all’altezza della complessa situazione. Il peso sempre più elevato della politica nella gestione aziendale condurrà definitivamente il vettore nazionale allo sfascio sino alla crisi dei nostri giorni.
Diversi “dietrologi” ricercano ancora oggi i veri motivi dell’allontanamento di Nordio che rimane avvolto in un tetro mistero.





