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CRONACHE ROMANE

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di Antonius Gallus Luridus
 
Georgia Melonia Garbata cum Epirotum duce Rama Edillio Grato pactum fecit de libycis ac numidis navibus dividendis et participandis. Secundo die tamen Ellia Helvetica Nasona contemnere et contumeliis operire Georgiam ac Ramam coepit. Augusta Melonia nimis non obstipuit, quia ab immemorabili de quali cruri illa claudicasset noverat. Ellia enim dux popularis partis fierat optimatium ac voluntariorum ad sestertia recipienda tantum voluntatis gratia.
Ellia Helvetica Nasona igitur obsistendum contra renovationem romanae dignitatis ac auctoritatis tenebatur.
De Gallia Belgica Bruxellensi auxilium et plausum Elliae pervenerunt de Alta Justitiae Cortis ad Meloniam Garbatam repellendam infra romana moenia.
Domestici hostes qui sibi Democratica Pars nomen imposuerant, illico et immediate pro Ellia et Bruxellensibus se declararunt, spem colentes amissum imperium repetituri esse. Ceterum, contra Ramam Edilium Gratum tela conicere coeperunt quia, quamquam populari parti pertinuisset, auxilium Romae obtulerat.
Cum clamor domesticorum hostium illi pervenit, magister militum Julius Ciclopicus Crosettius magnis cum itineribus sine copiis nec armis Senatum ivit, Ellam quaesivit, in circularitate invenit, palam verbis visum inflavit et tumefecit, deinde intactus et integer domum rediit.
Adepti tamen conventiculae praetorum qui sibi nomen “Magistrati democratici” imposuerant, quoquo modo pactum demoliri ac mergi experiebantur. Denique Georgia, nulla mora interposita, prosecutores ac judices separavit, Nordium properavit, judices de insidiis contra rem publicam accusavit, salarium minuere minavit et ad rationem duxit.
Georgiae Meloniae et Romae autem, post Elliae alapationem et judicum domesticationem, nemo iterum testiculos rupuit vel turbavit.
Sic ferunt Annales.
 
Traduzione
Giorgia Melonia Garbata strinse un accordo con Rama Edilio il Riconoscente, leader degli Albanesi, per dividersi e ripartirsi gli sbarchi delle navi provenienti dalla Libia e dalla Tunisia. Già il giorno dopo, però, Ellia Svizzera Nasona cominciò a deidere e ricoprire Giorgia di critiche offensive. La Presidente Melonia non si stupì, giacché ben sapeva da tempo immemorabile di quale gamba quella andasse zoppa. Ellia, infatti, era diventata leader del partito democratico per volontà della razza padrona e dei volontari a pagamento. Ellia Svizzera Nasona, pertanto, era obbligata a opporsi alla restaurazione della dignità e dell’autorità romane. �Dalla Gallia Belgica di Bruxelles giunsero sostegno e plauso ad Ellia dall’Alta Corte di Giustizia, col fine di ricacciare Melonia Garbata entro le mura di Roma.
I nemici interni, che si erano dati il nome di Partito Democratico, immediatamente si dichiararono dalla parte di Ellia e dei Brussellesi, coltivando la speranza di riprendersi il potere perduto. Per di più, iniziarono a scagliare dardi contro Rama Edilio il Riconoscente perché, benché appartenesse al partito democratico, aveva offerto aiuto a Roma. Quando gli giunse lo strepito dei nemici interni, il comandante dell’esercito Giulio Ciclopico Crosetto si diresse a tappe forzate, senza soldati, né armi, in Senato, cercò Ellia, la trovò nella sua circolarità, pubblicamente con le sole parole la schiaffeggiò e le gonfiò la faccia, quindi incolume ed intatto se ne tornò a casa.
Tuttavia gli adepti della conventicola di giudici che si erano dati il nome di “Magistratura Democratica”, cercavano in ogni modo di demolire ed affondare quell’accordo.
Alla fine Giorgia, senza frapporre indugi, separò (le carriere di) pubblici accusatori e giudici, sollecitò Nordio (a sbrigarsi), accusò alcuni giudici di tramare contro la Repubblica, minacciò di ridurre il loro stipendio e li riportò alla ragione.
Dopo quel trattamento di Ellia a suon di sberle e l’addomesticamento dei giudici, a Giorgia Melonia ed a Roma nessuno più ruppe, o sfrucugliò le palle. �
Così raccontano gli Annali.

 

Autore

  • Redazione

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