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COSA STA ACCADENDO IN CINA?

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di Marco Sarli

A pochi mesi dalla riunione del Plenum del Partito Comunista Cinese, che aveva al centro le questioni più prettamente economiche, le azioni del Governo di quel grande ma ancora per certi versi misterioso paese ci consentono di capire che la discussione è stata molto articolata e che sono state prese decisioni che sono destinate ad avere un impatto profondo su quello che molto semplicisticamente viene definito sistema socialista di mercato.
La stampa specializzata tende a focalizzarsi sugli effetti (deflusso di capitali stranieri, minore crescita rispetto a quella programmata, disoccupazione giovanile e scoppio della gigantesca bolla immobiliare e via discorrendo) piuttosto che sulle cause o per meglio dire sulla causa che è data dalla risposta che il vertice del partito intende dare ad un sistema che esso stesso ha contribuito a creare ma che evidentemente gli è sfuggito di mano.
Mentre la forte concentrazione della ricchezza in poche mani e l’ostentazione della stessa mostrata dai nuovi ricchi e da una pletora di funzionari di partito corrotti può essere tollerata e benedetta nei paesi occidentali (e così in Giappone, Corea del Sud e Taiwan) lo stesso non può accedere in Cina dove un recente sondaggio evidenzia come i giovani che sino a pochi anni fa ritenevano che per la crescita individuale fossero necessarie la preparazione e il merito ora ritengono in grande maggioranza che a fare premio siano le relazioni e la conoscenza di persone influenti.
E’ alla luce di tutto questo che vanno lette le esortazioni ad uno stile di vita più morigerato per i nuovi ricchi cinesi e le sempre più frequenti purghe di quadri del partito a tutti i livelli inclusi ministri e potenti presidenti di commissione.
Sul piano più strettamente economico, gli interventi in materia di tassi di interesse e di immissione massiccia di liquidità insieme alla risposta alla profonda crisi immobiliare che ha indotto il massimo vertice del partito a fare di necessità virtù con la proposta di assegnare le case invendute a cittadini in cambio di affitti a prezzi “politici” sono tutti sintomi di questo nuovo approccio “socialista” che prevede in estrema sintesi più Stato e meno Mercato.

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  • Redazione

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