La Cina: “Sostegno a Teheran nella sua sovranità”
In Iran l’ayatollah supremo Mojtaba Khamenei ha dato al governo il potere di trattare con gli Stati Uniti. A riferirlo è stato il presidente Massoud Pezeshkian, in un incontro con governatori e sindaci delle grandi città di cui hanno riferito i media iraniani.
“Cerchiamo di risolvere il problema attraverso il dialogo; in questo ambito la Guida Suprema della Rivoluzione ha anche conferito alcune deleghe al governo”, ha spiegato.
“I nemici non possono far arrendere il nostro Iran con la guerra. Noi ci opporremo con forza alle loro menzogne e alla loro prepotenza”, ha avvertito.
I negoziati per una soluzione diplomatica sono intensi e se gli Stati Uniti sono sinceri, l’Iran è disposto a impegnarsi. Ad assicurarlo è stato il ministro degli Esteri, Abbas, Araghchi, a quanto riportano i media iraniani.
“Le consultazioni attraverso i mediatori sono molto intense. Abbiamo presentato le nostre condizioni e il nostro piano e tutto dipende dalla razionalità politica di Washington”, ha ribadito.
“Se sceglieranno una diplomazia sincera, noi siamo pronti a impegnarci”, ha assicurato. “Se invece avranno intenzione di ricorrere all’inganno e a un’operazione militare, avranno una risposta più amara e più pesante rispetto al passato”, ha però avvertito.
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran, Mohsen Rezaei, riferisce l’agenzia di stampa iraniana Fars secondo la quale le parti hanno discusso questioni regionali e internazionali, in particolare la situazione in Medio Oriente.
Nel corso di questo colloquio, continua Fras, “sono stati espressi ringraziamenti e apprezzamenti per le posizioni esplicite di Putin e di altri funzionari e responsabili russi nel lodare il ruolo della Guida martire della Rivoluzione e degli altri grandi eroi nazionali, nonché per il sostegno alla fermezza e alla perseveranza del popolo iraniano”.
Le due parti hanno sottolineato “l’importanza di proseguire la cooperazione strategica sulla base della tabella di marcia delineata dai leader dei due Paesi”, conclude l’agenzia iraniana.
Crolla il prezzo del petrolio sulle speranze che la diplomazia possa riprendersi la scena nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il WTI è arrivato a perdere fino al 6,7% a 97,1 dollari al barile mentre il Brent ha toccato in minimo di 105,86 dollari, sempre in calo 6,7%.
La flessione del greggio ha accelerato dopo che il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, secondo quanto riferito dall’agenzia statale Irna, ha reso noto che il governo sta cercando di risolvere la situazione con il dialogo e che ha ricevuto dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, determinati poteri per farlo, riferisce Bloomberg.





