Una riflessione ironica e critica sulla situazione politica italiana in vista delle elezioni del 2027
C’è un momento, in politica, in cui l’ironia diventa più tagliente dell’analisi.
È quello che ha colto con intelligenza Giampiero Castellotti nel Quaderno UNSIC N. 33, intitolato “2027: destra o sinistra? Vademecum semiserio per le urne”, ultimo volume della collana culturale promossa dal sindacato datoriale membro del CNEL.
Curato dal giornalista ed ex assistente parlamentare Castellotti, il Quaderno non è un saggio di politologia accademica, ma un pamphlet lucido, pungente e divertentemente spietato sulla politica italiana alla vigilia delle elezioni politiche del 2027.
L’operazione è dichiaratamente ispirata e omaggia un classico: “Sinistrati” di Edmondo Berselli, il giornalista di Repubblica scomparso nel 2010 che, per primo, raccontò con disincanto la mutazione antropologica della sinistra italiana.
Da quell’intuizione, Castellotti riparte per allargare lo sguardo a tutto l’arco parlamentare, smontandone miti, retoriche e contraddizioni.
Il dualismo del titolo – destra o sinistra – è solo un pretesto. Perché il vero protagonista del Quaderno è il trentennio che ci ha portati fin qui: trent’anni di trasformazioni ideologiche, di ribaltamenti di valori, di aspettative di rivalsa e di ansie di conferma.
E qui Castellotti non risparmia nessuno.
La “sinistra” viene ritratta come prigioniera di una classe dirigente privilegiata, distante dal suo popolo di riferimento, più a suo agio nei salotti che nelle periferie. Una sinistra che ha perso il lessico del lavoro per abbracciare quello dei diritti, senza riuscire a tenere insieme i due piani.
La “destra”, al contrario, è animata da una bramosia di rivalsa storica dopo anni di estromissione dal cosiddetto “arco costituzionale”. Una destra finalmente al centro del potere, ma ancora incerta tra vocazione governativa e tentazione identitaria.
In mezzo, un “centro” sempre più schiacciato, costretto al ruolo ingrato di ruota di scorta, ago della bilancia di schieramenti che si fanno ogni giorno più radicali e meno inclini al compromesso.
Scritto con stile scorrevole, colto ma mai pesante, il “Vademecum semiserio” è un utile strumento per l’elettore disorientato del 2027.
Non dice per chi votare – e sta qui la sua onestà intellettuale – ma aiuta a capire per cosa e, soprattutto, contro cosa si vota.
Un Quaderno che conferma la vocazione della collana UNSIC: non fare sindacato con altri mezzi, ma offrire spazi di riflessione libera, critica e non allineata su ciò che davvero attraversa il Paese reale.
Da leggere prima di entrare in cabina.


Carlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.


