Un sistema giustiziario impazzito
Io mi fido del giornalista de Il Foglio Ermes Antonucci: non c’erano ragioni sufficienti e necessarie per tenerlo in galera.
Le motivazioni della Procura erano molto forzate.
Ma qui è tutto molto forzato. Enormemente forzato.
Lo sono anche le motivazioni della ordinanza di scarcerazione.
Ma, insomma, c’è una Procura che gli dà del terrorista e una GIP, già firmataria di appelli Propal, che gli dà del motivatore di coscienze.
Ma basta questo per sbellicarsi di risate, per evitare di farsi travolgere dalla vergogna e dalla depressione per un sistema giustiziario impazzito.
No! La sinistra, politica e mediatica e culturale, dice che è la prova che la giustizia funziona, che la separazione fra Procure e Giudici c’è. Storditi.
Dalla Gruber, D’Alema è salito sul podio.
E il fatto che la giustizia abbia sempre funzionato per lui e su di lui dice tutto della giustizia.
Ma fa di più. La sinistra. Quella dei talk soprattutto. Fa Siher santo.
Eh, dicono, però lui stava organizzando la piazza dal giorno 18, dopo il 17 del saccheggio, per il 24.
Accidempoli! I garbugli li azzeccano tutti.
Cioè, uno che ha una storia curriculare filo Hamas, quindi filo terrorista, da anni, con piazze e comizi dove grida all’Intifada permanente, che vuole Israele e gli ebrei dalla “terra al mare”, cioè da annientare, che dopo il 17 delle violenze ai carabinieri e ai poliziotti, convoca le piazze, senza una parola di presa di distanza dalle violenze, e dà istruzioni di presentarsi con guanti e cappucci, ha grande parte della sinistra che lo tratta da martire.
A iniziare da quella giudiziaria che, col GIP, scrive un “manifesto politico” di 37 pagine per motivare la scarcerazione.
Quando bastava un Ermes Antonucci, che ha detto: non ci sono reati nelle cose che scrive Siher. Scrive cose atroci ma non sono reati.
No, bisogna scrivere un manifesto politico, che spalma su di noi e sulla discussione pubblica e mediatica una marmellata rancida di giustificazionismo insopportabile sulle violenze verso le cose, verso le persone, verso imprese e lavoratori e verso lo Stato.
Una melassa stomachevole.
Che adesso ha anche una copertura giudiziaria.
Pazzesco.
Ah, sì, la Meloni.
Lei è abile. Lo dico. Machiavellica, addirittura. Direi.
Ma la sua è astuzia politica. Forza, perché ha forzato, senza alcun dubbio, ma così li mette in buca tutti. Li porta a difendere l’indifendibile.
Perché così, davanti agli occhi di chi vede e di chi vuol vedere, ci sono le piazze in fiamme, i difensori con molti se e molti ma delle piazze violente e degli assalti alle forze dell’ordine e lei, la Meloni, che difende l’ordine.
E il giorno dopo fa una finanziaria per i giovani che vogliono lavorare. Dice.
Alla fine le immagini che rimangono solo queste.
Amen.





