La speranza l’unico conforto a cui aggrapparci
E ora?
Penso che occorra attendere il tempo e lo spazio di una nuova generazione, disposta, per se stessa, a credere nel futuro di un mito, quale che sia.
Una generazione di adolescenti proiettati verso un futuro, che è sempre fantastico, e, quindi, sfugge al presente di una realtà, che, mai forse come ora, ha consumato i suoi vecchi miti. Rivelatisi “falsi e bugiardi”.
Parliamo dell’AI e del “merito”, riconosciuto e riconoscibilissimo, di trasformare i miti del passato in leggende prive di “senso”. Siamo al Crepuscolo degli dèi delle tradizioni, in attesa, forse, di cieli e terre nuovi.
Sarà compito dell’AI anche questo? E quali desideri o bisogni avranno le nuove generazioni nate e allevate dall’AI?
Vedremo, forse. Dato che il tempo è sempre tiranno. Come Xronos. Ed è l’unico mito, il Mito dei miti che perdura finché perdurerà l’uomo, l’ultimo uomo (non certo l’uomo di Fukuyama!)…
Rinunciare all’AI? E perché?
Guardate il sogno di “Masterplan”, film del 2026 appena in onda su Amazon!
L’uomo non rinuncerà mai all’idea di essere dio. E ora possiede un’arma più potente con la quale sfidare il destino e, cioè, come diceva Emanuele Severino: “lo stare dell’essere e l’essere dello stare medesimo”.
Siamo fottuti?
No, finché c’è vita c’è speranza. È ciò che resta nel fondo del vaso di Pandora. Ieri, oggi e forse domani.





