
di Vito Schepisi
Nei sondaggi, settimana dopo settimana, il centro destra s’avvantaggia della crisi d’identità della sinistra
La fase calante del PD, consolidatasi settimana dopo settimana, rischia d’invalidare il preteso ruolo di maggior riferimento dell’opposizione.
Nel PD c’è una difficoltà di conduzione politica.
Il Partito della Schlein non fa più presa nell’area della sinistra riformista, moderata e propensa al confronto.
I tempi cambiano e l’Europa, resasi conto degli errori del passato, è alla ricerca di nuove strade e di nuovi obiettivi.
Ai popoli che iniziano a comprenderlo non si può rispondere con le solite ricette.
La sinistra italiana si distingue, invece, per gli ostacoli che frappone ai cambiamenti e per i ritardi nelle risposte di nuova politica e di nuove iniziative da intraprendere.
Se non arrivano a fine mese, le famiglie non possono nutrirsi di populismo, di “nemichettismo” infantile e delle reiterate e obsolete manifestazioni “antifasciste”.
Il mondo sta cambiando e gli equilibri si spostano, rendendo precario tutto ciò che nel passato costituiva un riferimento ed una tutela.
I popoli, pertanto, sollecitano rimedi e cambiamenti, oltre che, come è sempre ovvio, nuove responsabilità e nuove attenzioni della politica per il presente e per il futuro.
Solleticare, invece, la reazione in quelle fasce sociali che vivono con difficoltà i tanti sbagli del passato è come un boomerang che si ritorce contro chi s’accoda al populismo più anarchico e violento.
La popolazione è in grado di capire:
– che si chiede oggi ciò che è stato negato e non è stato fatto nel passato;
– quali siano e da dove provengano le difficoltà finanziarie:
– quali siano le spese che ne hanno alimentato il peso;
– quali siano le dinamiche e le cause della crisi energetica che ha trovato l’Italia impreparata ed assolutamente dipendente dall’estero.
Il maggior partito della sinistra, sebbene nato nell’ambiguità (il connubio tra conservazione e rivoluzione), ha una lunga storia di responsabilità di governo.
Accodarsi, pertanto, nei modi e nei contenuti, al livore di Conte, al nulla di Magi ed al neo-comunismo di Fratoianni, è visto come un cedimento del PD.
In questa fase i Dem a guida Schlein non possono più rappresentare la forza di riferimento responsabile dell’opposizione.
Il PD non mostra d’avere le caratteristiche d’una forza politica che nel contesto europeo abbia un progetto compiuto per assumere la guida del Paese (non è certo qualcosa che ricorda il Partito Socialista di Craxi ndr).





