
Il voto dell’Austria di ieri conferma la netta svolta a destra che sta avvenendo in Europa.
Si può continuare a perseguire la politica dell’argine, cantando Bella ciao, oppure prendere atto che c’è un elettorato crescente che non vuole più sentire parlare di Green Deal, climate change, lgbt, *****, cancel culture, migranti e vuole un cambio netto delle politiche europee.
Fare orecchie da mercante come fa il cancelliere tedesco socialista Scholz serve solo ad aumentare il fastidio, quando non la rabbia, e a spostare ancora più a destra l’elettorato.
Con la svolta a destra confermata dal voto in Austria dovrà fare i conti Ursula von der Leyen, riportata al vertice della Commissione da partiti che non ci sono più o sono in via di estinzione.
Anche in questo caso si può giocare la carta dell’argine, cantando Bella ciao, oppure capire finalmente che l’elettorato svolta a destra, anche verso la destra estrema, perché non ne può più delle ideologie folli di verdi e socialisti.
La realtà chiama, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Nei prossimi giorni risentiremo le solite manfrine relative all’insorgente neonazismo, al fascismo, con cantilene impotenti, in quanto chi le canta non vuole prendere atto della realtà che dice a gran voce che le politiche condotte da verdi, socialisti e liberali sono sempre più invise.
Veniamo ai dati.
Il Partito della libertà (Fpo) ha vinto le elezioni parlamentari che si sono svolte ieri in Austria.
L’Fpo, guidata da Herbert Kickl, ha ottenuto il 29,1 per cento dei voti, davanti al Partito popolare austriaco (Ovp) del cancelliere Karl Nehammer che ha ottenuto il 26,2 per cento e ai socialdemocratici che si sono attestati al 20,4 per cento.
Il partito dell’estrema destra è in aumento del 13% rispetto al 2019, seguito dai Popolari del cancelliere uscente Karl Nehammar, in calo dell’11,2%.
Neos (liberali) sono all’8,8% e Verdi all’8,6.
Per OeVP è una sconfitta storica.
La vittoria della destra non avrà probabilmente effetto sulla possibile coalizione di governo, che vede già il socialdemocratico, Andreas Babler, pronto ad avviare colloqui esplorativi con l’OVP.
Quello che ha importanza, in queste elezioni, non è tanto cosa faranno i partiti austriaci per formare un governo, quanto il fatto che l’Austria conferma che ormai l’estrema destra in Europa si attesta intorno ad una cifra del 30 per cento. La qual cosa significa che quasi un terzo dei votanti è di estrema destra.
Se all’estrema destra aggiungiamo la destra moderata, è chiaro che la maggioranza Ursula è sempre meno credibile.





