
Biden sostiene che il processo negoziale per il cessate il fuoco a Gaza è vicino.
Lo dice mentre Hamas, che non ha partecipato ai colloqui a Doha, lo smentisce in tempo reale.
Siamo alle solite. Evidentemente il vecchio Joe Biden si è guardato allo specchio e ha fatto un accordo con se stesso (sempre che si sia riconosciuto).
La realtà, però, è più drammatica ed è che Joe Biden insegue l’accordo da quando era candidato per evitare di perdere i voti dei filo israeliani e dei filo palestinesi e ora, che non è più candidato, insegue lo stesso obiettivo per favorire Kamala Harris.
L’obiettivo, in buona sostanza, è elettorale.
“Sto mandando – ha detto Joe Biden in una nota diffusa dalla Casa Bianca – il segretario di stato Blinken in Israele per riaffermare il mio ferreo sostegno alla sicurezza di Israele, continuare i nostri intensi sforzi per concludere questo accordo e sottolineare che con l’accordo sul cessate il fuoco completo e sul rilascio degli ostaggi ora in vista, nessuno nella regione dovrebbe intraprendere azioni per minare questo processo”.
E la mina è arrivata in tempo reale, con Hamas che parla di “atmosfera falsamente positiva.
Sembra di essere a Ginevra dove si è fatta una grande riunione per raggiungere il cessate il fuoco tra Ucraina e Russia senza la Russia.
Anche in questo caso i presenti facevano la pace allo specchio, ossia la pace con se stessi.
Hamas, che non sta partecipando in modo diretto ai negoziati non sembra percepire al momento “alcun segnale positivo”.
Il portavoce del movimento islamista, Osama Hamdan, ha detto ad Al Jazeera di non avere ancora un quadro chiaro dello stato in cui si trovino i negoziati, aggiungendo di non aver motivo di credere che Israele stia inviando segnali positivi.
“I mediatori stanno ancora parlando di colmare le lacune, ma è chiaro che la parte israeliana sta aggiungendo altre condizioni, parlando di nuove questioni – ha dichiarato Hamdan-. Credo che stiano cercando di indebolire il processo” negoziale.
In particolare, Hamdan ha respinto la prospettiva che Israele mantenga il controllo della sicurezza sul corridoio di Filadelfia di Gaza, affermando che Hamas continua a chiedere un “ritiro completo” dalla Striscia, su cui aveva precedentemente ricevuto rassicurazioni dai mediatori.
Se Israele trasmettesse “segnali positivi”, Hamas sarebbe disposta a partecipare ai colloqui, ma ciò non è ancora accaduto, ha affermato ancora il portavoce. Insomma, i risultati dei colloqui a Doha non sono in linea con l’ultima proposta avanzata all’inizio di luglio, pertanto Hamas respinge le nuove condizioni di accordo su Gaza
Lo hanno detto all’AFP due leader del movimento islamico palestinese, al termine dei due giorni di negoziati a Doha. Le “nuove” condizioni richiedono il mantenimento delle truppe israeliane nella Striscia di Gaza, lungo il confine con l’Egitto, ha detto una delle fonti. “Non accetteremo altro che un cessate il fuoco completo, un ritiro completo delle truppe israeliane dalla Striscia, il ritorno degli sfollati e un accordo per lo scambio” di ostaggi israeliani con prigionieri palestinesi, ha aggiunto.
E Israele? Siamo proprio sicuri che intenda regalare a Joe Biden e a Kamala Harris una tregua che consenta alla candidata Dem alla casa Bianca di presentarsi come colei che può ricevere i voti sia dei filo israeliani, sia dei filo palestinesi?
A parole, sicuramente Tel Aviv assicura la massima collaborazione, ma nei fatti fa la guerra.
Aerei da combattimento israeliani hanno colpito ieri alcuni edifici utilizzati da Hezbollah a Maroun al Ras e Ayta ash-Shab, nel sud del Libano.
L’IDF conferma di aver lanciato un attacco aereo nella città di Nabatieh, nel Libano meridionale, affermando che l’obiettivo era un deposito di armi utilizzato dal gruppo terroristico Hezbollah. L’esercito israeliano ha affermato di aver colpito gli edifici utilizzati da Hezbollah nei villaggi di Hanine e Maroun al-Ras.
L’esercito israeliano ha inoltre chiesto ai civili di evacuare le aree nel nord di Khan Younis e nella parte orientale di Deir al-Balah della striscia di Gaza affermando che le forze armate avevano intenzione di rispondere al lancio di razzi che avevano come obiettivo Israele.
L’esercito ha dichiarato di aver chiesto ai residenti di evacuare attraverso volantini, SMS, telefonate, trasmissioni in arabo e messaggi vocali registrati.
Nel frattempo si fa melina.
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty al termine di un confronto col suo omologo francese, Stèphane Séjòurné, di passaggio al Cairo, dopo le precedenti tappe in Libano, in Israele e nei Territori palestinesi, ha detto che in vista dei negoziati su Gaza, in agenda in Egitto la prossima settimana, “ci sono alcune lacune che stiamo affrontando”, ma un patto “è possibile” se Israele e Hamas hanno la “volontà politica” di raggiungerlo.
Vattelapesca.
Come già detto, le illusioni di Biden sono già state mandate a quel paese da Hamas.
Un alto funzionario di Hamas ha liquidato, infatti, come “illusione” l’ottimismo del presidente degli Stati Uniti Joe Biden che ha parlato di accordo “più vicino” sulla tregua a Gaza dopo l’ultimo round di negoziati a Doha. “Dire che ci stiamo avvicinando a un accordo è un’illusione”, ha affermato Sami Abu Zuhri, membro dell’ufficio politico di Hamas. “Non siamo davanti a un accordo o delle vere negoziazioni, ma piuttosto all’imposizione di diktat americani”.
Per non far mancare nulla alle tensioni, è arrivato il monito dei ministri degli Esteri francese, Stèphane Séjourne’, e britannico, David Lammy, al termine di una visita congiunta in Israele e nei Territori palestinesi occupati, i quali hanno congiuntamente affermato che gli attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata “rischiano di compromettere gli sforzi diplomatici in corso”.
I due capi della diplomazia di Parigi e Londra hanno condannato “con forza” la violenza dei coloni, che secondo loro “minaccia la sicurezza di israeliani e palestinesi”. In particolare, hanno fatto riferimento all’operazione condotta da decine di coloni che due giorni fa hanno preso d’assalto un villaggio palestinese vicino alla città di Kalkiliya, sparando a un uomo palestinese di 23 anni e ferendone gravemente un altro, oltre a incendiare veicoli e causare altri danni alle proprietà.
Per arrivare ad una pausa pur che sia, si è messo di mezzo anche l’Onu, le cui esternazioni sono state più volte rimandate al mittente da Israele.
Il Ministero della Sanità di Gaza ha sostenuto che nel territorio palestinese è stato riscontrato il primo caso di poliomielite e le Nazioni Unite hanno chiesto con urgenza una pausa di sette giorni nei combattimenti per poter vaccinare 640.000 bambini mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità vuole inviare 1,2 milioni di vaccini.
Oggi il segretario di Stato americano Antony Blinken sarà per l’ennesima volta in Israele. Domani è programmato l’incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu.
L’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha espresso apprezzamento per gli sforzi compiuti dagli Stati Uniti e da altri mediatori nel tentativo di convincere Hamas ad accettare un accordo sulla presa degli ostaggi.
In una nota si legge: “I principi fondamentali di Israele sono ben noti ai mediatori e agli Stati Uniti, e Israele spera che la loro pressione conduca Hamas ad accettare i principi del 27 maggio, in modo che i dettagli dell’accordo possano essere implementati”.
La dichiarazione dell’ufficio di Netanyahu fa riferimento alla proposta di accordo sugli ostaggi avanzata da Israele a fine maggio.
Proposta rifiutata da Hamas.
La partita è tutta giocata sul tempo, con Biden che vuol portare a casa un risultato da spendere nelle elezioni e Hamas e Israele che non hanno alcuna intenzione, nei fatti, di arrivare ad un accordo.
Dietro le quinte si muovono scenari più ampi, che riguardano l’Iran, i rapporti tra sunniti e sciiti, gli intrecci con Russia e Cina e anche la guerra in Ucraina.
Nessuno degli attori ha intenzione di regalare a Biden voti gratuitamente.
Nel frattempo gli Usa restano incollati a Israele, non potendo fare altrimenti.
Il Times of Israel riporta le parole di un funzionario USA, il quale afferma: “Faremo tutto il necessario per difendere Israele da eventuali attacchi da parte dell’Iran”.
Gli Stati Uniti, infatti, secondo l’alto funzionario Usa, hanno spostato una quantità significativa di risorse militari in modo coordinato con i partner e gli alleati, tra cui i francesi, gli inglesi e altri, per garantire ”di avere tutto in posizione per ogni possibile contingenza”.
”Faremo tutto il necessario per difendere Israele da eventuali attacchi da parte dell’Iran – ha dichiarato l’alto funzionario citato dal Times of Israel – Ci siamo anche impegnati in una vasta attività diplomatica nella regione per chiarire le conseguenze di un eventuale attacco”.
Biden continua a guardarsi allo specchio.





