
di Angelo Ciccarella
Gli scienziati di Harvard ipotizzano che i piloti dei dischi volanti siano dei terrestri imboscati. Bella scoperta. Ma oggi vi parlo di USA ed elezioni presidenziali.
Non sono documentato come Matt Martini sulla politica internazionale e non mi metto nemmeno ad almanaccare su complotti e illuminati, cerco solo di vederci chiaro.
Soltanto ora i media americani e italiani scoprono che il Presidente Joe Biden non sia in grado di battersi con l’odiato Trump, per raggiunti limiti d’età. Ma guarda un po’: le redini del mondo occidentale sono nelle mani di una persona affetta da demenza senile.
I Dem sono nel panico, anche perché spetta all’attuale inquilino della Casa Bianca farsi da parte o meno. Ma c’è pure un altro problema. Chi sarebbe il sostituto?
Non credo che ci sia la fila per candidarsi. Donald Trump gode del sostegno dei repubblicani, dei moderati e di buona parte della classe lavoratrice e a meno di “impicci e imbrogli”, la vittoria sarà sua.
A Bruxelles la vittoria del biondo tycoon è vista come la peste, per non parlare dei radical chic di casa nostra che tremano al solo pensiero di trovarsi di fronte quello che considerano il male assoluto.
Una volta al comando, Trump penserebbe unicamente agli interessi dei suoi connazionali, a difendere il PIL e a dare meno potere alle banche; soprattutto non entrerà in guerra, patteggerà con Putin, e aprirà un nuovo dialogo con la Cina.
Sarebbe nel nostro interesse se vincesse, ma da noi anche le destre sono confuse.
La verità dei fatti equivale a infilare le mani alla cieca in un covo di vipere. Le tendenze fondamentali del nostro tempo quali la tecnica, la sparizione del reale e la globalizzazione della miseria spirituale, ci parlano di fine più che di nuovo inizio.
L’inversione della catastrofe spetterà a noi risvegliati, o attendiamo che tutto si compia?
La secolarizzazione avanza e impregna le nostre esistenze, da New York passando anche per Viterbo.
La scomparsa di quello che può chiamarsi Europa, e quindi Occidente, è un atto rituale propedeutico all’abbraccio finale.
Certo, nel caos di questa sconfitta universale, si possono equivocare degli eventi contingenti quali vittorie …
Prima di svernare, vorrei vedere i cavalli cosacchi abbeverarsi in San Pietro, mentre i cardinali del Conclave pendono dalla forca. Un sogno?





