di Angelo Ciccarella
Accedere ai mondi invisibili senza la comunione con Dio è da stolti, non di rado s’incontrano demoni mascherati da spiriti ascesi. Non si bussa senza chiedere permesso.
Chi mi conosce sa che seguo un ‘fruttarolo’ che apre le porte che non ci sono. Noi dell’Anonima Talenti non abbiamo fondato nessuna scuola esoterica né setta. Abbiamo gratuitamente ricevuto e ci adoperiamo tutti nella difficile operazione del Passaggio della Fiaccola. I nostri compiti sono quelli di portare luce dove primeggiano le tenebre, sorvegliare i punti d’inserimento e lenire i dolori della gente. Possibilmente in perfetto anonimato.
La mia recente polemica col signor Andrea Franco, che rispetto e stimo, sull’antroposofia, mi porta a riflettere senza pretendere di essere esauriente e sistematico. Di fronte alla molteplicità delle vie spirituali, si prova un senso di fascinazione ma pure di vertigine. È tutto da vedere se la varietà delle scelte possibili determinerà una augurabile vitalità oppure la riduzione della religione a oggetto di consumo nel libero mercato delle esperienze umane. Oggi c’è un grandissimo rischio, quello della perdita del sacro, ma sarebbe altrettanto grave credere che la moltiplicazione di forme di espressione religiosa indichino automaticamente una rinascita spirituale.
Credo che chi si accinga a intraprendere la Via, ricerchi la Verità e che questa si manifesti attraverso la conoscenza di Dio. Esperienza estrema, intensa, vissuta dall’anima come personale grande realtà: ciò avviene per rivelazione diretta, per contatto da spirito a spirito. Beninteso, la Luce della Verità è vista secondo la capacità intellettiva di mente e cuore di ciascuno di noi. Il nostro intelletto è attivato e risvegliato diversamente da quello di un altro, anche se la Causa è la stessa.
Ciò che contesto all’antroposofia e ad altre forme di orientamento esoterico, è il tentativo velleitario di procedere seguendo procedimenti definiti, schemi. Il signor Franco dovrebbe prendere in considerazione che solo Dio concede la Grazia di accedere alle più alte rivelazioni. Lo Spirito scende sull’essere che prega e medita. Per Steiner Dio non è personale e Cristo avrebbe due nature, ecc. e già tali credenze di derivazione teosofica, ma si rifanno ad antiche eresie, lo allontanano dal Vero e pongono i seguaci sulla falsa pista. Non lo dico io, ma frotte di pellegrini dell’Assoluto che in millenni hanno seguito Cristo. Piegare i testi sacri alle proprie congetture, è un atteggiamento tipico del settario, come ce ne sono stati tanti. Base di ogni percorso spirituale è la fede, che è certezza della Verità, prescienza del realizzabile, è quella torcia che Dio ha posto nella nostra anima per illuminarla e guidarla, per istruirla ed elevarla. Si vive di fede, caro Franco, e solo Dio supplisce alle nostre manchevolezze. I sensi pongono il dubbio, la fede non inganna. Senza l’ancoraggio divino si incontrano aggregati psichici, illusioni, allucinazioni, che costellano l’esperienza dei naviganti senza bussola. Steiner ha viaggiato a lungo a fari spenti nella notte, credendo di scoprire una via ma era un burrone. Se avessi seguito Scandurra senza l’amore di Dio, senza il collegamento col Cielo, avrei accumulato poteri e ricchezze da diventare un titano, un dannato imprigionato su questo lembo di universo.




