Home Politica SOCIALISTI, PPE E LIBERALI SCELGONO URSULA. MELONI: “NOMINE SBAGLIATE”

SOCIALISTI, PPE E LIBERALI SCELGONO URSULA. MELONI: “NOMINE SBAGLIATE”

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I partiti della ex maggioranza Ursula hanno scelto il bis per la von der Leyen e il via libera a Costa e Kallas.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è stata nominata per un secondo mandato alla presidenza, il socialista Costa eletto presidente del Consiglio europeo, Kallas Alto rappresentante per la politica estera.

Vien da ridere, se non fosse che siamo di fronte ad una tracotanza surreale.

Giorgia Meloni ha detto no a nomine sbagliate per rispetto del voto dei cittadini.

“La proposta formulata da popolari, socialisti e liberali per i nuovi vertici europei – ha affermato Giorgia Meloni – è sbagliata nel metodo e nel merito. Ho deciso di non sostenerla per rispetto dei cittadini e delle indicazioni che da quei cittadini sono arrivate con le elezioni. Continuiamo a lavorare per dare finalmente all’Italia il peso che le compete in Europa”.

I prossimi saranno giorni di trattative intense, sotterranee, con il governo pronto a rilanciare la richiesta di una delega di peso. Ma, dall’altra parte, il muro dei socialisti e dei liberali è destinati ad alzarsi ulteriormente.

Giorgia Meloni,tuttavia, ha intenzione di tirare dritto.

“Accodarsi non serve a uscire dall’isolamento. Non sono d’accordo che il voto contrario mette a rischio la nostra posizione in Ue. Sarebbe vergognoso se ce la facessero pagare”, ha avvertito Meloni.

L’approvazione del governo italiano, comunque, non era necessaria, dato che le nomine vengono decise a maggioranza qualificata, cioè con il sostegno di 15 Stati su 27 che abbiano almeno il 65% della popolazione complessiva.

Salvini ha commentato: “Ennesimo gesto di arroganza e mancanza di rispetto per i cittadini che hanno chiesto il cambiamento da parte di Bruxelles, mentre i burocrati europei hanno riconfermato Ursula von der Leyen in una squadra con la sinistra e i socialisti che hanno fatto tanti danni in questi 5 anni. È un colpo di Stato europeo, e la democrazia ci impone di reagire con tutti i mezzi possibili: come Lega stiamo lavorando per un grande gruppo alternativo che porti nei palazzi di Bruxelles la voglia di cambiamento voluta da milioni di europei”.

Il premier ungherese Viktor Orban definisce “vergognoso” l’accordo raggiunto e attacca: “Gli elettori sono stati ingannati”.

E’ partita, nel frattempo, l’operazione vaselina.

Von der Leyen ha fatto sapere: “Sì, Meloni si è astenuta sulla mia nomina, ma è importante lavorare bene al Consiglio con l’Italia, così come con gli altri Stati membri, è un principio che seguo sempre”.

Il premier olandese Rutte, intanto, assicura che la premier Meloni “non è esclusa” dalle nomine.

Il problema, alla faccia di socialisti, Ppe e liberali, è che non si esclude la Meloni, si esclude l’Italia, con tutte le conseguenze del caso.

Un’Europa che è già un ectoplasma verde, per la tracotanza di socialisti e liberali e la incapacità a capire il vento che tira del Ppe, rischia l’inesistenza geostrategica.

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  • Redazione

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