Nessuna mediazione con chi ha rubato l’identità della sinistra
Lo scenario politico sta cambiando con una velocità da fine epoca. L’arresto del principe (ex) Andrea d’Inghilterra è un colpo mortale alla corona inglese e a quello che rimane della credibilità di un impero coloniale ormai ridotto in mutande.
Se Carlo III avesse un minimo di senso di responsabilità abdicherebbe, liberando il campo e dando al principe William la possibilità di ripulire l’immagine di una monarchia ormai alla deriva.
L’arresto di Andrea è solo, per ora, l’ultimo colpo ad un sistema che sta crollando a pezzi sotto i nostri occhi, ma anche la fine ingloriosa di un principe in manette è solo una delle puntate della slavina in atto.
Negli Usa, infatti, dopo la notizia dell’arresto di Andrea, si sta scatenando lo tsunami che riguarda la domanda, ormai ineludibile, del motivo per il quale negli States, nonostante la pubblicazione dei file di Epstein, non si sia proceduto ad alcun arresto.
La ribelle del Maga Marjorie Taylor Greene ha criticato duramente l’amministrazione per non aver effettuato alcun arresto.
“Il Regno Unito ha arrestato Andrew a causa dei fascicoli su Epstein e qui non abbiamo avuto alcun arresto o indagine correlata a Epstein dalla pubblicazione dei fascicoli”, ha scritto Taylor Greene su X.
Ovviamente non spetta a Trump emettere mandati di cattura, ma negli Usa sta diventando inevitabile che qualche autorità giudiziaria provveda a far scattare manette.
La bufera sta montando e crea agitazioni scomposte tra i progressisti, che dai file di Epstein escono come componenti principali del sistema morente.
Per rimanere in Italia, all’origine dell’attuale agitazione scomposta dei progressisti sedicenti di sinistra c’è un furto di identità, con i partiti nati dal ceppo ulivista che si sono appropriati del marchio della sinistra, essendo loro, al contrario, lo strumento del globalismo finanziario e neo coloniale.
Ogni stagione politica esprime in suoi partiti politici.
Nella seconda metà del secolo scorso, dal Dopoguerra al 1991, con il mondo diviso in due blocchi e con la Guerra Fredda in atto, per quanto riguarda l’Italia c’erano in azione i partiti della cosiddetta Prima Repubblica, con una polarizzazione principale tra Dc e Pci.
La Democrazia cristiana aveva la delega dell’Impero USA, mentre il PCI quella dell’Impero sovietico.
I due imperi si guardavano in cagnesco, ma non sono mai andati oltre l’abbaio, più o meno ringhioso.
Con la caduta dell’Unione Sovietica l’Impero USA è entrato nella grande illusione del globalismo, frutto di un’alleanza tra la finanza ebraica, il neo-colonialismo delle famiglie regnanti europee e l’eccezionalismo nord americano.
Il globalismo aveva bisogno di soggetti politici diversi da quelli della Guerra Fredda e in Italia Mani Pulite (leggi CIA) ha mandato in pensione (galera, esilio) i vecchi partiti della Prima Repubblica e ha messo all’opera l’Ulivo, dal quale sono nati i partiti della Seconda Repubblica, funzionali al nuovo dettato dell’Impero.
Dettato impersonato dai Bush, dai Clinton, da Obama, da Biden e dalla Pelosi.
È in questo passaggio che si consuma il furto di identità. I partiti ulivisti non sono la DC e tanto meno il PCI e nemmeno i loro eredi, così come non sono il PSI e i partiti minori della Prima Repubblica in quanto sono i soggetti politici funzionali alla finanza globalista che si sono appropriati di un titolo, quello di “sinistra”, che non gli spetta.
Il furto di identità non è avvenuto solo in Italia, ma ha riguardato l’intero Vecchio continente.
Il progressismo, con i suoi connotati nazisti, si è appropriato della scena politica utilizzando un travestimento e presentandosi come sinistra.
Il cambio epocale è avvenuto nel 1992, in Italia con Mani Pulite, con la svendita del Paese dopo il summit sul Britannia, mentre nel Vecchio continente è avvenuto con la nascita del IV Reich, travestito da Unione Europea.
L’Ulivo è nato grazie all’accordo tra Romano Prodi e Massimo D’Alema e ha prodotto tutti i danni, strutturali, culturali e morali dei quali sta soffrendo attualmente il nostro Paese.
Tra tutti i danni prodotti ricordiamo l’aver fatto strame della Costituzione bombardando, su ordine Nato, ossia su ordine dell’Impero USA globalista, la Serbia al tempo del governo D’Alema Mattarella.
Ora l’Impero ha cambiato strategia.
Marco Rubio, Segretario di Stato USA, ha detto che l’era del globalismo è finita e che tutto cambia.
Agli europei Rubio ha detto che possono avviarsi verso il futuro assieme agli Usa o morire da soli nel pantano della inutile difesa di una strategia morta.
La risposta degli europei, non tutti, per fortuna, è di sbandamento politico e intellettuale e, in alcuni casi, di arroccamento.
I soggetti politici che hanno operato il furto di identità sono in piazza in mutande e sono verdi di rabbia e rossi di ira.
In Europa prevale il roth schild, lo scudo rosso in fase di arroccamento, con la Lagarde che pensa di farsi da parte per consentire ai Rothschild, perdenti e senza copertura sul terreno politico (da ambo i lati della Manica), di arroccarsi nella Bce con un personaggio macroniano, ossia con qualcuno che risponda al loro pupillo di sempre, loro creatura diventata la barzelletta politica mondiale.
In Italia si agitano, verdi di rabbia, i servi della Francia macroniana e socialista, che vedono il loro Eliseo diventato, grazie a Macron, il teatro di un avanspettacolo continuo e la sinistra francese distrutta dai bulli picchiatori portati addirittura in Parlamento. La fine ingloriosa di France Insoumise impedisce qualsiasi accordo del centro con il partito dei picchiatori.
Mentre salgono a salgono a 11 le persone fermate in Francia nell’indagine per la morte, sabato scorso a Lione, di Quentin Deranque, giovane “nazionalista” che faceva il servizio d’ordine per una manifestazione di femministe di destra, dalla strada, la battaglia si è trasferita negli ultimi giorni nei palazzi del potere, dove La France Insoumise (LFI) è accusata di legami con “La Jeune Garde”, un movimento della sinistra estrema già sciolto d’autorità lo scorso giugno.
E proprio alcuni esponenti di questo “collettivo” sarebbero fra i colpevoli del pestaggio del ventitreenne Quentin, colpito con calci e pugni alla testa quando era già a terra. Il caso sta creando scalpore anche all’estero.
Tutti i partiti francesi, a cominciare da quelli di governo, hanno lanciato un appello a La France Insoumise affinché escluda dai suoi ranghi Raphaël Arnault, eletto deputato dopo aver scoperto di essere schedato come “S”, la stessa lettera che identifica chi è a rischio radicalizzazione e terrorismo.
Sono rossi di ira, coloro che hanno attuato il frutto di identità, perché le loro teorie progressiste sono ormai, sempre più chiaramente rispondenti alla luce del sole a quelle naziste, malthusiane, eugenetiche, transumaniste.
Essere servi non li ha fatti arrossire, ma l’essere messi in piazza come tali li rende rossi d’ira.
I file di Epstein stanno facendo vedere sempre più una rete costruita ad arte è in azione su più piani.
L’esempio di Andrea d’Inghilterra è perfetto per capire.
Un principe della casa reale inglese, che è alla testa del globalismo neo coloniale, viene assecondato nei suoi vizi fino a quando, catturato, non diventa elemento di trasmissione di segreti riguardanti gli interessi del suo Paese.
La rete si serve del sesso portato anche ai limiti estremi per dominare personaggi che possono dare informazioni utili alla rete stessa.
Quando si chiede chi sia al comando della cupola globalista, evidentemente, è necessario tenere conto dell’intreccio di ricatti ad alto livello che stringe in un solo nucleo tutti quelli che possono determinare l’indirizzo politico e finanziario strategico del globalismo.
Nella cupola si ricattano a vicenda e insieme ricattano tutti coloro che si prestano ad essere ricattati. Epstein era lo strumento perfetto per attivare il ricatto. Andrea era uno ricattabile utile per ricattare uno degli elementi portanti della cupola: il colonialismo.
Negli USA, ora, c’è chi chiede a gran voce che qualcuno vada in galera. I due maggiori attenzionati dalla furia di Maga sono i due Clinton, ma come dice Shabbat Menkaura in un articolo in questo stesso numero del giornale, mettere in galera la coppia presidenziale potrebbe innescare qualcosa come l’arrivo di un meteorite sull’intero sistema USA. Impatto devastante.
Un dato, tuttavia, appare ormai certo. Marco Rubio, che è uomo legato al deep state USA, ha detto chiaro e tondo che un’era, quella del globalismo, è finita.
Gli eventi ci stanno dimostrando che Donald Trump non media. Del resto è difficile pensare che uno possa mediare con chi ha cercato di eliminarlo con le menzogne del Russia Gate e, successivamente, con un colpo di fucile alla testa. L’impressione è che Trump sappia bene chi c’era, in fila, dietro a quel grilletto e con lor signori non abbia alcuna intenzione di venire a patti.
Quel mondo rosso verde, al servizio del globalismo, che ha rubato l’identità alla sinistra, non avrà la possibilità di mediare e allora non solo sarà sempre più verde di rabbia, ma anche sempre più rosso di ira.





