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Vamos, Pedro, las urnas te están esperando

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las urnas

I sondaggi danno per vincente la destra. PPE e Vox insieme avrebbero 196 (o 204) seggi sui 176 necessari ad avere la maggioranza per governare –

Urnals electolares, urnas de votación, urnas de sufragio, ma anche urna cineraria o funeraria.

I vari significati di urnas in spagnolo ben si attagliano a quanto potrebbe accadere ilo 29 novembre, data che si dà da più parti come quella delle elezioni anticipate in Spagna, dopo che Pedro Sánchez è andato sotto per ben due volte in Parlamento e ha perso l’appoggio dei catalani.

Subito dopo il voto il PSOE ha chiamato alla mobilitazione le piazze che, già piene di chi voleva cacciare Pedro dopo Ceuta, ora fanno sognare i socialisti in quanto ritengono che la mobilitazione a difesa dei provvedimenti bocciati sia di buon augurio per i risultati elettorali.

Ne deriva che ora la maggioranza del PSOE e il governo esortano Sánchez a indire subito le elezioni: “Ora – dicono – è un’opportunità”.

“C’è una finestra di opportunità per i cittadini, che si sono risvegliati in modo forte e deciso, per esprimersi attraverso le urne”, ha sottolineato ieri il segretario generale del partito in Castiglia e León, Carlos Martínez, durante una visita a Cifuentes (Guadalajara).

Ancor prima che i voti di PP, Vox Junts respingessero venerdì i due decreti che includevano misure come il tetto massimo agli affitti e il rinnovo obbligatorio dei contratti, Carlos Martínez Mínguez aveva già lasciato intendere che, in caso di bocciatura, sarebbe stato costretto a indire nuove elezioni generali.

Domenica ha ribadito questo concetto: “Quando la politica non riesce a risolvere i problemi dei cittadini a causa dell’irresponsabile ostruzionismo dell’estrema destra, è tempo di dare voce al popolo affinché queste forme di cattiva politica possano essere sradicate in modo decisivo e impedite di radicarsi”.

Anche Emiliano García-Page (Castilla-La Mancha), Eneko Andueza (Paesi Baschi) e Álvaro Sánchez Cotrina (Estremadura) hanno chiesto pubblicamente elezioni anticipate.

Altri hanno espresso in privato la convinzione che, sebbene “non sia una decisione facile e presenti i suoi rischi”, è tempo di “andare avanti”.

Per ora, Moncloa ha annunciato che Sánchez parteciperà all’apertura del 29° Congresso Nazionale delle Imprese Familiari oggi alle 9:30.

Qualora decidesse di indire nuove elezioni, dovrebbe recarsi al Palazzo della Zarzuela prima o subito dopo l’evento per informare il Re della sua decisione. Il Re partirà per la Finlandia più tardi nella stessa mattina.

Il leader dei socialisti dell’Estremadura ha espresso il suo sostegno all’anticipo delle elezioni, sostenendo che “quando la sinistra non riesce a essere al servizio del popolo in Parlamento, proprio perché le manca la forza, è necessario dare voce ai cittadini”.

Anche il segretario generale del partito nei Paesi Baschi ritiene che sia “un buon momento per la società per decidere “, poiché le posizioni politiche dei partiti “sono sul tavolo” dopo che il governo centrale ha presentato i decreti sull’edilizia abitativa.

“Ci troviamo in una situazione molto particolare e l’opzione di indire elezioni anticipate è sul tavolo”, ha dichiarato Andueza in un’intervista alla radio Naiz Irratia.

Fin qui le urne elettorali. Per quanto riguarda le urne cinerarie parlano i sondaggi.

Se prendiamo come riferimento un’eventuale elezione generale anticipata il 29 novembre 2026, oggi, 4 ottobre, il quadro dei sondaggi spagnoli è abbastanza netto sul piano dei blocchi, anche se i singoli istituti differiscono parecchio sulle forze della sinistra.

Sondaggi più recenti

sondaggi elettorali Spagna

 

*Il dato Sumar di PolitPro è particolarmente diverso dagli altri perché si tratta di una stima/modello KI, non di un normale sondaggio demoscopico.

La fotografia più interessante

Il sondaggio Ateneo del Dato/elDiario, realizzato tra il 29 settembre e il 1° ottobre su 1.500 persone, dà:

PP: 33,2%

PSOE: 27,5%

Vox: 19,2%

Sumar: 7,0%

Podemos: 3,3%

con una stima di 129–141 seggi per il PP, 102–109 per il PSOE, 62–71 per Vox e 10–14 per Sumar, oltre a 2 per Podemos.

Quindi, prendendo il valore centrale, PP + Vox sarebbero intorno a 196 deputati, sopra la soglia dei 176 necessari per la maggioranza assoluta. È importante però che questa è una stima di seggi di un singolo sondaggio, non una previsione dell’esito.

Anche il sondaggio Sigma Dos è molto simile

L’ultimo barometro Sigma Dos, pubblicato a settembre, dava:

PP 33,1% — PSOE 25,4% — Vox 17,9% — Sumar 6,6% — Podemos 2,8%.

La proiezione era di 143 seggi PP, 101 PSOE e 61 Vox.

E SocioMétrica, a fine settembre, rilevava 33,9% PP, 25,7% PSOE e 18,0% Vox.

Il punto politico-elettorale da tenere distinto

C’è però una cosa molto importante: il CIS è un’anomalia rispetto alla maggior parte dei sondaggi privati. Il barometro CIS di settembre dava ancora il PSOE davanti al PP di 5,5 punti, con Vox in crescita.

Al contrario, la grande maggioranza dei sondaggi privati recenti mette il PP davanti al PSOE. Una sintesi pubblicata il 3 ottobre da El País rileva inoltre che, nelle simulazioni del proprio modello, PP e Vox raggiungono complessivamente quasi 200 seggi e la maggioranza nei 9 casi su 10 considerati dal modello.

Se l’elezione fosse davvero il 29 novembre il quadro potrebbe essere:

sondaggi elettorali Spagna

 

La distanza tra i due blocchi è attualmente molto più ampia di quella che emerge semplicemente guardando PP contro PSOE. Il nodo è soprattutto il rapporto PP–Vox e, dall’altra parte, la frammentazione PSOE–Sumar–Podemos.

La situazione politica è molto fluida: dopo la bocciatura dei decreti sulla vivienda, Sánchez sta effettivamente valutando un anticipo; se decidesse di sciogliere le Cortes, il 29 novembre sarebbe la prima data elettorale disponibile.

Autore

  • Desina Novalis

    Segretaria di professione, detective per passione, ama far luce sui punti oscuri di cronaca, politica nazionale ed estera.

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