di Alessandro Roazzi
L’incapacità di questa classe politica è “insensibile” perfino di fronte a questa riflessione: tre anni di inflazione senza alcuna proposta politica degna di questo nome. Ed in quella inconsistenza ci entrano tutti i presunti leader: Conte, Meloni, Schlein, Letta, i sinistri da salotto, Tajani, Salvini, Calenda e Renzi.
In termini di proposta di sono rivelati uno zero assoluto. Abbiamo resistito perché l’inflazione gonfiandosi ha certo distrutto il potere d’acquisto a danno dei redditi più’ modesti (l’euro ha perso il 20% del potere d’acquisto a quanto si dice), ma al tempo stesso ha frenato la corsa del debito salito dal 2021 di soli cinque punti a fronte delle uscite pazze”, ma necessitate, del periodo. Inoltre l’attivo delle partite correnti ci ha permesso di galleggiare, anche se i flussi commerciali più positivi hanno veleggiato verso le…coste cinesi. Tutto dire.
In realtà una strategia antinflazione reale, come priorita, non si e’ vista, non si e’ sentita, non se ne e’ parlato…come le famose tre scimmiette. Invece dei sondaggi, che misurano una ridicola popolarità di comparse inconcludenti, si dovrebbe indicare la classifica dei peggiori, tanto per fare un minimo di chiarezza. Sempre che negli ultimi gradini ci sia abbastanza posto.
Tre anni non sono pochi, divorano risparmio, prospettive, minano la struttura industriale, rendono più incerti i diritti del lavoro, seminano insofferenza (quella che va a destra, a prescindere), ingessano diseguaglianze, creano corti circuiti ovunque.
Invecchiano un mondo che avrebbe bisogno invece di rinascere. Ma non invecchia soltanto una categoria di persone: coloro che dovrebbero proporre ricette, progetti, soluzioni. E non e’ un problema di “ritocchi estetici”…




