Home Cultura Teosofi e Teosofisti, Massoni e Massonisti – Parte 1

Teosofi e Teosofisti, Massoni e Massonisti – Parte 1

0
Teosofi e Teosofisti, Massoni e Massonisti

La galassia di chi dice di essere quello che non è, rinunciando ad essere quello che è

L’Equinozio d’autunno segna, nell’anno massonico, la ripresa delle attività delle Officine massoniche ed è, oggi più che mai, necessario, per non creare inutili equivoci e altrettanto inutili strumentalizzazioni, distinguere, così come ha fatto René Guénon, tra Teosofi e Teosofisti, tra Massoni e Massonisti.

Confusioni che si prestano a strumentalizzazioni avvengono quando i Teosofisti pretendono di essere Teosofi o quando i Massonisti pretendono di essere Massoni.

Il peggio avviene quando Teosofisti e Massonisti, accorpati in un unico insieme, pretendono di essere Teosofi e Massoni.

La galassia di chi dice di essere quello che non è fa sì che rinunci ad essere quello che è, ossia il seguace di questa o di quella ideologia o di questa o di quella religione, perdendo così identità e assumendo quella altrui.

Deve essere chiaro che ogni approccio alla conoscenza e al sacro, in qualunque modo esso sia attuato, è degno di essere considerato nella sua autenticità e, proprio per questo, è necessario evitare confusioni, sincretismi o, peggio, travestimenti e furti di identità.

La Massoneria correttamente intesa

I Massoni sono gli iniziati alla Massoneria correttamente intesa, che trova il proprio fondamento storico-simbolico nella tradizione degli Old Charges, cioè gli antichi manoscritti e costituzioni del mestiere muratorio.

In questo quadro, la genealogia tradizionale non è costruita su “Maestri invisibili”, gerarchie astrali o rivelazioni medianiche, ma su una trasmissione sapienziale associata a figure come: Euclide (la geometria come ordine intelligibile e fondamento dell’arte muratoria); Pitagora (numero, proporzione, armonia e rapporto tra cosmo e forma); Ermete Trismegisto (la sapienza ermetica come componente della tradizione filosofico-religiosa antica). I tre riferimenti tradizionali rinviano alle parole principiali, che esprimono concetti principiali e che appartengono alle radici della filosofia occidentale.

Nelle testimonianze su Parmenide (in “Parmenide – L’Origine” a cura di Angelo Tonelli) leggiamo: “Zenone e Parmenide di Elea: anche loro appartenevano alla scuola pitagorica”. (Photius, Bibl.c. 249 (Vit.Pyt.) p. 439° 36.

Un’altra citazione è ripresa da Simpl. Phys. 25, 19: “Empedocle di Agrigento, che visse non molto dopo Anassagora, fu ammiratore e discepolo di Parmenide, e ancor più dei pitagorici”.

Ancora: “Per chi svolta, si presenta un’altra insenatura in cui sorge una città, che i Focesi suoi fondatori chiamarono «Yele», e altri «Ele» dal nome di una fonte, e che adesso chiamano «Elea».

Da essa provennero Parmenide e Zenone, pitagorici. Mi pare che essa abbia avuto buone leggi per opera loro e anche prima”. (Strabone, VI, 1. 252).

Anche il solo riferimento a Pitagora ci rinvia alla radice della filosofia occidentale, sorta in un contesto che a sua volta rinvia ai Riti Eleusini, alla iatromanzia, ad una sapienza capace di uno sguardo noetico e adusa all’ascolto intuitivo.

I Riti Eleusini, come ritengono alcuni studiosi, sono la trasposizione ellenica dei Riti di Iside e di Osiride, la qual cosa ci riconduce al riferimento assiale egizio, indicatoci dagli Old Charges: Ermete Trismegisto.

Gli scritti attribuiti a Ermete Trismegisto costituiscono il nucleo della tradizione ermetica, una corrente filosofico-religiosa sincretica di epoca tardo-ellenistica (principalmente II-III secolo d.C.), che fonde elementi greci, egizi e giudaici.

Ermete Trismegisto (“tre volte grande”) è una figura leggendaria, sincretistica tra il dio greco Hermes e l’egizio Thoth. L’opera principale è il Corpus Hermeticum (o “Corpo Ermetico”), una raccolta di trattati filosofico-religiosi in greco, compilata in epoca bizantina.

Contiene tipicamente 17 trattati (o 18 a seconda delle edizioni), più il dialogo Asclepius (o Discorso perfetto), sopravvissuto principalmente in latino.

Questi testi trattano temi come la natura del Dio unico (il Bene, l’Uno), la creazione del cosmo, l’anima umana, la gnosi, l’immortalità, il rapporto tra macrocosmo e microcosmo.

In particolare, l’Asclepius (o Logos teleios) è un dialogo tra Ermete e Asclepio su teologia, cosmologia e la sacralità dell’Egitto. Contiene famose parti sulla “animazione” delle statue (telestiké).

Famosa è la Tavola Smeraldina (Tabula Smaragdina): breve testo alchemico attribuito a Ermete, molto influente nel Medioevo e nel Rinascimento. Ci sono, inoltre testi “tecnici” (astrologia, alchimia, magia) distinti da quelli “filosofici”.

I testi furono redatti probabilmente tra il I e il III secolo d.C. in Egitto greco-romano. Nel Rinascimento furono tradotti in latino da Marsilio Ficino (su incarico di Cosimo de’ Medici) e influenzarono profondamente la filosofia, l’alchimia e l’esoterismo europei (da Pico della Mirandola a Giordano Bruno).

L’opera principale di Euclide, “Gli Elementi” (in greco antico: Στοιχεῖα, Stoicheia), è stata composta intorno al 300 a.C. e si tratta della più importante opera matematica giunta a noi dall’antichità greca e una delle opere più influenti nella storia della matematica e della scienza in generale.

Euclide (vissuto ad Alessandria d’Egitto) non inventò ex novo tutti i contenuti, ma raccolse, organizzò e sistematizzò in modo rigoroso i risultati dei matematici precedenti (come Pitagora, Talete, Eudosso), presentandoli per la prima volta in forma assiomatico-deduttiva.

L’opera è composta da 13 libri (alcune edizioni antiche ne includono altri due, attribuiti però ad autori successivi). È organizzata in definizioni, postulati (o assiomi), proposizioni (teoremi) e dimostrazioni.

Tra i contenuti più famosi ci sono il Teorema di Pitagora, le proprietà delle parallele, la costruzione di figure geometriche con riga e compasso e il quinto postulato (quello delle parallele), che ha dato origine in seguito alle geometrie non euclidee.

Quello di Euclide è il primo grande esempio di sistema assiomatico nella storia (da pochi assiomi evidenti si deduce logicamente tutto il resto), fu usato come testo base per l’insegnamento della matematica per oltre 2000 anni, fino al XIX – XX secolo e influenzò enormemente la filosofia (pensiero deduttivo), la scienza e l’educazione.

Pitagora di Samo (circa 570 – 495 a.C.) è una delle figure più affascinanti e complesse dell’antichità greca: matematico, filosofo, sapiente, fondatore di una comunità religiosa-filosofica e figura con tratti di iatromante (guaritore-profeta o sciamano).

Le sue teorie rivelano legami con l’orfismo (culto misterico legato a Orfeo), ma Pitagora introduce un’innovazione decisiva: la conoscenza (soprattutto matematica e scientifica), che diventa lo strumento principale di purificazione. L’ignoranza è una colpa e lo studio è un cammino etico e spirituale.

Non è questo il luogo nel quale approfondire le singole figure alle quali ci rinviano gli Old Charges, ma è necessario incardinare le radici massoniche in questa profonda tradizione sapienziale.

La Massoneria nei secoli

Nei secoli la Massoneria ha realizzato, concretizzato, tramandato concetti sacri elaborati in ambienti sacri da eterie di iniziati: la Casa della Vita egizia, i templi greci, le basiliche romane, le chiese romaniche e le cattedrali gotiche.

Lo ha fatto con il potente linguaggio dei simboli, capace anche di superare le barriere della tracotanza di poteri temporanei che hanno tentato di imbrigliare nell’ideologia del momento la ricerca della verità o il cammino verso l’Origine.

Lo ha fatto con un bagaglio culturale che gli Old Charges hanno evidenziato e che rinvia ad una cultura universale.

La Massoneria non aveva bisogno delle regolette di un prete protestante al servizio di un re inglese della dinastia tedesca degli Hannover che aveva esiliato la dinastia Steward, custode della Massoneria tradizionale.

“Secondo noi – scrive Réne Guénon – occorre andare in qualche modo contro l’opinione corrente e considerare la «Massoneria speculativa», sotto molti aspetti, come una degenerazione della «Massoneria operativa».

In effetti, quest’ultima era veramente completa nel suo ordine, dal momento che possedeva insieme la teoria e la pratica corrispondente; e questa sua denominazione, sotto questo aspetto, può essere intesa come un’allusione alle «operazioni» dell’«arte sacra», di cui la costruzione secondo le regole tradizionali era una delle applicazioni.

Quanto alla «Massoneria speculativa», che d’altronde è nata nel momento in cui le corporazioni di costruttori erano in piena decadenza, la sua denominazione indica molto chiaramente che essa è limitata alla «speculazione» pura e semplice, vale a dire ad una teoria senza alcuna realizzazione; e certamente sarebbe un errore dei più strani se si volesse considerare un tal fatto come un «progresso»”. [i]

Qui giunto René Guènon affronta la questione cruciale.

“Se si fosse trattato solo di un impoverimento – scrive sempre Guénon a proposito della Massoneria moderna – il male non sarebbe poi così grande com’è in realtà, ma, come abbiamo detto più volte, all’inizio del XVIII secolo si è verificata in più una vera deviazione al momento della costituzione della Gran Loggia d’Inghilterra, la quale fu il punto di partenza di tutta la Massoneria moderna”.

“Un’altra idea che è altrettanto importante rettificare – scrive sempre Guénon -, è quella secondo la quale l’impiego di forme simboliche sarebbe stato semplicemente imposto da ragioni di prudenza. […]. Ora, il simbolismo è precisamente il modo d’espressione normale delle conoscenze di questo tipo, ed è questa la sua vera ragion d’essere, in tutti i tempi ed in tutti i paesi, anche lì ove non vi è proprio nulla da dissimulare; e questo, molto semplicemente, perché vi sono delle cose che, per loro stessa natura, non possono esprimersi altrimenti che sotto tale forma. […]. Se si vuole andare in fondo alla questione, occorre vedere nel simbolismo dei costruttori l’espressione di alcune scienze tradizionali, che si riallacciano a quello che, in maniera generale, si può indicare col nome di «ermetismo»”. [ii]

A chi ben intende il cammino della conoscenza giunge il richiamo delle parole principiali, pronunciate dai (σοφοί) sophoi, i sapienti, coloro che sapevano usare la νόησις (nóēsis), l’intuizione intellettiva e la conoscenza diretta e immediata delle verità supreme.

Nóēsis è termine derivante dal verbo noein (νοεῖν), che significa “intuire” “pensare”, “percepire” o “comprendere”, ma anche rapporto diretto tra il Nous (Brahman) e nous (Atman), tra il nostro Sé profondo, se vogliamo chiamarlo così, e “il cuore che non trema della ben rotonda Verità”.  (Parmenide, Περί Φύσεως, Perí Physeos).

La Massoneria tradizionale afferma, nel suo linguaggio originario, una sapienza da studiare, comprendere e praticare, non una dottrina rivelata da superiori invisibili ai quali l’iniziato deve obbedienza.

Questa differenza è essenziale. Il riferimento a Euclide, Pitagora ed Ermete appartiene a una storia tradizionale della conoscenza, mentre l’introduzione di “Great Ones”, “Maestri occulti”, gerarchie spirituali o rivelazioni esoteriche ricevute da entità superiori costituisce un’altra costruzione ideologica, che può rivestirsi di forme massoniche, ma non è la Massoneria storica.

La Massoneria autenticamente intesa non nasce dalla teosofia moderna, né da una gerarchia di Maestri invisibili. Il suo riferimento tradizionale è costituito dagli Old Charges e dalla memoria delle arti liberali, della geometria e della filosofia antica: Euclide, Pitagora, Ermete Trismegisto.

Essa propone un cammino di conoscenza, disciplina e perfezionamento dell’uomo, non la subordinazione a un apparato di autorità occulte.

Teosofia non è Teosofismo

Nel suo “Il Teosofismo – Storia di una pseudo-religione”, René Guénon, distingue tra teosofismo e teosofia e scrive: “Senza cercare di approfondire, qui, la natura di tali dottrine, possiamo dire che esse hanno come elementi comuni e fondamentali delle concezioni più o meno strettamente esoteriche, di ispirazione religiosa o almeno mistica, benché, senza dubbio, di un misticismo un po’ speciale, e si richiamano ad una tradizione propriamente occidentale la cui base è sempre, sotto una forma o l’altra, il Cristianesimo. Tali sono, per esempio, le dottrine di Jacob Böhme, di Gichtel, di William. Law, di Jane Lead, di Swedenborg, di Louis-Claude de Saint-Martin, di Eckartshausen; senza con questo pretendere di offrire un elenco completo, ma limitandoci a citare qualche personaggio fra i più conosciuti. Ora, l’organizzazione che si chiama attualmente “Società Teosofica”, di cui qui intendiamo occuparci esclusivamente, non dipende da nessuna scuola che si ricolleghi, neanche indirettamente, ad alcuna di tali dottrine; la sua fondatrice, M.me Blavatsky, ha solo potuto avere una conoscenza più o meno completa degli scritti di alcuni teosofi, in particolare di Jacob Böhme, e da qui attingere alcune delle idee che inserirà nelle sue opere, insieme a moltissimi altri elementi della più diversa provenienza; ma questo è tutto quello che è possibile ammettere nei riguardi di un presunto collegamento”. [iii]

“In generale – aggiunge Guénon -, le teorie più o meno coerenti che sono state enunciate e sostenute dai capi della Società Teosofica non hanno alcuno dei caratteri che noi abbiamo indicati, a parte il preteso esoterismo: esse si presentano, d’altronde falsamente, come aventi un’origine orientale e se si è pensato bene, dopo un certo tempo, di ricollegarle ad uno pseudo-cristianesimo di una natura alquanto particolare, non è men vero che la loro primitiva tendenza era, al contrario, palesemente anticristiana. «Nostro scopo – diceva allora M.me Blavatsky – non è di restaurare l’Induismo, ma di cancellare il Cristianesimo dalla faccia della terra»”. [iv]

Guénon stigmatizza poi anche la figura di M.me Besant. “Le cose – scrive Guénon – sono così cambiate, da allora, come le apparenze potrebbero far credere? Il tutto induce, come minimo, a diffidare, dato che la grande propagandista del nuovo «Cristianesimo Esoterico» è M.me Besant, la stessa che scrisse a suo tempo che occorreva “innanzi tutto combattere Roma ed i suoi preti, lottare ovunque contro il Cristianesimo e scacciare Dio dai Cieli»”. [v]

“Senza dubbio – aggiunge Guénon – è possibile che la dottrina della Società Teosofica e le opinioni della sua attuale presidentessa si siano “evolute”, ma è possibile anche che il suo neo-cristianesimo non sia altro che una copertura, poiché quando si tratta di simili ambienti bisogna aspettarsi di tutto. Riteniamo che il presente studio dimostrerà a sufficienza quanto si avrebbe torto a rimettersi alla buona fede di persone che dirigono o ispirano movimenti come quello di cui si tratta. Comunque, a parte tale, considerazione, possiamo fin d’ora dichiarare nettamente che fra la dottrina della Società Teosofica, o almeno fra quello che viene offerto come tale, e la Teosofia, nel vero significato del termine, non vi è assolutamente alcuna filiazione, neppure solamente ideale”.[vi]

Non è questo il luogo nel quale approfondire le considerazioni di René Guénon, per le quali rinvio al testo citato.

L’Eastern Order of International Co-Freemasonry (EOIC).

Interessante, a questo punto, è considerare un preclaro esempio di compresenza di Teosofismo e di Massonismo quale è l’Eastern Order of International Co-Freemasonry (EOIC).

 

Great Ones EOIC2

Esaminando il sito dell’Eastern Order of International Co-Freemasonry (EOIC) e, al di là della definizione generica di “massoneria mista”, emerge una realtà piuttosto interessante soprattutto per la sua genealogia teosofico-esoterica.

Sito ufficiale dell’Eastern Order of International Co-Freemasonry

L’elemento distintivo è certamente il riferimento alla Co-Masonry, dove uomini e donne partecipano allo stesso ordinamento iniziatico, sullo stesso piano.

Ma l’EOIC dichiara esplicitamente che la sua caratteristica principale è anche la dimensione “inner, esoteric, psychological and spiritual” della Massoneria.

In questo Ordine abbiamo almeno tre livelli: massonismo (simbolismo, ritualità, etica, fratellanza); Co-Massoneria (uomini e donne, universalismo, uguaglianza iniziatica); EOIC (aggiunge una lettura esplicitamente esoterica, psicologica e spirituale).

L’EOIC dichiara esplicitamente di discendere dalle logge sviluppatesi dal lavoro di Annie Besant.

Besant non è una figura marginale nella storia dell’esoterismo occidentale: fu una delle principali dirigenti della Theosophical Society, insieme alla quale sviluppò una concezione della spiritualità fortemente universalistica, sincretica e orientata verso una possibile evoluzione spirituale dell’umanità.

Secondo la stessa ricostruzione dell’EOIC la genealogia è: Co-Massoneria francese di fine XIX secolo, sviluppo della Co-Massoneria internazionale, Annie Besant, ritualità co-massonica sviluppata in India, Dharma Ritual, ordini co-massonici derivati dal suo lavoro, Eastern Order of International Co-Freemasonry

L’EOIC dice espressamente che il proprio rituale deriva dalla tradizione sviluppata in India da Besant e che il Dharma Ritual ne costituisce una delle basi.

L’organizzazione spiega che l’“East” è il luogo simbolico della luce nascente. Il motto è: Ex Oriente Lux, cioè “Dall’Oriente, la Luce”. Oriente è: luce, sapienza, conoscenza interiore, risveglio, trasformazione dell’individuo.

Fin qui niente di originale.

L’EOIC non presenta la Massoneria semplicemente come una società etica o filantropica; dice che il percorso massonico dovrebbe condurre l’iniziato alla conoscenza della propria “inner divine nature”, della propria natura divina interiore, e alla percezione del rapporto armonico fra individuo e vita universale.

È una concezione che si avvicina molto più alla filosofia perenne, al neoplatonismo, alla teosofia e alle tradizioni iniziatiche che non al semplice associazionismo massonico.

Anche qui niente di nuovo.

L’EOIC afferma l’esistenza di un Principio vitale e creativo, indicato con la formula massonica Great Architect of the Universe — Grande Architetto dell’Universo.

Secondo EOIC è possibile utilizzare il testo sacro che si ritiene più appropriato: l’organizzazione parla infatti di “Volume of Sacred Lore”, non necessariamente della Bibbia.

Qui siamo di fronte ad una deviazione fondamentale dalla Massoneria, in quanto il Prologo del Vangelo di Giovanni non è inteso come un testo sacro legato ad una religione, ma come, nella sua parte iniziale, la sintesi della dinamica creativa.

L’EOIC presenta esplicitamente la Massoneria come una forma moderna degli “Ancient Mysteries”.

Nel proprio materiale cita una genealogia molto ampia: Orfeo, Iside, Eleusi, tradizioni iniziatiche, Rosacroce, Massoneria moderna.

Ovviamente una cosa è ciò che l’EOIC crede della propria genealogia simbolica, un’altra è ciò che lo storico può dimostrare documentalmente.

La continuità diretta Eleusi Massoneria non è una genealogia storica dimostrata anche per il semplice fatto che di cosa fossero i Riti Eleusini abbiamo solo alcune pallide testimonianze che non penetrano il segreto.

Anche il concetto “Ordo ab Chao” non dice nulla di nuovo.

Una sedicente rete internazionale

L’EOIC, afferma di sé, di essere internazionale e attualmente dichiara logge in: Argentina, Australia, Brasile, Costa Rica, Francia, India, Nuova Zelanda, Porto Rico, Sudafrica, Spagna, Ucraina, Stati Uniti e altri gruppi in formazione.

È una rete internazionale di obbedienze co-massoniche, anche se non va confusa automaticamente con la Massoneria, essendo classificabile nell’ambito del Massonismo-Teosofismo.

Massonismo-Teosofismo che deriva da Annie Besant, perché è attraverso di lei si incrociano teosofismo, India, nazionalismo indiano, spiritualismo occidentale, educazione, massoneria (massonerismo), esoterismo e internazionalismo.

Infine, l’EOIC nasce da una scissione, non semplicemente come una nuova organizzazione nata autonomamente dalla tradizione di Annie Besant. La stessa documentazione della Grand Lodge of Freemasonry for Men and Women afferma esplicitamente che nel dicembre 2002, ad Adyar, venne costituito un nuovo Ordine e che i rapporti con il Supreme Council of International Co-Freemasonry, Le Droit Humain, furono completamente interrotti.

India e Nuova Zelanda, insieme a logge e membri di USA, Brasile e Costa Rica, aderirono alla nuova struttura.

EOIC è uno scisma – scissione della galassia Le Droit Humain, avvenuto nel contesto delle crisi interne della tradizione co-massonistica besantiana.

Il sito dell’EOIC oggi attenua moltissimo questa origine scismatica nella propria presentazione e scrive: “The Eastern Order … is directly descended from the Masonic Lodges founded as a result of Annie Besant’s pioneering work”.

Questa formulazione è corretta, ma non racconta da sola la dinamica della separazione del 2002.

Perciò bisogna distinguere: genealogia spirituale, Annie Besant, Co-Masonry, Dharma Ritual, EOIC, da genealogia istituzionale, Le Droit Humain, crisi delle federazioni, scissioni, nuovi ordini indipendenti, EOIC nel 2002.

La stessa EOIC si definisce oggi una “twenty-first-century reform”, cioè una riforma della Massoneria tradizionale, con particolare enfasi sull’aspetto interiore, esoterico, psicologico e spirituale.

Siamo alla dichiarazione che non si tratta di Massoneria, ma di Massonismo.

La fondazione del nuovo EOIC

La fondazione del nuovo EOIC avviene nel 2002 ad Adyar, India. Questo è importante perché Adyar è storicamente il centro internazionale della Theosophical Society.

Le fonti indicano una situazione più complessa: crisi delle federazioni, questioni di governo dell’Ordine, autorità del Supreme Council, rituali, autonomia delle giurisdizioni e interpretazione della tradizione besantiana.

Una fonte che ricostruisce la storia dei rituali parla esplicitamente della British Federation e della crisi di fine anni ’90/inizio 2000, collegandola poi alla nascita dei nuovi ordini.

La conclusione è abbastanza netta: non siamo davanti a una semplice “altra obbedienza” della massoneria (massonismo) mista, ma a una scissione novecentesca e duemilista di una particolare linea esoterico-teosofica della Co-Massoneria, con una consistenza mondiale oggi piuttosto ridotta rispetto a Le Droit Humain.

La conclusione finale è che siamo di fronte ad un Teosofismo-Massonismo figlio di una serie di scissioni di una linea teosofista-massonista che non è Massoneria e non è Teosofia.

Tre passaggi da Le Droit Humain all’EOIC

Primo momento (1882–1893): il massonistico Le Droit Humain

Marie Deraismes viene iniziata nel 1882 dalla loggia Les Libres Penseurs. Nel 1893 Deraismes e Georges Martin fondano a Parigi Le Droit Humain, la prima grande struttura massonistica mista moderna. Questa è una vera origine massonistica documentata, non una creazione teosofica.

Secondo momento (1902): entra Annie Besant, dal 1902

Annie Besant, già figura di primo piano della Società Teosofica, entra nel Le Droit Humain e nel 1902 fonda la prima loggia co-massonica (massonistica) del mondo anglofono. Da questa corrente nasce una forte accentuazione della dimensione esoterica e spirituale della Massonistica. Qui c’è la più evidente commistione Teosifismo – Massonismo.

Terzo momento (2002): l’Eastern Order of International Co-Freemasonry.

Nel dicembre 2002, ad Adyar, in India, viene costituito l’Eastern Order of International Co-Freemasonry. Una fonte della stessa area co-massonica britannica precisa che in quell’occasione furono interrotti i rapporti con il Supremo Consiglio del Le Droit Humain e che alla nuova organizzazione confluirono soprattutto India e Nuova Zelanda, oltre a logge e singoli membri di Stati Uniti, Brasile e Costa Rica.

Perché si separano?

Il sito dell’EOIC presenta la scissione come una “riforma del XXI secolo”, non come una semplice rottura amministrativa. L’EOIC dice esplicitamente di essere una: “twenty-first-century reform” e dichiara di voler conservare la Massoneria (Massonistica, ndr) tradizionale, ma con una “conscious realisation of its inner, esoteric, psychological and spiritual significance”.

Il Droit Humain oggi insiste molto sulla libertà assoluta di coscienza, sull’assenza di dogmatismo e sull’organizzazione internazionale democratica. Dichiara quasi 30.000 membri in oltre 60 Paesi e circa un migliaio di logge.

L’EOIC, invece, mette molto più esplicitamente al centro Misteri antichi, simbolismo, evoluzione interiore, natura divina dell’uomo, trasformazione spirituale. Sul proprio sito Internet arriva a definire la Massoneria moderna come la forma contemporanea degli antichi Misteri e parla della realizzazione della “inner divine nature” dell’iniziato.

Teosofismo travestito da Massonismo

La definizione di “Teosofismo travestito da Massonismo” coglie una caratteristica reale dell’EOIC.

Possiamo dire che l’EOIC appartiene a una linea massonistica profondamente plasmata dalla linea teosofistica.

La Società Teosofica americana presenta l’EOIC come una forma di Co-Massoneria riformata da Annie Besant e sottolinea proprio il carattere spirituale ed esoterico della sua interpretazione massonica (massonistica).

La genealogia dei protagonisti è ancora più significativa: Annie Besant, Charles Webster Leadbeater, Geoffrey Hodson, Radha Burnier sono tutti personaggi fortemente inseriti nell’universo teosofico (teosofistico).

Radha Burnier, per esempio, è stata presidente della Società Teosofica di Adyar e viene indicata dalla stessa tradizione teosofica come figura di vertice dell’Eastern Order of International Co-Freemasonry.

Quindi abbiamo una sovrapposizione istituzionale e personale reale, non una semplice somiglianza ideologica.

EOIC obbedienza di nicchia

L’EOIC non pubblica, almeno nelle pagine ufficiali, un numero complessivo dei suoi membri. Pubblica invece l’elenco delle nazioni nelle quali dichiara di avere logge (13 Paesi).

L’EOIC, pertanto, stando ai dati pubblicati, è internazionale, ma non è una grande potenza numerica della Massoneria internazionale. Quindi parlerei di obbedienza internazionale di nicchia, non di una grande obbedienza mondiale. Non è una scissione quantitativamente importante della Massonistica mondiale.

La derivazione dalla linea teosofistica di Annie Besant

L’EOIC rivendica esplicitamente di appartenere alla stessa linea tradizionale delle altre obbedienze e sostiene di praticare la “vera, antica Massoneria”, non riti sostitutivi o adottivi.

Ma contemporaneamente afferma che la Massoneria è espressione contemporanea degli antichi Misteri e che il suo scopo è la trasformazione spirituale dell’individuo.

La distinzione fra la fondazione originaria del Le Droit Humain e la successiva sovrapposizione teosofistica è fondamentale. La prima non nasce teosofistica; la seconda, soprattutto attraverso Annie Besant, diventa invece fortemente teosofistica-esoterica. L’EOIC del 2002 è l’esito più radicale di quella seconda linea.

Genealogia OEIC

 

L’ EOIC dichiara esplicitamente di essere una “riforma del XXI secolo”, discendente direttamente dalle logge sorte dall’opera di Annie Besant.

Come s’è già detto, nel 1882 Marie Deraismes viene iniziata nella loggia Les Libres Penseurs e nel 1893 Georges Martin e Deraismes costituiscono a Parigi Le Droit Humain.

La motivazione originaria è essenzialmente questa: se la Massoneria proclama universalità, fratellanza e uguaglianza, perché escludere le donne?

Una fonte della stessa Società Teosofica americana, peraltro, insiste proprio su questo punto: Le Droit Humain fu fondato nel 1893 da riformatori sociali che non erano teosofi; Annie Besant vi entrò soltanto nel 1902.

Annie Besant cambia la traiettoria

Qui avviene la vera svolta. Annie Besant entra nel Le Droit Humain nel 1902 e fonda a Londra la prima loggia co-massonica (massonistica) del mondo anglofono.

Da quel momento la Co-Massoneria è Co-Massonistica ed entra in una dimensione sedicente molto più esplicitamente esoterica, spirituale, simbolica, evolutiva.

La stessa EOIC attribuisce a Besant un ruolo decisivo nell’introduzione o nel ripristino di elementi quali: Principio Supremo; Volume della Sacra Sapienza; Brotherly Love; Relief; Truth; ritualità orientata all’interiorità.

E sostiene che il Dharma Ritual sviluppatosi in India diventò una base per i rituali delle logge discendenti dalla sua opera.

La sovrapposizione con la Teosofia (Teosofismo)

La corrente besantiana del Le Droit Humain si sviluppò in strettissima prossimità con l’ambiente teosofistico di Adyar. Questo significa che la linea storica dalla quale nascerà l’EOIC è precisamente quella nella quale questa contaminazione integrazione è stata più forte.

In questo contesto, Radha Burnier, fondatrice e guida suprema dell’EOIC, era una figura di vertice della Società Teosofica di Adyar e della Co-Massoneria indiana.

Siamo in pieno Teosofismo-Massonismo e la concezione dell’EOIC è esplicitamente “misterica”.

I Misteri erano misteri e tali sono rimasti

Gli Antichi Misteri erano precisamente “misteri” perché la loro conoscenza rituale era riservata agli iniziati e, soprattutto, era vincolata al segreto.

Per Eleusi, ad esempio, abbiamo testimonianze letterarie ed epigrafiche, ma non possediamo una descrizione completa e certa di ciò che l’iniziato vedeva e sperimentava durante i riti.

Quindi bisogna distinguere: possiamo studiare gli Antichi Misteri attraverso fonti archeologiche, letterarie ed epigrafiche; possiamo formulare ipotesi interpretative; possiamo ricostruire alcuni elementi dei rituali; non possiamo affermare di conoscere integralmente il contenuto iniziatico perduto.

Ed è proprio qui che la frase dell’EOIC secondo cui la Massoneria sarebbe una “modern expression of the Ancient Mysteries” diventa problematica. Non dimostra una continuità storica: è una interpretazione esoterica moderna della Massoneria, appartenente al massonismo.

E c’è un problema ancora più profondo: se qualcuno possedesse davvero un’informazione segreta trasmessa ininterrottamente dagli iniziati di Eleusi, dovrebbe dimostrare la catena documentaria della trasmissione. Senza quella catena abbiamo una rivendicazione, non una prova.

La Teosofia (teosofismo) ottocentesca non “riscopre” storicamente gli Antichi Misteri, ma costruisce una loro interpretazione esoterica moderna, spesso presentandola come recupero di una sapienza primordiale.

Da una parte l’EOIC afferma che la Massoneria è la forma moderna degli Antichi Misteri e sostiene che la tradizione massonica possa essere fatta risalire ai Misteri egizi e greci, mentre dall’altra, nella sezione sulla segretezza, riconosce esplicitamente che non è rimasta alcuna documentazione storica di ciò che esattamente accadeva nei Misteri di Eleusi.

Questa ammissione è fondamentale, in quanto se non sappiamo storicamente che cosa avveniva esattamente a Eleusi, non possiamo dimostrare che la ritualità massonica moderna sia la prosecuzione di quei riti.

Possiamo sostenere somiglianza, analogia, interpretazione, ipotesi di continuità, non continuità storica dimostrata.

Ed è proprio il terzo passaggio che l’EOIC tende a compiere. Dice, in sostanza: Misteri antichi, Massoneria, continuità della Sapienza. Ma la documentazione storica consente al massimo: Misteri antichi, ricezione moderna dei Misteri, interpretazione massonica/esoterica. Non una catena iniziatica ininterrotta.

Il passaggio ancora più interessante riguarda la Blavatsky

Qui arriviamo alla vera origine intellettuale della costruzione. Nel 1877 Blavatsky pubblica Isis Unveiled.

Già il sottotitolo è straordinariamente significativo: A Master-Key to the Mysteries of Ancient and Modern Science and Theology. La stessa tradizione teosofistica presenta l’opera come una ricerca della “Wisdom Religion”, una sapienza universale che sarebbe stata alla base delle diverse religioni e filosofie.

Quindi il paradigma non è: “Abbiamo trovato documenti che dimostrano la continuità”. È: “Esisteva un’antica Sapienza universale che le religioni successive hanno frammentato e occultato”.

Questo è un modello interpretativo teosofistico ed è molto diverso dal metodo storico.

Blavatsky compie precisamente un salto il cui schema è: antichità, sapienza universale, misteri, Egitto, Grecia, India, Persia, gnosticismo, ermetismo, religioni storiche, decadenza / dogma, teosofia, recupero della “antica sapienza”.

Un enorme pastone sincretico che non dice assolutamente nulla.

Questa costruzione è fondamentale per comprendere Annie Besant e, successivamente, la Co-Massoneria.

Blavatsky sostiene l’esistenza di una tradizione sapienziale primordiale sottostante alle religioni. La stessa letteratura teosofistica descrive Isis Unveiled proprio come il tentativo di riportare alla luce questa antica “Wisdom Religion”.

Poi arriva Annie Besant

E qui il passaggio è ancora più evidente. Nel 1901 Besant pubblica: Esoteric Christianity, or the Lesser Mysteries. Non è un’opera storica sui Misteri cristiani; è una reinterpretazione esoterica del cristianesimo.

Besant sostiene che dietro la forma pubblica della religione esista una dimensione iniziatica più profonda. Il testo parla esplicitamente dei Lesser Mysteries e della trasmissione di una conoscenza esoterica.

E qui compare un concetto che diventerà importantissimo: l’insegnamento esteriore è soltanto il rivestimento di una realtà interiore.

Una pubblicazione della Theosophical Society in America spiega esplicitamente che Besant e altri teosofisti ritenevano che le radici della Massoneria risalissero ai Misteri antichi; Leadbeater scrisse The Hidden Life in Freemasonry e Ancient Mystic Rites; Besant e Leadbeater consideravano i riti antichi come riemersi nella Massoneria moderna; la stessa fonte precisa però che non si può affermare con certezza che la Massoneria sia una vera rinascita dei Misteri.

Il problema è che questi simpatici signori e signore nulla avevano a che fare con la Massoneria e molto con il Teosofismo-Massonerismo. È come confondere la pelle con lo skay (vera finta pelle).

  1. W. Leadbeater non si limita a dire: “La Massoneria presenta analogie con i Misteri”. La sua produzione cerca di spiegare la dimensione interiore dei rituali massonici. Ed è proprio questa lettura che entra nella tradizione co-massonica (teosofistica-massonistica).

L’EOIC cita direttamente Leadbeater nella propria bibliografia e conserva questa linea interpretativa.

I Great Ones e la eternal Gran Lodge

L’EOIC dice: “Freemasonry has its spiritual roots in the ancient Mysteries and is today the modern form of those mysteries.”  Ma dice anche: “No historical record has been preserved of exactly what happened in those Mysteries.”

Quindi, non sappiamo esattamente che cosa avvenisse nei Misteri. Come fa la Massoneria ad essere la loro forma moderna? Se non conosciamo il contenuto rituale fondamentale dei Misteri, non possiamo dimostrare una continuità rituale sostanziale. Possiamo dimostrare soltanto una continuità interpretativa o simbolica.

Ancora più problematica è la frase sui “Great Ones”.

L’EOIC arriva a dire che la Massoneria sarebbe stata stabilita sul pianeta da: “Great Ones, representatives of the universal and eternal Grand Lodge” che sarebbero venuti a guidare l’umanità.

I Great Ones, Gradi Esseri, sono entità cosmiche, multidimensionali e simili a divinità.

Qui abbiamo superato definitivamente il terreno della storia. Non è più storia delle religioni; è cosmologia esoterica.

Qui torniamo direttamente ai “Mahâtmâ” o “Maestri di Saggezza” della Blavatsky: “membri – scrive Guénon – di grado più elevato della “Gran Loggia Bianca”, vale a dire della gerarchia occulta che, secondo i teosofisti, governa segretamente il mondo. All’inizio si ammetteva che loro stessi fossero subordinati ad un unico capo supremo, adesso sembra che i capi siano sette, come i “sette adepti” rosacruciani che possiedono l’“elisir di lunga vita” (e la più straordinaria longevità fa anche parte delle qualità attribuite ai Mahâtmâ”), e che questi sette capi rappresentino “i sette centri dell’Uomo Celeste”, di cui “il cervello ed il cuore sono costituiti rispettivamente dal Manu e dal Bodhisattwa, che guidano ciascuna razza umana”. [vii]

“Questi “Mahâtmâ” – aggiunge Guénon – non sono mai esistiti se non nella fantasia di M.me Blavatsky e dei suoi soci”. [viii]

Il riferimento ai Great Ones è contenuto nella pagina ufficiale dell’EOIC “Information for Inquirers”, precisamente nella sezione “2. The Nature of Freemasonry”.

Il passaggio è questo: “It is said to have been established on this planet by Great Ones, representatives of the universal and eternal Grand Lodge, who came to guide their younger brothers and sisters.”

“La Massoneria affonda le sue radici spirituali negli antichi Misteri ed è oggi la forma moderna di questi misteri. Si dice che sia stata fondata su questo pianeta da Grandi Esseri, rappresentanti della Gran Loggia universale ed eterna, venuti a guidare i loro fratelli e sorelle più giovani”.

E subito dopo: “Modern Freemasonry is a treasury of spiritual values drawn from the Great Lodge above and following the Plan of the Great Architect.”

Pagina ufficiale EOIC – Information for Inquirers

Il testo non identifica chi siano storicamente questi “Great Ones”, né fornisce documentazione storica della loro esistenza. Li presenta come esseri-maestri spirituali che avrebbero istituito la Massoneria sul pianeta per guidare l’umanità.

Le donne e gli Antichi Misteri

Nella pagina dedicata alle donne, l’Ordine sostiene che l’ingresso delle donne nella Co-Massoneria avrebbe “restored” una condizione degli Antichi Misteri, nei quali uomini e donne avrebbero partecipato insieme.

Anche qui bisogna separare il fatto che alcuni culti misterici coinvolgevano donne dall’affermazione che i Misteri funzionavano secondo un modello paritario equivalente alla Co-Massoneria moderna.

Chi dice “conosco gli Antichi Misteri” sta facendo un’affermazione che storicamente non può dimostrare, se per conoscenza intende il contenuto iniziatico originario.

E infatti l’EOIC stesso riconosce che non sappiamo che cosa accadesse realmente a Eleusi.

Pertanto la sua affermazione secondo cui la Massoneria è “la forma moderna” degli Antichi Misteri non può essere una conclusione storica derivata dalle fonti: è una gratuita, tipica di un Teosofismo-Massonismo sincretico: skay, vera finta pelle.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Si costruisce una autorità invisibile: Maestro occulto, trasmissione segreta, iniziato, dottrina e contemporaneamente si rende impossibile la verifica: «Non possiamo mostrarvi le prove perché la conoscenza è segreta». Questo crea una struttura epistemicamente quasi inattaccabile: l’assenza di prova viene trasformata in prova della segretezza.

Ed è qui che la faccenda dei Great Ones dell’EOIC diventa particolarmente debole. Se l’affermazione è che esseri superiori abbiano istituito una Universal Grand Lodge o guidato l’evoluzione dell’umanità, siamo completamente fuori dalla storia documentaria. È una credenza cosmologica, non una ricostruzione storica.

Il caso Blavatsky è ancora più istruttivo

Con Blavatsky abbiamo qualcosa di più complesso perché i personaggi e le lettere esistono, mentre ciò che rimane problematico è l’identità reale dei cosiddetti Mahatma/Masters e l’origine soprannaturale della loro conoscenza.

I nomi fondamentali sono: Morya (M.), Koot Hoomi (K.H.) , in seguito, il cosiddetto Tibetan / D.K. (Djwal Khul). Ma la cosa fondamentale è questa: non possiamo trasformare l’esistenza storica di Blavatsky e dei suoi collaboratori nell’esistenza dimostrata dei Maestri soprannaturali che lei affermava di contattare.

La teoria dei Maestri risolve il problema dell’origine della dottrina attraverso una regressione infinita dell’autorità: Chi ti ha trasmesso questa conoscenza? Il Maestro. E chi ha autorizzato il Maestro? Un Maestro superiore. E lui? La Fratellanza. E la Fratellanza? La Gerarchia occulta.

Alla fine si arriva a un’autorità che non può essere verificata, proprio perché viene collocata fuori dalla storia. È esattamente ciò che rende questi sistemi diversi da una tradizione storica documentabile.

Quando arriviamo a Great Ones, Superiori Incogniti, Mahatma, Morya, Koot Hoomi e Tibetano, la risposta cambia radicalmente rispetto a Deraismes, Martin, Besant, Adyar e alla fondazione dell’EOIC abbiamo affermazioni e testimonianze interne, ma non una prova indipendente dell’esistenza degli esseri sovrumani che dovrebbero garantire la trasmissione.

La Massoneria tradizionale, nella sua costruzione documentaria, non fonda la propria autorità su esseri invisibili che avrebbero trasmesso segretamente una dottrina agli iniziati. Il riferimento è invece a figure, testi e tradizioni che vengono assunti come precedenti simbolici e sapienziali.

La differenza fondamentale tra Massoneria e Massonismo

 

Gli Old Charges non dicono: «Credete ai Superiori»

La genealogia leggendaria contenuta nelle Old Charges costruisce una storia della conoscenza e della craft attraverso personaggi e civiltà. Il riferimento a Euclide, per esempio, è significativo perché la geometria viene presentata come sapere trasmesso e organizzato.

Pitagora appartiene alla medesima logica: non è un «Grande Invisibile» che parla attraverso un iniziato moderno. È una figura della tradizione filosofica e matematica antica, la cui dottrina può essere ricostruita attraverso fonti, anche se naturalmente con tutte le difficoltà proprie della tradizione pitagorica.

Con Hermes Trismegistus bisogna fare una distinzione ancora più interessante: non è storicamente corretto trattarlo come un individuo biografico comparabile a Euclide.

La figura di Ermete è una figura sapienziale sincretica, mentre il Corpus Hermeticum è un insieme di testi tardo-antichi. Ma proprio per questo è qualcosa che può essere filologicamente studiato.

Quindi la tradizione non è una rivelazione occulta.

Questa è una distinzione enorme ed è qui che emerge la vera frattura con il modello teosofista.

La genealogia massonica tradizionale può essere rappresentata così: antica sapienza, trasmissione storica, testi, interpretazione, lavoro dell’iniziato, mentre il modello teosofista-occultista tende a costruire una relazione tra antica sapienza, Maestri occulti, rivelazione, interprete privilegiato, trasmissione esoterica.

E il passaggio decisivo è quello dell’autorità epistemica. Nel primo modello il maestro dice, in sostanza: «Ecco una tradizione: studiala e comprendila». Nel secondo: «Io conosco la fonte invisibile che sta dietro la tradizione.

È questa seconda pretesa che introduce il problema dei Great Ones, dei Mahatma, dei Superiori Incogniti, delle derivazioni misteriche delle Logge Bianche e Celesti.

E c’è un’altra conseguenza importante: non bisogna retroproiettare il secondo modello sul primo. Il fatto che la Massoneria utilizzi simboli antichi, riferimenti biblici, pitagorici, ermetici o geometrici non dimostra che essa derivi da una fratellanza occulta antichissima.

È perfettamente possibile – e storicamente molto più prudente – studiare la Massoneria come costruzione iniziatica moderna che rielabora materiali provenienti da tradizioni molto più antiche.

L’EOIC non va oltre lo schema degli Hannover

L’EOIC sostiene nel suo sito che la “Massoneria, come la conosciamo oggi, esiste fin dagli inizi del XVIII secolo, quando quattro logge massoniche di Londra si unirono per formare una Gran Loggia al fine di autorizzare nuovi gruppi e coordinarne le attività”.

​Già qui siamo fuori dalla logica massonica e siamo in piena adesione alla logica degli Hannover che si sono appropriati della Massoneria, riscrivendola a proprio uso e consumo. L’operazione hannoveriana è profana, politica e per nulla massonica.

Anche la distinzione tra Massoneria Operativa e Massoneria Speculativa è una baggianata concettuale. Chi sapeva costruire cattedrali come quella di Chartres non era un semplice spacca pietre.

I cantieri dove si costruivano le cattedrali nel Medioevo, per fare un solo esempio, erano fucine di arte, di cultura, di sapere iniziatico, di sapere matematico e ingegneristico.

Nel suo sito l’EOIC scrive: “La Massoneria affonda le sue radici spirituali negli antichi Misteri ed è oggi la forma moderna di questi misteri. Si dice che sia stata fondata su questo pianeta da Grandi Esseri, rappresentanti della Gran Loggia universale ed eterna, venuti a guidare i loro fratelli e sorelle più giovani”.

Nulla di più falso. Questa non è Massoneria, ma intreccio di Teosofismo e di Massonismo con una buona dose di illusionismo.

Anche scrivere che la “Massoneria moderna è un tesoro di valori spirituali tratti dalla Grande Loggia celeste e che seguono il Piano del Grande Architetto” è Teosofismo-Massonismo. Nulla a che fare con la Massoneria.

​L’EOIC arriva poi al sincretismo più spinto affermando che “nell’Ordine Orientale della Massoneria Internazionale mista si lavorano i tre Gradi di Mestiere, nonché i Gradi dell’Antico e Accettato Rito Scozzese e diversi Gradi del Rito di York”.

E finalmente arriva Annie Besant

Annie Besant è presentata dall’EOIC come 33°, ex Gran Comandante della Federazione Orientale dell’Ordine Co-Massonico e come colei che “reintrodusse nella pratica massonica mista alcuni elementi tradizionali che erano stati omessi dalle pratiche francesi, come la fede in un’Intelligenza Divina Suprema (Dio, con qualunque nome e sotto qualunque immagine venga concepito), la presenza di un Volume di Sacra Sapienza su cui si basano gli Obblighi e i grandi principi condivisi di Amore Fraterno, Soccorso e Verità.

Una versione del rituale massonico tradizionale sviluppato in India e noto come “Rituale del Dharma” fu adottata e divenne la base per i rituali utilizzati in tutto il mondo dalle Logge che discendono dal suo lavoro”.

L’EOIC dichiara di discendere direttamente dalle Logge Massoniche fondate grazie al lavoro pionieristico di Annie Besant per la Massoneria Mista.

Le Logge della Besant sono Teosofismo-Massonismo. Niente a che fare con la Massoneria.

Nel sito dell’EOIC si legge:

«La Massoneria è un sistema mistico fondato nei tempi remoti del passato da quei maestri spirituali che furono le guide della nostra umanità nascente, e che rimane ancora oggi il calice della saggezza, immutato nella sua potenza interiore, sempre a disposizione di tutti coloro che lo cercano. Il neofita che entra in una loggia massonica ha questa meravigliosa opportunità di trovare l’antico sentiero, ma quella “porta che si apre sull’Infinito” si aprirà solo per il candidato il cui desiderio più profondo è la comprensione spirituale».

Ci risiamo, ad ogni piè sospinto riemergono le guide dell’umanità nascente, della cui nascita, peraltro, non si conosce ancora nulla, salvo affidarsi alle fantasie della Blavatsky.

segue

Note

[i]René Guénon, “Studi sulla Massoneria e il Compagnonaggio, Arktos

[ii] René Guénon, “Studi sulla Massoneria e il Compagnonaggio, Arktos

 

[iii] René Guénon, Il Teosofismo – Storia di una pseudo-religione – Edizioni Loggia René Guénon – Milano

[iv] René Guénon, Il Teosofismo – Storia di una pseudo-religione – Edizioni Loggia René Guénon – Milano

[v] René Guénon, Il Teosofismo – Storia di una pseudo-religione – Edizioni Loggia René Guénon – Milano

[vi] René Guénon, Il Teosofismo – Storia di una pseudo-religione – Edizioni Loggia René Guénon – Milano

[vii] René Guénon, Il Teosofismo – Storia di una pseudo-religione – Edizioni Loggia René Guénon – Milano

[viii] René Guénon, Il Teosofismo – Storia di una pseudo-religione – Edizioni Loggia René Guénon – Milano

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui