di Giovanni Bernardini
Lo dico chiaramente: sono il primo a desiderare che in occidente si affermi una sinistra seria, legata davvero ai valori fondamentali della nostra civiltà, una sinistra riformista, pragmatista, capace di rapportarsi non ideologicamente alle esigenze degli strati sociali disagiati.
Una sinistra di tipo socialdemocratico per intenderci, che si sia lasciata definitivamente alle spalle vecchie e sanguinarie mitologie.
Oggi la sinistra occidentale è una caricatura di ciò che un tempo si chiamava “progressismo”.
E’ la sinistra degli asterischi a fine parola, della immigrazione clandestina, della cancel culture, un incredibile minestrone in cui il femminismo radicale affianca la difesa dell’integralismo islamico, l’antisemitismo, malamente mascherato da antisionismo, si combina con la denuncia di un razzismo quasi sempre immaginario, un individualismo a tratti esasperato affianca statalismo dirigista e rigurgiti ultra egualitari.
Soprattutto è una sinistra lontana anni luce dalle esigenze vere delle classi meno abbienti. E’ la sinistra dei divi di Holliwood, di pseudo intellettuali con la puzza sotto il naso, una sinistra che disprezza le persone comuni, equipara molto spesso al “fascismo” le loro esigenze e i loro valori.
Ieri questa sinistra ha subito una sconfitta storica nel paese più importane dell’occidente, e del mondo intero.
Invece di strillare i leader della sinistra occidentale dovrebbero cominciare a pensare seriamente a come LORO devono cambiare.
Non credo lo faranno. Purtroppo. Ci penseranno gli elettori.




