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Lo stato dell’arte – Il Valore dell’arte

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“Tre”. Tre semplici matite entrano nello spazio del museo. La materia è rimasta la stessa; intorno a loro comincia a costruirsi il riconoscimento dell’opera. (Immagine creata con IA – Orchestratore Eko.)
“Tre”. Tre semplici matite entrano nello spazio del museo. La materia è rimasta la stessa; intorno a loro comincia a costruirsi il riconoscimento dell’opera. (Immagine creata con IA – Orchestratore Eko.)

Dall’opera a chi guarda

Tre matite diventano “Tre” e cominciano un viaggio nell’ecosistema dell’arte. Critici, gallerie, musei, mercato, media e pubblico costruiscono intorno all’opera attenzione e riconoscimento.

Poi arriva una persona e le guarda. Da quel momento comincia una storia diversa, dove consenso, prezzo e qualità possono prendere strade lontane.

Tre matite sono appoggiate su un tavolo. Costano pochi euro. Qualcuno le dispone in un certo modo, chiama l’insieme “Tre” e racconta che parlano della progressiva scomparsa della scrittura manuale nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Materialmente è rimasto tutto uguale. È cambiato lo sguardo: qualcuno propone di considerare quelle matite un’opera d’arte.

Da quel momento “Tre” comincia a muoversi.

Un critico ne scrive, una galleria la espone, un collezionista la compra, un museo la presenta. I media ne parlano e il pubblico arriva. Intorno alle tre matite cresce una biografia. Ogni passaggio aggiunge un riconoscimento diverso e tutti insieme cominciano a costruire un consenso che può allargarsi, rafforzarsi e durare.

Può accadere anche il contrario. Nel 1863 il Salon des Refusés porta davanti al pubblico opere escluse dalla giuria ufficiale, fra le quali il Déjeuner sur l’herbe di Manet1.

Nel 1917 Fountain di Duchamp viene esclusa dall’esposizione della Society of Independent Artists e proprio quella vicenda alimenta una discussione destinata a durare2.  Nel 1937 il regime nazista espone l’arte definita “degenerata” per condannarla e richiama oltre due milioni di visitatori3.

Il rifiuto ha prodotto attenzione. È una distinzione essenziale, perché un’opera può essere ammirata o detestata e continuare comunque a circolare. Se metà degli articoli celebra “Tre” e l’altra metà la considera una sciocchezza, il giudizio resta diviso, ma tutti stanno dicendo che vale la pena parlarne.

I media possono accelerare il processo. “Tre” può essere raccontata come un’opera sulla scomparsa della scrittura oppure come tre matite vendute a una cifra sorprendente.

Cambia la cornice attraverso la quale viene guardata. Con i social persino la derisione diventa diffusione: è accaduto con Comedian di Maurizio Cattelan, condivisa tanto per celebrarla quanto per prenderla in giro.

Intorno all’opera, dunque, qualcosa si è formato. Ma davanti a “Tre” arriva finalmente una persona.

Può guardarla e passare oltre. Può esserne attratta oppure irritata. Forse quelle tre matite risvegliano il piacere di una forma, un ricordo o qualcosa che fino a quel momento non aveva mai pensato. L’incontro può esaurirsi lì oppure continuare silenziosamente.

Carmelo Bene poteva irritare mentre recitava. Quarant’anni dopo quell’irritazione può essere ancora presente, trasformata dal tempo e da tutto ciò che è accaduto nel frattempo. L’opera incontrata allora è rimasta nella memoria e ha continuato a cambiare insieme alla persona che l’aveva vista.

Accade così qualcosa di diverso da quanto avviene intorno a “Tre”. Da una parte l’opera entra nella memoria collettiva; dall’altra entra, oppure non entra, nella vita di qualcuno.

Un capolavoro riconosciuto può lasciare indifferenti, mentre un’opera quasi dimenticata può accompagnare una persona per decenni.

Anche la storia cambia giudizio. Vermeer, El Greco e Botticelli hanno conosciuto fortune diverse nel corso dei secoli. Ogni generazione torna a guardare ciò che ha ricevuto e sceglie che cosa esporre, studiare, restaurare e raccontare.

Così alcune opere continuano a incontrare nuovi occhi, altre diventano più difficili da vedere. Il canone nasce anche da questa lunga selezione della memoria.

Intorno a
Intorno a “Tre” il sistema dell’arte ha già costruito attenzione e riconoscimento. Davanti all’opera, però, comincia un’altra storia: quella di chi la guarda. (Immagine creata con IA – Orchestratore Eko)

E il viaggio può proseguire. “Tre” arriva a Pechino portandosi dietro il nome dell’artista e la fama conquistata altrove. Le matite sono sempre le stesse, ma incontrano una cultura nella quale scrittura e calligrafia hanno una storia diversa. Il prestigio può attraversare rapidamente una frontiera; il significato deve trovare nuovi occhi. Anche Duchamp, entrando nell’orizzonte di alcune avanguardie cinesi, è stato assorbito e trasformato.⁴ Il consenso, dunque, cambia anche attraversando il mondo.

A questo punto compare il prezzo, che raccoglie una parte di quanto è accaduto lungo il percorso e può rilanciarlo. Comedian lo mostra con particolare chiarezza: la sua presenza materiale è fragile e deperibile, mentre l’identità riconosciuta dal mercato continua a essere legata all’attribuzione e al certificato di autenticità.⁵ La materia che abbiamo davanti racconta quindi soltanto una parte dell’opera che viene riconosciuta e scambiata.

Quando invece un’opera vive in una piazza, in un museo o soltanto per il tempo di una performance, può essere una fondazione, una città o uno sponsor a renderla possibile. Migliaia di persone potranno incontrarla senza possederla. Il valore prodotto dall’opera comincia così a circolare ben oltre la proprietà.

Le tre matite, intanto, possono avere attraversato gallerie e musei, acceso discussioni, raggiunto un prezzo altissimo e magari entrare un giorno nei libri di storia dell’arte. Tutto ciò che è accaduto ha costruito intorno a “Tre” una storia e ha condotto qualcuno davanti a quell’opera.

Poi quella persona si ferma a guardarla.

Sa forse che un museo l’ha esposta, che un critico ne ha scritto e che qualcuno ha pagato molto per possederla. Tutto questo inevitabilmente accompagna il suo sguardo. Ma adesso sono rimaste una persona e tre matite.

Può passare oltre. Può pensare che tutto quel clamore sia incomprensibile. Oppure qualcosa può accadere senza che riesca immediatamente a definirlo. Molti anni dopo, prendendo una matita in mano, potrebbe ricordarsi proprio di quelle tre.

Il sistema può spiegare perché “Tre” è considerata arte e perché vale molto. Solo l’incontro con l’opera può dire che cosa vale per chi la guarda.

Il valore che una società attribuisce all’opera e quello che sedimenta nell’esperienza di una persona possono incontrarsi. Possono anche raccontare due storie diverse.

Note

1 Nel 1863, dopo l’elevato numero di opere respinte dal Salon ufficiale, Napoleone III autorizzò l’esposizione dei lavori rifiutati nel Salon des Refusés. Tra questi figurava Le Bain, l’opera di Édouard Manet oggi conosciuta come Le Déjeuner sur l’herbe, che suscitò un forte scandalo pubblico. Fonte: Musée d’Orsay, Parigi.

2 Marcel Duchamp presentò Fountain nel 1917 alla Society of Independent Artists di New York sotto lo pseudonimo “R. Mutt”. L’opera fu esclusa dall’esposizione. Duchamp si dimise dal consiglio della Society; la fotografia realizzata da Alfred Stieglitz e il dibattito sulla rivista The Blind Man contribuirono alla successiva storia dell’opera. Fonte: The Museum of Modern Art, New York.

3 La mostra Entartete Kunst, organizzata dal regime nazista a Monaco nel 1937 per screditare l’arte moderna, attirò oltre due milioni di visitatori. La contemporanea Große Deutsche Kunstausstellung, dedicata all’arte approvata dal regime, ne accolse meno di mezzo milione. Il confronto riguarda l’affluenza e quindi l’attenzione suscitata, non il consenso favorevole. Fonte: United States Holocaust Memorial Museum.

4 Negli anni Ottanta Marcel Duchamp, insieme ad altre esperienze dell’avanguardia occidentale, entra fra i riferimenti di Huang Yong Ping, fondatore nel 1986 del gruppo Xiamen Dada. Nelle opere successive Huang arriverà a mettere in relazione elementi duchampiani con riferimenti della cultura e della religione cinese, mostrando un processo di assimilazione e trasformazione più che una semplice ricezione. Fonte: The Museum of Modern Art, New York.

5 Comedian di Maurizio Cattelan, presentata nel 2019, è stata realizzata in un’edizione di tre esemplari più due prove d’artista. L’esemplare proposto da Sotheby’s nel novembre 2024 era accompagnato da un certificato di autenticità firmato dall’artista. Il caso rende particolarmente evidente il rapporto fra presenza materiale dell’opera, attribuzione e identità riconosciuta dal mercato. Fonte: Sotheby’s, Contemporary Evening Auction, New York, 20 novembre 2024.

Per saperne di più

Gillo Dorfles, Il divenire delle arti, Bompiani, Milano.
Un classico italiano per seguire le trasformazioni dei linguaggi artistici e del modo in cui vengono percepiti.

Angela Vettese, Si fa con tutto. Il linguaggio dell’arte contemporanea, Laterza, Roma-Bari.
Una lettura accessibile dei meccanismi attraverso i quali oggetti, azioni e materiali entrano nel territorio dell’arte contemporanea.

Francesco Poli, Il sistema dell’arte contemporanea. Produzione artistica, mercato, musei, Laterza, Roma – Bari.
Per approfondire le relazioni tra artista, galleria, collezionismo, istituzioni e mercato che accompagnano la costruzione sociale del valore.

Arthur C. Danto, The Transfiguration of the Commonplace: A Philosophy of Art, Harvard University Press, Cambridge (MA), 1981.
Il problema filosofico che attraversa anche l’esperimento di “Tre”: come può un oggetto apparentemente comune diventare un’opera d’arte?

John Dewey, Art as Experience, Minton, Balch & Company, New York, 1934.
Un riferimento fondamentale per l’altro versante dell’articolo: l’arte considerata a partire dall’esperienza e dalla relazione che si produce fra opera e individuo.

Autore

  • Sergio Ansuini

    Sergio Ansuini, già CEO di Ansuini Gioiellieri 1860, è stato fondatore e docente dei corsi di stilismo del gioiello all'Accademia di Costume e dello IED. Dopo incarichi apicali nelle associazioni orafe italiane, ha curato lo studio del Tesoro del Museo di San Pietro e il restauro delle suppellettili sacre del Sommo Pontefice.

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