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La Siberia non è più periferia

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La Siberia non è più periferia

È il nuovo fronte strategico della Russia

Per decenni la Siberia è stata considerata la grande periferia russa, una terra immensa, ricca di risorse, ma distante dai centri della competizione globale.

Mosca sta trasformando Siberia, Artico ed Estremo Oriente in un’unica piattaforma strategica dove energia, infrastrutture, tecnologia, navigazione e proiezione verso l’Asia convergono.

Il punto centrale è la Northern Sea Route, che Putin ha indicato come obiettivo la navigazione tutto l’anno, inserendola nel più ampio Trans-Arctic Transport Corridor, destinato a collegare Russia europea, Artico, Siberia, Estremo Oriente e Pacifico.

Non è soltanto una rotta marittima: è una nuova architettura logistica che integra porti, ferrovie, oleodotti, energia e infrastrutture digitali. Il progetto Vostok Oil rende evidente questa trasformazione.

I giacimenti di Taimyr vengono collegati a oleodotti e terminali artici per portare il petrolio verso i mercati asiatici attraverso la Northern Sea Route.

Parallelamente, l’Artico russo diventa sempre più importante per il LNG, mentre la Cina aumenta il proprio ruolo come acquirente, utilizzatore della rotta e potenziale partner industriale.

Qui la geografia è la storia ci parlano, la Siberia, che per secoli ha rappresentato la profondità della Russia, sta diventando la sua piattaforma di connessione con l’Asia.

Transiberiana, BAM, porti artici, Vladivostok e Northern Sea Route iniziano a essere concepiti come parti di una stessa continuità strategica.

Ma la Russia non sta costruendo soltanto una nuova via commerciale sta cercando di ridurre la propria esposizione ai chokepoint tradizionali e di creare una direttrice alternativa verso il Pacifico, sostenuta da una flotta di rompighiaccio, infrastrutture energetiche e sistemi tecnologici capaci di operare in uno degli ambienti più estremi del pianeta.

La Northern Sea Route non è ancora una nuova Suez, il ghiaccio, i costi, la logistica e le infrastrutture limitano ancora la navigazione. Ma, proprio per questo, l’obiettivo russo della continuità annuale è strategicamente significativo.

La vera strategia non è quindi soltanto aprire una nuova rotta ma trasformare un sistema e quel sistema in una nuova geografia del potere.

La Siberia non è più il margine della Russia ma il luogo nel quale Mosca sta tentando di trasformare la propria profondità continentale in una proiezione verso l’Artico, il Pacifico e l’Asia.

Autore

  • Elena Tempestini

    Elena TempestiniElena Tempestini, giornalista, storica, speaker radiofonica, comunicazione, capo redattore di Idee di Governo.

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