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I CINQUE PUNTI DELLA SCHLEIN

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di Sandro Roazzi

I 5 punti della Schlein hanno il pregio di dare l’impressione, pur essendo titoli, di volontà, di concretezza e di una distanza dai libri dei sogni del passato del postcomunismo, che in realtà nascondeva una subordinazione per ragioni di potere con il neoliberismo.

A mio parere le priorità non possono limitarsi alle 5 proposte elencate, senza allungarle troppo.

Manca quella sulla giustizia fiscale, con un sistema che non a caso Salvini vorrebbe ancor più’ sbilanciato.

Manca un riferimento alla sistemazione del territorio, che ad ogni cambio di stagione ci ricorda lo stato devastato in cui versa.

Manca poi una indicazione forte in termini di lotta alla criminalità organizzata, che è tema civile e politico di primaria importanza ed anche economico, per la esigenza di recuperare risorse, nonché sociale per togliere “territorio” alla malavita ed al suo controllo.

Una rivendicazione positiva oltre che necessaria del primato della politica… Questo tema la sinistra lo ha lasciato, peraltro, da troppo tempo, dando la sensazione, magari errata, di “concentrarsi” su quanto esprimeva il giustizialismo.

Ma in tal modo si rischia di ridurre ad esempio fatalmente la portata nefasta della malavita nella economia.

Non convince poi del tutto la solita omissione sulle morti sul lavoro e soprattutto il richiamo che una decisa lotta sul terreno del salario non può che avere esplicitamente un riferimento alle rivendicazioni sindacali e contrattuali.

Una contrattazione che si risolve in leggi e praticamente poco altro non mi pare la strada giusta.

Insomma qualche barlume di ragionevolezza si intravede, ma siamo lontani sia dal terreno di impegno di una logica sinistra, magari detta impropriamente anche progressismo.

Una ultima notazione: riguardo la sanità’ pubblica quanto dichiarato è vero (a prescindere che il PD è stato al governo a lungo e anche recentemente); la sanità privata che ruolo reale avrà? Non era il caso di ricordare quanto fu fatto dal Governatore dell’Abruzzo Del Turco, co-fondatore del Pd e proseguire su una strada che privilegiava il pubblico?

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