Home Cronaca FIRENZE, LA LOGGIA ISOZAKI, RIPARTE LA NOVELLA DELLO STENTO

FIRENZE, LA LOGGIA ISOZAKI, RIPARTE LA NOVELLA DELLO STENTO

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di Carla Ceretelli

La Loggia Isozaki. Riparte la novella dello stento.
L’impressione è che il sindaco, Sara Funaro, giri torno torno ai problemi della città per non affrontar quelli di primaria importanza.
A  proposito,  mi permetto una piccola digressione.Mi sono presa la briga di rivedere il termine  “sindaco” e ho scoperto che la Crusca accetta, anzi promuove il termine al femminile considerandolo  non un problema linguistico bensì culturale. Mentre treccani raccomanda l’uso del termine come sempre è stato usato, al maschile nel caso specifico,  dato che rappresenta il ruolo e non il sesso che lo determina.
 Personalmente userò i termini come se fossero neutri , dato che l’italiano non possiede il neutro, così come mamma li ha fatti.
 Allora , prima di essere eletta ci corrobora con una bella isola sull’arno. Appena eletta comincia a prendersela con l’overtourism e in particolare con gli affitti brevi. Senza pensare che aiutano a rendere la cità più pulita e con un turismo più organizzato. Infatti il turista che ha una location a cui appoggiarsi, non sporca perchè si ciba in casa,  ha servizi igienici  dato  che , per altro, sono latenti  pubblici. Oltre a pagare  una tassa di soggiorno che rimpingua le casse del comune.  Naturalmente tutto controllato da norme precise. Controllo delle norme, non scelta dell’uso che ne fa il privato cittadino, naturalmente con il dovere di rispettarle. Questo è il diritto  di un comune  governato in modo civile..
Ma la Sarina pensa di risolvere il problema della carenza di edilizia pubblica impedendo ai proprietari di case  di decidere come usare la propria . Molto democratica questa scelta.
Poi se la prende con tutto ciò che non è stato fatto prima, dimenticando che prima hanno amministrato i suoi sodali e, lei, in prima persona, come assessore al welfare.
E, quasi sempre con governi di sinistra. Almeno  nell’ultimo decennio.
 Per arrivare al nocciolo della quaestio,  l’ultima boutade, per evitare  temi urgenti, come la sicurezza e il traffico, tanto per citarne un paio,   è quella di riprendere in mano il tormentone della Loggia del Giapponese,  di anni 25. Non il Giapponese bensì la Loggia. Giusto per spostare l’attenzione . Rivolgendosii a  chi? Inquesto caso al  neo ministro alla cultura in carica da meno di una settimana. Sarebbe d’uopo almeno farlo accomodare sulla poltrona e offrirgli un caffè,  prima di dargli in mano l’atavica patata bollente.
Dunque  il primo tema  che sta a cuore, nominato dal Sindaco,  è quello della Loggia Isozaki, su cui nell’ottobre del 2023 il Ministro della Cultura, che non sta passando un bel momento,  si era espresso negativamente con questa nota: “Il progetto di rifacimento dell’uscita della Galleria degli Uffizi a Firenze, pensato dall’architetto giapponese Arata Isozaki, non sarà realizzato. Stamane il Consiglio superiore dei beni culturali, nel corso di una seduta alla quale ha partecipato il Sottosegretario Vittorio Sgarbi, ha espresso all’unanimità parere negativo. Si tratta della cosiddetta “Loggia Isozaki”, per la cui realizzazione erano previsti ben 12 milioni di euro provenienti dal Piano strategico «Grandi Progetti Beni Culturali»”.
Ora  comunque  torna a chiamare in causa il  dicastero di competenza nella figura  del ministro Giuli,   anche come  ex direttore   del Museo MaXXI, certa che abbia grande attenzione per gli interventi di arte e architettura contemporanea negli spazi del nostro patrimonio urbanistico”. Naturalmente il soggetto è la Sarina.
 Accenna  inoltre  al progetto del Museo nazionale dell’Italiano (MUNDI), all’interno del complesso di Santa Maria Novella. Nonchè alle  le modalità con cui portare a termine la realizzazione del Museo della Lingua italiana, a suo avviso un progetto molto importante per la nostra città.  Auspica inoltre un confronto che possa portare a un ulteriore pacchetto di norme per la tutela dei centri storici e dei loro esercizi commerciali, “in un momento in cui assistiamo alle veloci e profonde trasformazioni del tessuto urbano e sociale delle città d’arte”. Naturalmente incontro con il neo ministro.
Mi viene da chiedere   quanti cittadini , immersi nei cantieri  fine vita mai,  con liste d’attesa infinite per una qualsiasi visita,  conoscono l’esistenza del Museo della lingua italiana  e a quanti possa interessare.
 Lungi da me pensare che non abbia una significatio preponderante, l’aspetto culturale di una città che, comunque , odora di per sè di cultura e arte.
 Basterebbe una normale manutenzione, una pulizia profonda, una gestione del turismo, anche  all’uscita   degli Uffizi con norme  certe e importanti, con regolare controllo,   con l’ausilio della polizia municipale e di altre forze dell’ordine.

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