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Cosa vogliono i francesi che protestano

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francesi che protestano

In un Paese al collasso economico, la posta in palio è solo il controllo violento del territorio

Cosa resta della protesta depurata dai delinquenti di professione o magari pagati dalla Russia e dall’Iran, lo sapevate che usano far ricorso alla criminalità comune?

Ma, a sentire Conte e Vannacci o Salvini, avranno le loro buone ragioni, siamo noi che ci dobbiamo arrendere non loro.

La spiegazione la riassume Jack Daniel in suo post:
“la domanda è di maggiore spesa pubblica, per l’istruzione (studenti) o per l’aumento dei salari (lavoratori, in particolare pubblici). Ed è qui il problema. La Francia è in cima alle classifiche mondiali per la spesa pubblica, al pari della Finlandia, con un 57% del PIL. A questo dato (enorme) che riguarda le uscite, si accompagna l’altro dato enorme che riguarda le entrate, vale a dire che la Francia ha una pressione fiscale tra le più alte al mondo ed è in aumento. Al che uno dice: hanno molte uscite, ma anche tante entrate, quindi saranno in pareggio, giusto? Manco per idea: ha un deficit del 5,4%. Il che comporta l’aumento del debito, ora arrivato dalle parti del 120%, il più alto dai tempi della II guerra mondiale. Ovvia conseguenza: aumenta lo spread che, mentre scrivo, è a 140 quando quello italiano è 114”.

C’è, quindi, una spirale perversa che rischia di destabilizzare un sistema politico sociale che era di notevole solidità.

Per le sinistre e gli islamisti poco male, loro vogliono una rivoluzione. Per fare cosa però?

Se quella spesa pubblica non basta, se la normale lotta politica e sociale non basta e bisogna ricorrere alla guerriglia di strada per spaccare tutto, dove si pensa di arrivare?

Gli islamisti non hanno una risposta pronta, perchè il loro è odio per la mano che comunque dà loro da mangiare.

Dietro gli islamisti – come riportato da tante cronache giornalistiche – ci sono le bande criminali che controllano il traffico di droga che ha le sue basi nelle periferie.

Lì la legge delle bande viene fatta rispettare e anche gli immigrati di seconda generazione che trovano in un’idea confusa di islam la motivazione del loro odio, stanno ben attenti a non sgarrare perché lì non trovano i tribunali e la solidarietà delle sinistre, ma una pallottola che li zittisce.

Così, quella che appare a tanti sociologi come una rivolta dettata dal disagio o dalla richiesta di maggiori servizi (ancora di più? In Francia?), si rivela per quello che è: controllo del territorio con la violenza.

Le lamentose frottole sulle motivazioni dei giovani fanno finta di non vedere che alcune periferie francesi sono enclave di un narco stato in formazione.

Ma veniamo alle sinistre.

In effetti, dopo aver costruito il welfare tra i più generosi d’Europa e, quindi, del mondo, le sinistre che obiettivo si danno?

Ancora più tasse e ancora più soldi per il popolo. Frutto di quali guadagni?

La sinistra sinistra aveva ed è tornata ad avere il vizio di pretendere redistribuzioni di ricchezza senza occuparsi di come produrla.

Sembra che il sistema produttivo vada avanti da sé e che basti raccoglierne i frutti per distribuirli “a ciascuno in base ai propri bisogni”, l’essenza del comunismo secondo Marx.

Poiché è uno schema che non funziona il passo successivo della sinistra sinistra è l’espropriazione dei mezzi di produzione, passando per la nazionalizzazione (non è forse quello che sta succedendo all’ex Ilva?) illudendosi che la statalizzazione pieghi i mezzi di produzione a fare gli interessi del popolo.

È lo schema che è stato seguito nei Paesi che hanno subito una rivoluzione comunista e prevede diversi altri passaggi, perché, accortisi che i mezzi di produzione in mano allo stato non riescono a produrre la stessa ricchezza di prima, si è indotti a una stretta repressiva perché sicuramente qualcuno sta sabotando il nuovo magnifico sistema produttivo.

La strada è quella già percorsa con il socialismo reale, che è stato un fallimento totale. Basti dire che la Cina ha mantenuto del comunismo solo il sistema dittatoriale di direzione dello stato; per l’economia ha scelto il capitalismo selvaggio e per lo stato sociale ha scelto l’opzione zero, ovvero ognuno per sé.

In conclusione, le sinistre e gli islamisti che stanno dando l’assalto alla Francia non hanno nessuna idea di costruzione, ma solo di distruzione.

In Italia si sentono gli echi della stessa ottusa cecità nelle rivendicazioni del “campo largo”, nella rabbiosa opposizione al governo, nel programma dei 5 Stelle che è un tripudio di spesa a debito.

Le sinistre andavano bene nella versione socialdemocratica e riformista che è stata sconfitta e accantonata.

Ora siamo ai moti rivoluzionari verso il nulla.

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